La produzione in versi di
Garca Lorca è alquanto vasta e le sue raccolte testimoniano
il progressivo affinamento della sua arte che trova in
Romanzero gitano e nel Pianto per Ignazio la più felice
espressione. Appare, nel 1921, un Libro de poemas, liriche
giovanili scritte fra il 1918 e il 1920, che danno l'esatta
immagine dei giorni della sua adolescenza e gioventù. Ricche
di contenuto, dolci e musicali, interpretano vivacemente
temi popolari, mentre l'amore è presente con toni e
sfumature assai vari; pur disuguali per valore, queste
liriche sono fondamentali per la comprensione del futuro
mondo poetico di Garcìa Lorca. Le Canciones invece rivelano
un notevole progresso tecnico: le tinte sono squisite, la
musicalità finissima, la forza evocatrice del verso notevole:
immagini perfette, sensazioni lievi, note di colore
delicate: teneri i sentimenti, sebbene nei grandi temi che
il poeta perfezionerà nel Romanzero gitano siano presenti
l'amore, la vita, la morte. Giustamente famosa e nostalgica
è la Canciòn de jinete: "Cordova. Lontana e sola. Cavallo
nero, luna grande e olive nella mia bisaccia. Benchè le
strade io sappia, mai non giungerò a Cordova. Per il piano,
con il vento, cavallo nero, luna rossa. La morte mi sta
guardando dalle torri di Cordova. Ahimè, che strada lunga!
Ahi, il mio bravo cavallo! Ahi, che la morte mi aspetta
prima di giungere a Cordova! Cordova. Lontana e sola". Il
Poema del cante jondo (1931), scritto dopo il 1921, si
compone di varie parti e ha forma poetica antica e autentica
che si rifà al folklore d'Andalusia. Nelle varie liriche
della raccolta Lorca trasferisce i soliti temi: amore, morte,
passione sconvolgente, sfrenata allegria; oppure coglie un
attimo (El grito) o un'impressione (El silencio) o una scena
breve come un lampo (Procesion) o, ancora, la visione di un
luogo (Pueblo) : "Sul monte pelato, un calvario. Acqua
chiara e ulivi centenari. Per le stradicciuole uomini
intabarrati, sulle torri banderuole che girano, che girano
eternamente. Oh, villaggio perduto nell'Andalusia del pianto!"
Appare nel 1935il famosissimo Llanto por Ignacio Sànches
Mejias, scritto poco dopo la tragica morte del grande torero
e letterato, amico del poeta, avvenuta l'anno precedente:
l'elegia riscosse allora i consensi unanimi del pubblico e
della critica per la sua potente drammaticità, per
l'intensità plastica e pittorica delle immagini, nonchè per
la straordinaria, commovente, verità umana. E' divisa in
quattro parti: La cogida y la muerte (La cornata e la morte)
che drammaticamente rievoca il momento fatale a Ignazio, e
l'ossessiva ripetizione del verso " a las cinco de la tarde"
(alle cinque della sera) scandisce angosciosamente l'ora in
cui essa avvenne; La sangre derramada (Il sangue sparso) ,
con il senso d'orrore che il poeta prova nel vedere il
sangue dell'amico e l'incapacità ad accettare lo scempio del
suo corpo: tutta la natura sembra inorridire con lui per la
morte di Ignazio. Cuerpo presente (Corpo presente) è una
lunga meditazione sulla morte, che si conclude con le
dolcissime parole: "Va', Ignazio, dormi, vola, riposa: dorme
anche il mare!" E nella contemplazione della morte di Alma
ausente (Anima assente) c'è la triste constatazione che
tutto finisce sulla terra e tutto ciò che è stato è
annullato: ma il canto del poeta si innalza ("Pero yo te
canto") a esaltare quei dolori umani - bellezza, grazia,
nobiltà, intelligenza, forza, coraggio - che in Ignazio
hanno avuto tanto splendore; certo che ci vorrà ancora molto
tempo prima che nasca "un andaluso così puro, così ricco di
avventura". La raccolta Poeta en Nueva York, pubblicata
postuma nel 1940, è divisa in dieci parti ed esprime in
forma surrealista il disprezzo per la civiltà nordamericana
e la condanna di un mondo in cui i valori umani hanno perso
il loro giusto significato, mentre l'uomo, ridotto a
macchina, è privo di spiritualità. Nell' Ode a Salvador Dal
il poeta celebra l'uomo, il pittore e la sua opera, nonchè
l'amico sincero. Veramente creatura straordinaria appare
nelle sue poesie Garcìa Lorca, con quanto di primordiale può
avere l'uomo a contatto con la creazione: è soprattutto
sorgente, "trasparenza originaria alle radici dell'universo"
(Guillèn) ; la sua poesia è all'insegna di questa immagine,
poesia che nasce con l'uomo stesso al di là di ogni
manierismo letterario o speculazione che intacchino
l'autenticità della sua ispirazione:" Yo tengo el fuego en
mis manos" (ho il fuoco nelle mani) affermava lo stesso
Lorca per definire l'origine della sua poesia.
BIOGRAFIA