PENSIERO FILOSOFICO - LIBRI CONSIGLIATI

    

Plotino (204-270) - Gli enneadi


Si tratta di una raccolta di sei gruppi di trattati, ciascuno composto di nove trattati (donde il titolo Enneadi), per un totale di 54 argomenti o temi, accostati secondo un ordine logico (etica, fisica ecc.) e pubblicati postumi verso il 300-305. Sono quasi un insieme di dispense, memorie di lezioni, appunti, che mantengono la freschezza e l'immediatezza del parlare. La loro suddivisione è la seguente: il I gruppo tratta di etica e di estetica; il II e il III di fisica e cosmologia; il IV di psicologia; il V e il VI di metafisica, logica e teoria della conoscenza. Tuttavia ai letterati contemporanei di Plotino gli Enneadi riuscirono ostici; lo stesso Cassio Longino, che ne fu il più celebre critico, diceva che pur sentendo il fascino di quell'opera non la capiva a fondo e sospettava che le copie a sua disposizione non fossero autentiche. Tema principale del pensiero plotiniano è la fuga dal mondo verso Dio, il quale è l'unità assoluta priva di qualità: il rapporto fra Dio e il mondo è concepito come una emanazione secondo un processo discendente: dall'essere supremo emana la molteplicità degli esseri particolari, come da una sorgente luminosa emana la luce, perdendo per via d'intensità; tuttavia ciò che è inferiore, in virtù della sua origine, tende a risalire, quindi c'è un processo ascendente, un ritorno dalla natura a Dio. Il compito della filosofia è di promuovere la liberazione dell'anima e il ritorno a Dio attraverso il pensiero, cioè la conoscenza scientifica, espressione dello spirito; quanto a Dio non basta conoscerlo, bisogna fondersi in lui in virtù di uno stato di grazia; nell'unione mistica con Dio cessa l'attività del pensiero e subentra il sentimento. Così il saggio di Plotino, a differenza del saggio stoico, rifugge dalla vita attiva, immergendosi tutto in se stesso per ritrovarvi la via verso la patria, che è Dio, l'Uno, il Bene: il valore supremo, in conseguenza di ciò, non sta nell'azione ma nella contemplazione, nella comunione con Dio al di sopra di tutti i contrasti e le lotte. In tal modo Plotino modifica anche le teorie estetiche: l'arte non è mimesi, cioè imitazione o riproduzione della natura, ma creazione di fronte alla realtà sensibile di una nuova realtà spirituale; il bello non risiede nelle cose, ma nell'animo di chi le contempla, onde la percezione del bello è un purificarsi dell'anima che per accogliere il bello deve farsi bella ella stessa. Per questo motivo Plotino può essere considerato il fondatore dell'estetica mistica.



Approfondimenti:

Dio come luce
Neoplatonismo
Plotino - Biografia


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