Mort, où est ta victoire?
Romanzo dello scrittore francese Henri Daniel-Rops (pseud.
di Henri Petiot, 1901-1965), pubblicato a Parigi nel 1934.
Si compone di un prologo, tre parti e un epilogo: la seconda
parte è il diario della protagonista, Laure Malaussène.
Giovinetta di eccezionale bellezza, di temperamento
raffinato e individualistico, Laure è costretta a fuggire
dal castello di Barterand, nella valle del Rodano, fra i
picchi delle montagne. La insidia l'anziano Lodoïs
Detrérieux, che l'aveva ospitata fin da bambina; e la ama
con insistenza folle, destando in lei amore e repulsione, il
quindicenne Thierry, figlio di lui. Nondimeno in quella casa
Laure aveva nutrito affetto per la figlia di Lodoïs, Pie,
sua compagna di collegio. Dopo aver penosamente errato di
paese in paese, nella notte, e sofferto varie traversie,
Laure riesce a farsi assumere in un collegio di giovinette
come sorvegliante. Ottiene in seguito mansioni di insegnante
e si distingue per la durezza della disciplina. Le sue
inquietudini spirituali non hanno requie, per i torti che
sente di aver subito dalla vita. Viene a sapere che Thierry
è in Africa soldato e che Pie, nel frattempo sposatasi, è
morta di parto; ritrova poi Irène, antica sua compagna, che
ha una figlia in collegio, e diventa amante del marito di
lei. Per la sua condotta deve allontanarsi dal collegio e
lavora come insegnante privata, fino a che cede a Jean
Paleyzieux, professore d'inglese e aspirante deputato:
costui, preso da passione per lei, avvelena la moglie malata.
Dopo dieci anni il lettore ritrova Laure moglie di Jean: ma
essa ha ribrezzo e odio per il marito e, di degradazione in
degradazione, scende a facili amori, sempre consapevole del
proprio stato e dell'inutilità del delitto compiuto da Jean
per lei. Ma un giorno incontra Thierry, che si è fatto
certosino e le parla di Dio, come tanti anni prima le diceva
del suo amore: si sente conquistata a poco a poco da una
legge superiore, e ai torti fattile dal marito, che aveva a
sua insaputa una relazione amorosa, risponde beneficando
l'amante di lui e il figlio. Infine si fa suora carmelitana,
e nella clausura trova pace, dopo una vita tanto tragica.
La
tesi del romanzo, che il male è sempre in tutto e per tutto
sterile, si sviluppa e si intreccia in modo particolarmente
drammatico alle vicende di Laure, scesa quasi a completa
perdizione e salvata dalla fede. Il romanzo ha parti di
profonda ispirazione, accanto ad altre stanche e
meccanicamente condotte come per una tesi d'interesse
religioso: conserva però sempre una sua efficacia stilistica,
che l'ha fatto apprezzare da lettori di ogni fede. Trad. di
S. Brilli Cattarini, col titolo Morte, dov'è la tua vittoria?,
Milano, 1946.