POESIA - MANDEL'STAM

    

Poesie


Dello scrittore russo Osip Emil'evič Mandel'stam (1891-1938)

Mandel'stam cominciò a pubblicare nel 1909; le prime raccolte di liriche (Leggere solo libri per bambini; Silentium e altre) sono di chiara suggestione simbolista. Nel 1912 aderì al movimento acmeista, pubblicando le liriche della raccolta Kamen' (La pietra): in cui la tematica è l'accettazione della realtà e lo stile persegue la cura neoparnassiana del verso, l'amore per il particolare, l'interesse per la "costruzione", mentre le immagini e i soggetti sono spesso attinti dalla letteratura di vari paesi. Successivamente la sua poesia assume una maggiore intensit lirica, e diventa anche più impegnata. Dopo la Rivoluzione, Mandel'stam comincia anzi a elaborare una sua poetica del classicismo: ritiene che la poesia classica è poesia rivoluzionaria. Il passato dell'uomo è come una terra non ancora coltivata, vergine, che va di nuovo arata: da essa sorgerà una cultura nuova. Nel 1934, in tempo di stalinismo trionfante, Mandel'stam fu arrestato una prima volta, poi una seconda e morì dopo questo secondo arresto, in un campo di smistamento: la sua storia è raccontata dalla vedova, Nadezda Mandel'stam, nelle Memorie. La poesia di Mandel'stam presenta alcune tematiche principali, a partire da quella politica: il poeta scrisse liriche politiche ancora prima della Rivoluzione, spesso dedicate a temi storiosofici, alla ricerca delle occulte ragioni dei fatti storici. In molte liriche c'è l'esaltazione di Pietroburgo come capitale dell'impero, che in una lirica considera quasi erede dell'impero romano e comunque incarnazione dell'idea imperiale. Poi, dopo la Rivoluzione, sente la fine del proprio mondo e accoglie il mondo nuovo in modo complesso, contraddittorio, a volte ambiguo: ma gli interessa il "rumore del tempo" (come si intitola una sua raccolta di racconti). Le sue ultime poesie scritte in libertà esprimono una profonda angoscia, quasi un presentimento; esprimono specialmente l'orrore per la crudeltà, per il sangue, per il tradimento. Vanno anche ricordate le poesie di tematica letteraria, spesso ispirate alla poesia greca. In una poesia narra come una notte, insonne, leggesse Omero, il catalogo delle navi dell' Iliade: "E il mare, e Omero, tutto è mosso dall'amore. / Chi devo ascoltare? Ed ecco Omero tace, / e il nero mare, poetando, mormora / e con greve voce si appressa al capezzale". Un'altra volta evoca Saffo che sta calzando un variopinto stivaletto, un'altra si ispira alla letteratura italiana antica (Novellino), o all'Ariosto. Anche la morte costituisce uno dei temi dominanti, e con esso il tema dell'eternità. Nel secondo volumetto di Tristia, Proserpina entra in Pietroburgo, sconvolta dalla Rivoluzione. Il tema della morte ricompare in una poesia dedicata a Venezia, di cui "sono grevi gli ornamenti / nelle cornici di specchio dei cipressi", dove si sciolgono montagne di decrepito vetro in letti di morte. Mandel'stam riuscì a scrivere poesie anche nei campi di prigionia dove fu costretto a vivere e nei luoghi di confino: un certo numero di questi componimenti sono stati conservati dalla moglie e pubblicati all'estero. Lo stile di Mandel'stam, come ha visto il Mirskij, "raggiunge talvolta una splendida solennità latina, che non ha rivali in nessun poeta russo dopo Lomonosov". Il poeta usa arcaismi, accanto a termini colloquiali, in un interessante impasto: lo stesso, oltre che per il lessico, va detto della sintassi.



OSIP MANDELSTAM - SOLE E MIELE


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