Uno degli aspetti meno conosciuti, ma più significativi,
nella vita degli scrittori è quello delle loro vicende
editoriali.
Con questo libro, e proprio grazie a un grande
editore, Siegfried Unseld, che da anni dirige le celebri
case editrici Suhrkamp e Insel, riusciamo finalmente a farci
strada nelle complicate e disparate storie dei rapporti con
gli editori di quattro grandi scrittori di lingua tedesca:
Robert Walser,
Rainer Maria Rilke,
Bertolt Brecht,
Hermann
Hesse.
Ricostruite con minuzia nei loro vari passaggi,
queste storie ci illuminano sull'opera e sul carattere di
questi uomini ben più di tante dissertazioni. Qui li vediamo
alle prese con tirature, contratti, copertine, prezzi,
collane. E così finalmente il comune lettore intelligente si
potrà fare un'idea di che cosa significhi, in concreto,
quell'attività molto favoleggiata ma poco conosciuta, che è
l'editoria.
A Hesse "preme che il formato sia sempre il più
adatto al libro" e suggerisce ai suoi editori il tipo di
carta, i caratteri e la veste tipografica relativa.
Brecht
partecipa attivamente alla confezione dei suoi libri,
discutendo ogni particolare tecnico e facendo fare "prove
minuziose", secondo un suo progetto diverso da opera a
opera.
Così, negli anni venti, egli vuole che il "Libro di
devozioni domestiche" sia stampato "in formato piccolo, al
modo di un Vangelo o di un libro di inni sacri, su carta
bibbia", mentre nei primi anni cinquanta per l'edizione
delle "Opere complete dell'autore classico" (il
teatro) manda a Suhrkamp vecchie edizioni di classici come campioni
cui attenersi.
Per un suo libro di prose del 1917 Walser
propone, come i più funzionali, "caratteri gotici, semplici,
tradizionali, rispettabili, che facciano pensare ai libri di
lettura per le scuole, caratteri lineari, onesti, non
riformati, del tutto fedeli alla consuetudine, caldi e
soprattutto rotondi"; e chiede "campioni di stampa",
scartando e approvando.