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Karl Raimund Popper
- La società aperta e i suoi nemici
Karl Raimund
Popper (Vienna 1902 - Londra 1994)
Filosofo
austriaco. Viennese per nascita e formazione, studiò
matematica, fisica e filosofia (materia nella quale si
laureò nel 1928). In quegli anni Popper entrò in contatto
con alcuni membri del circolo di Vienna, verso il quale
mantenne tuttavia una posizione critica. Dal 1937 al 1945
insegnò all’Università di Canterbury, in Nuova Zelanda.
Trasferitosi a Londra nel secondo dopoguerra, fu professore
di logica e metodologia delle scienze presso la London
School of Economics and Political Science.
Conosciuto soprattutto per La logica della scoperta
scientifica e La società aperta e i suoi nemici, Popper fu
un autore estremamente prolifico. Tra le sue molte opere
pubblicate in Italia ricordiamo: Congetture e confutazioni.
La crescita della conoscenza scientifica (1963), Scienza e
filosofia: problemi e scopi della scienza (1969), Conoscenza
oggettiva (1972), L’io e il suo cervello (1981), in
collaborazione con John Eccles, Il futuro è aperto (1989),
in collaborazione con Konrad Lorenz, e Il mito della
cornice: difesa della razionalità e della scienza (1994).
LA
LOGICA DELLA SCOPERTA SCIENTIFICA
Il suo contributo più rilevante alla filosofia della scienza
è la Logica della scoperta scientifica (originariamente
pubblicata in tedesco nel 1934 e successivamente in inglese
nel 1959), in cui delineò una teoria del metodo scientifico
fortemente critica nei confronti di qualunque concezione
induttiva della scienza. Le teorie scientifiche, per Popper,
sono ipotesi che non possono mai essere “verificate”
dall’esperienza, poiché ogni teoria, essendo una
proposizione universale del tipo “tutti i corvi sono neri”,
richiederebbe un numero infinito di osservazioni. Tuttavia
le teorie scientifiche, dalle quali possono essere dedotte
asserzioni controllabili dall’osservazione sperimentale,
possono essere “falsificate”: se osservazioni appropriate,
ad esempio l’osservazione di un corvo bianco, confutano
queste asserzioni, l’ipotesi è respinta. Se un’ipotesi
resiste ai controlli, essa è allora provvisoriamente
accettata, ma ciò non esclude che in futuro possa essere
falsificata. Nessuna teoria scientifica, pertanto, è
definitivamente valida.
La falsificabilità degli enunciati è assunta da Popper quale
criterio di demarcazione tra scienze da un lato e ciò che il
filosofo chiama “pseudoscienze” dall’altro. Gli enunciati di
queste ultime non solo sono vaghi e hanno uno scarso
contenuto informativo, ma non vengono mai contraddetti
dall’esperienza, cioè non possono essere falsificati. Due
tipici esempi di pseudoscienze sono, secondo Popper, il
marxismo e la psicoanalisi.
CONTRO
LO STORICISMO
In campo politico, con La società aperta e i suoi nemici
(1945) e Miseria dello storicismo (1944-1945), Popper si
impegnò in un’appassionata difesa del liberalismo e della
democrazia, individuando implicazioni totalitarie nelle
teorie politiche di Platone, Hegel e Karl Marx, e criticò la
posizione secondo la quale esistono leggi dello sviluppo
storico che determinano o prevedono meccanicamente il suo
corso.
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LA
SOCIETA' APERTA E I SUOI NEMICI
Vol. I° Platone totalitario - Vol. II° Hegel e Marx
falsi profeti
Vol.I°
- "Nel campo di coloro che cercano la verità non
esiste nessuna autorità umana: e chiunque tenti di
fare il magistrato viene travolto dalle risate degli
dèi". Questo è il messaggio epistemologico di Albert
Einstein, lo stesso di quello di Karl Popper: "Tutta
la conoscenza rimane fallibile, congetturale. Non
esiste nessuna giustificazione, compresa, beninteso,
nessuna giustificazione definitiva di una
confutazione. Tuttavia, noi impariamo attraverso
confutazioni, cioè attraverso l'eliminazione di
errori (...)". La scienza è fallibile perchè la
scienza è umana.
Non è un caso che Popper, teorico della fallibilità
della conoscenza umana, sia anche l'autore de La
società aperta e i suoi nemici. La società aperta è
aperta a più valori, a più visioni del mondo
filosofiche e a più fedi religiose, ad una
molteplicità di proposte per la soluzione di
problemi concreti e alla maggior quantità di
critica. La società aperta è aperta al maggior
numero possibile di idee e ideali differenti, e
magari contrastanti. Ma, pena la sua
autodissoluzione, non di tutti: la società aperta è
chiusa solo agli intolleranti. E fonte privilegiata
dell'intolleranza è la presunzione fatale di
credersi possessori di una verità assoluta,
dell'unico valore, di essere nel diritto, e di avere
il dovere, di imporre questa verità e questo valore.
