|
|
|
|
Charles Baudelaire -
Il verone (Le balcon)
|
O madre dei ricordi, amante delle amanti, o tu che assommi tutti i miei
piaceri, tutti i miei doveri. Ricorderai la bellezza delle carezze, la
dolcezza del focolare, l'incanto delle sere, madre dei ricordi, amante delle
amanti?
Le sere illuminate dall'ardore dei tizzoni e le sere al balcone, velate da
vapori rosa. Come il tuo seno m'era dolce, il tuo cuore fraterno! Noi
abbiamo pronunciato spesso imperiture parole, le sere illuminate dall'ardore
dei tizzoni.
Come sono belli i soli nelle calde sere, come lo spazio è profondo, il cuore
possente! Curvandomi su di te, regina fra tutte le adorate, credevo
respirare il profumo del tuo sangue. Come sono belli i soli nelle calde
sere!
La notte s'ispessiva come un muro, i miei occhi indovinavano al buio le tue
pupille e io bevevo il tuo respiro, o dolcezza mia, mio veleno, mentre i
tuoi piedi s'addormentavano nelle mie mani fraterne. La notte s'ispessiva
come un muro.
Conosco l'arte di evocare gli istanti felici: così rividi il mio passato,
accucciato fra i tuoi ginocchi. Perché cercare la tua languida bellezza
fuori del tuo caro corpo e del tuo cuore così dolce? Conosco l'arte di
evocare gli istanti felici.
Giuramenti, profumi, baci senza fine rinasceranno da un abisso interdetto
alle nostre sonde così come risalgono al cielo i soli, rinvigoriti, dopo
essersi lavati nel profondo dei mari. O giuramenti, profumi, baci senza
fine!
I
fiori del male
|
|
|
|