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Nell'insidia della soglia
Yves
Bonnefoy, nato a Tours nel 1923, professore emerito al
Collège de France di Parigi, è poeta, prosatore e saggista.
Ha tradotto Shakespeare, Donne, Keats, Yeats, Petrarca,
Leopardi. Più volte candidato al Nobel per la letteratura,
ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. In
Italia ha pubblicato diverse raccolte: Movimento e
immobilità di Douve (1969), Ieri deserto regnante (1978),
Pietra scritta (1985), Nell'insidia della soglia (1990),
Quel che fu senza luce. Inizio e fine della neve (2001).
"Perché nell'insidia della soglia? Perché parecchi anni
della mia vita furono occupati dal compito di ridare
esistenza a una grande casa in Provenza -un monastero con
un'antica chiesa, stalle, granai, ma soprattutto rovine- che
in quel suo luogo straordinario sarabbe potuta essere -immaginavo-
la soglia del paese in cui vivere, il portico della "vera
vita". Ma in seguito le difficoltà andarono crescendo, sia
quelle interiori sia quelle materiali, e finirono per
rendere irrealizzabile l'impresa. Ne ricavai, tuttavia, una
lezione. Se le soglie sono illusioni, "insidie", anche le
insidie possono diventare occasioni per una riflessione più
lucida. E quindi, a loro volta, possono diventare soglie
attraverso le quali accedere alla verità nel proprio
rapporto con se stessi: là dove l'essere nasce dal non avere.
Il libro tenta di fare questa esperienza che è anche una
mise en question della scrittura, spazio di tutte le insidie;
tende verso quelle parole che rinunciano a imporre i loro
sogni e che possono anzi, nella dissipazione di questi sogni,
consentirci una luce nuova".
Urta,
Urta per sempre.
Nell'insidia della soglia.
Contro la porta, sigillata,
Contro la frase, vuota.
Nel ferro, ridestando
Solo queste parole, il ferro.
Nel linguaggio, nero.
In colui che è qui
Immobile, vegliando
Sul tavolo carico
Di bagliori, di segni. E che tre volte
Viene chiamato, ma non si alza.
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