Raccolta di versi del
poeta polacco Zbigniew Herbert (1924), pubblicata nel 1983.
Continuando e perfezionando lo stile magistrale delle sue
raccolte precedenti, Herbert diventa qui anche più ironico e
concreto: "Lo so, tutto ciò non riuscirà a commuovere
nessuno / evito i commenti tengo a freno le emozioni
registro i fatti / pare che solo questi siano apprezzati sui
mercati esteri". Dalla poetica crittografica (Il divo
Claudio, Parla Damasto detto Procuste), il poeta passa al
resoconto diretto degli avvenimenti contemporanei, alla
relazione di un testimone oculare, al documento, alla
cronaca, diventando così non solo il poeta doctus del
distacco intellettuale o del diaframma mitologico, ma anche
osservatore del reale. Accanto ai versi dedicati ai
misteriosi fatti del presente e del passato (Processo,
Abbandonato), e a quelli ispirati dalle sue letture (Isadora
Duncan), meritano attenzione le ulteriori azioni e
meditazioni del signor Cogito, il protagonista della sua
raccolta precedente, alter ego dell'autore, che si pone di
fronte ai più importanti dilemmi del presente e sottolinea
il fondamentale dovere dell'uomo: "Discordia, rifiuto e
caparbietà". L'assenza della censura (il libro fu pubblicato
a Parigi) consentì un'esplicita manifestazione delle idee
politiche del poeta, e rivelò la sua inflessibile
opposizione nei confronti di un modello di vita totalitario:
i suoi versi evocano esperienze di uomini che rifiutano la
barbarie dello stalinismo e la situazione di una società che
ormai non crede più nel significato della ribellione. Chiude
la raccolta una grande sintesi poetica della moderna storia
polacca, che comprende cinque poesie: 17 IX, Il Signor
Cogito e la necessità dell'esattezza, Potenza del gusto, Il
Signor Cogito-Memorie da una casa di morti e la poesia che
dà il titolo all'intera raccolta. Quest'ultima è la cronaca
dello stato di guerra introdotto in Polonia il 13 dicembre
1981 e la metafora di una città-patria, baluardo dei più
significativi valori umani che vanno difesi nonostante una
sicura sconfitta. Nel 1982 una simile apologia di
un'incrollabile resistenza corrispondeva a una precisa
richiesta della società: "E se la Città cadrà e se ne
salverà uno conclude Herbert-lui porterà in sè la Città
lungo le vie dell'esilio".