Theory of the Leisure Class
Opera dell'economista americano Thorstein B. Veblen
(1857-1929), edita a New York-Londra nel 1899. Costituisce
uno dei riferimenti obbligati per l'analisi critica dei
moderni sistemi economici. V. aveva presente il capitalismo
americano ed europeo dei primi decenni del secolo; nondimeno
il suo pensiero offre elementi di interesse, forse anche
maggiore, in relazione alla problematica del "neocapitalismo",
cioè di quel tipo di società che si è sviluppato dal secondo
dopoguerra negli Stati Uniti e si è poi diffuso anche in
Europa: una società basata su produzione di massa di beni di
consumo durevole e caratterizzata dalla presenza di
gigantesche compagnie che, mentre sono centri di propulsione
del progresso tecnologico e degli investimenti, con una
massiccia pubblicità e con la loro rete di vendita, appaiono
un fattore determinante (anche se in ultima analisi a sua
volta largamente determinato) delle scelte fondamentali del
mercato in materia di consumi, modelli di vita, ripartizione
dei redditi, equilibri regionali internazionali. V. sostiene
che l'introduzione della moneta, cioè dell'elemento
pecuniario, alle origini delle società basate sulla
proprietà privata, non ha solo facilitato gli scambi, ma ha
plasmato in modo fondamentale la psicologia, le attitudini e
le istituzioni sociali. Lo slancio concorrenziale, la spinta
a prevalere sugli altri, che per lui è insita nell'uomo da
migliaia di anni (anche se non ne è un dato necessario), si
è man mano trasformata da un istinto bellicoso in una
tendenza alla emulazione pecuniaria, all'eccellere sugli
altri in termini di beni misurabili in moneta, o addirittura
puramente in moneta. Questa insomma non è un mezzo, ma un
vero fine, che pervade tutti gli atteggiamenti sociali e le
istituzioni le quali per V. (a differenza, a esempio, da
Marx), non si riconducono in ultima istanza a condizioni
oggettive ma a dati psicologici (e forse biologici)
soggettivi. Sussiste ancora in alcuni individui e gruppi
sociali la tendenza all'altruismo, ma essa, secondo V., non
può che giocare un ruolo secondario nella nostra società,
poiché la classe che finisce per emergere, la "classe agiata",
lo fa in virtù delle proprie attitudini egoistiche, che si
manifestano in quei modelli pecuniari di cui si è detto. Ora
questa classe, con il suo influsso, impronta di sé tutta la
società, e anche se alcuni suoi membri, non più pressati dal
bisogno, accedono a motivazioni solidaristiche, si tratta di
un fenomeno transitorio per la classe medesima: infatti
questi soggetti, presto o tardi proprio in virtù di tali
tendenze, perdono quel potere economico-pecuniario che li
faceva appartenere alla "classe agiata". Dal concetto
dell'emulazione pecuniaria nascono alcuni concetti-base,
come quello del consumo effettuato non solo o non tanto per
ricavarne un'intima e oggettiva soddisfazione quanto "per
far vedere" o "far sapere" agli altri che si è abbienti (il
cosiddetto "consumo vistoso" ["conspicuous consumption"]), e
quello dell'astensione da attività di lavoro produttivo,
considerate meschine e quindi segno di mancanza di adeguata
ricchezza (il cosiddetto "ozio vistoso" ["conspicuous
leisure"]): l'"ozio vistoso" può consistere, anziché in
inattività, in forme di attività che non sono direttamente
produttive e che, per ciò stesso, sono un simbolo di status.
È facile notare che questi concetti vebleniani fanno ormai
parte detta problematica sociologica, più corrente:
l'acquisto emulativo di automobili rientra chiaramente nel
quadro del "consumo vistoso", e la tendenza delle donne (e
non di rado degli uomini) della classe agiata a impegnarsi
in una logorante attività di relazioni sociali e di svaghi
può essere facilmente catalogata fra gli "ozi vistosi" di V.
Questi fenomeni sono più evidenti nella società "opulenta"
del neocapitalismo che in quella del capitalismo giovane, di
cui V. scriveva: E ciò spiega forse perché la popolarità
della Teoria della classe agiata, abbastanza scarsa agli
inizi, sia andata crescendo quando egli era giunto quasi al
termine della sua attività scientifica e soprattutto nella
generazione successiva. Il veblenismo si è tanto diffuso nel
sottofondo intellettuale delle ultime generazioni, che ormai
si tende a ignorare i contributi del suo fondatore; ma gli
influssi di questa elaborazione teorica sulla tematica del
neocapitalismo (basta ricordare Galbraith e Katona) e sulla
stessa tecnica e metodologia delle scienze pubblicitarie e
promozionali sono vastissimi, anche se non di rado, oramai,
di seconda mano.
Le pagine di V. sono brillantissime e
pervase di un sottile umorismo che le rende assai piacevoli
alla lettura anche se a volte enfatiche. Per contro
l'apparato bibliografico e di documentazione è praticamente
nullo, e in alcuni casi il ragionamento dell'A. appare
funambolesco: sicché lo studioso preferisce spesso rifarsi
per questa tematica a testi successivi, meno ambiziosi e di
minor originalità creativa, ma più rigorosi. V. è
considerato (assieme a Commons) caposcuola di una tendenza
metodologica in economia: l'"istituzionalismo", consistente
nell'insistere, più che su modelli logici del funzionamento
del meccanicismo economico (come quelli di Ricardo o di Marx
o di Walras), sulla analisi delle istituzioni, sulle
osservazioni dei dati di fatto e delle loro tendenze
evolutive. Benché egli noti renda esplicito l'apparato
fattuale da cui muove, e se ne serva con libertà eccessiva,
la sua funzione, che consistette nell'orientare gli
economisti americani a considerare fatti e istituzioni
giuridiche, politiche e finanziarie, e le connesse serie
statistiche e tendenze evolutive, ebbe profonda risonanza.
Fra i maggiori discepoli di V. basta ricordare Mitchell,
autore di monumentali studi sui cicli economici; tema
lontano dall'interesse di V. solo in apparenza, quando si
consideri l'attenzione da lui rivolta al consumo di beni
durevoli, alla psicologia degli operatori e alla
sovrapposizione del capitale finanziario al mondo della
produzione nello studio delle fluttuazioni cicliche. Trad.
di F. Ferrarotti, col sotto titolo "Studio economico sulle
istituzioni", Torino, 1950.