Platone fu un grande uomo. Ma i grandi uomini
possono commettere grandi errori. E il grande errore
di Platone, sostiene Popper, fu quello di avere
teorizzato la "società chiusa". Platone - ha scritto
Gilbert Ryle - fu il Giuda di Socrate. Ed ecco
Popper: " Platone fu costretto a combattere il
libero pensiero e il perseguimento della verità; fu
indotto a difendere la menzogna, i miracoli
politici, la superstizione dei tabù, la soppressione
della verità e, alla fine, la violenza brutale". Per
tutto ciò, "la lezione che noi (...) dovremmo
apprendere da Platone è esattamente l'opposto di
quanto egli vorrebbe insegnarci. E' una lezione che
non deve essere dimenticata. Per quanto eccellente
fosse la sua diagnosi sociologica, lo sviluppo
stesso di Platone dimostra che la terapia che
raccomandava è peggiore del male che tentava di
combattere".
Vol.II° - La società aperta e i suoi nemici è uno
dei grandi libri di questo secolo, un classico della
democrazia. E' una difesa della democrazia dai suoi
nemici, nemici quali Platone, Hegel o Marx. Nei
confronti di Marx, nonostante parecchi sinceri
apprezzamenti (non ultimo quello per cui tornare ad
una scienza sociale pre-marxista sarebbe
impossibile), Popper è stato forse il più acuto e
tenace critico contemporaneo: le sue argomentazioni
hanno devastato il materialismo storico e quello
dialettico, ed hanno inoltre mostrato che il
pensiero marxista (in una larga parte della sua
tradizione) è un pensiero che contraddice il canone
principale della ricerca scientifica, che è quello
di accettare le confutazioni. Molta della tradizione
marxista si è configurata, infatti, come una specie
di sala operatoria in cui è stata praticata tutta
una serie di operazioni di plastica facciale
(iniezione di ipotesi ad hoc) alla teoria lacerata
dalle confutazioni fattuali.
«Per questo - afferma Popper - si potrebbe dire che
il marxismo fu una volta scienza, ma una scienza che
fu confutata da alcuni fatti che entrarono in
conflitto con le sue predizioni (...) tuttavia il
marxismo, oggi, non è più scienza; e non lo è poichè
ha infranto la regola metodologica per la quale noi
dobbiamo accettare la falsificazione, ed ha
immunizzato se stesso contro le più clamorose
confutazioni delle sue predizioni. Da allora esso
può venir descritto solo come non-scienza, come un
sogno metafisico, se volete, congiunto con una
realtà crudele».
Il marxismo, sottolinea Popper, è morto di marxismo.
Volume I°
Introduzione
IL MITO DELL'ORIGINE E DEL DESTINO
Capitolo primo: Lo storicismo e il mito del destino
Capitolo secondo: Eraclito
Capitolo terzo: La teoria platonica delle forme o
idee
LA SOCIOLOGIA DESCRITTIVA DI PLATONE
Capitolo quarto: Mutamento e stasi
Capitolo quinto: Natura e convenzione
IL PROGRAMMA POLITICO DI PLATONE
Capitolo sesto: La giustizia totalitaria
Capitolo settimo: Il principio della leadership
Capitolo ottavo: Il filosofo re
Capitolo nono: Estetismo, perfettismo, utopismo
IL BACKGROUND DELL'ATTACCO DI PLATONE
Capitolo decimo: La società aperta e i suoi nemici
Volume II°
LA NASCITA DELLA FILOSOFIA ORACOLARE
Capitolo undicesimo: Le radici aristoteliche dello
hegelismo
Capitolo dodicesimo: Hegel e il nuovo tribalismo
IL METODO DI MARX
Capitolo tredicesimo: Il determinismo sociologico di
Marx
Capitolo quattordicesimo: L'autonomia della
sociologia
Capitolo quindicesimo: Storicismo economico
Capitolo sedicesimo: Le classi
Capitolo diciassettesimo: Il sistema legale e il
sistema sociale
LA PROFEZIA DI MARX
Capitolo diciottesimo: L'avvento del socialismo
Capitolo diciannovesimo: La rivoluzione sociale
Capitolo ventesimo: Il capitalismo e il suo destino
Capitolo ventunesimo: Una valutazione della profezia
L'ETICA DI MARX
Capitolo ventiduesimo: La teoria morale dello
storicismo
LE CONSEGUENZE
Capitolo ventitreesimo: La sociologia della
conoscenza
Capitolo ventiquattresimo: Filosofia oracolare e
rivolta contro la ragione
CONCLUSIONE
Capitolo venticinquesimo: La storia ha un senso ?
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