POESIA - SALVATORE QUASIMODO

    

La terra impareggiabile


Silloge poetica di Salvatore Quasimodo (1901- 1965), composta nel 1958, premiata con il Premio Viareggio. E' una poetica rievocazione di quel tempo "scrutato e sommato in cadenze tra realistiche e nostalgiche, nelle quali scoprì che il ritmo lirico viene talvolta persino dalla prosa" (Mazzamuto) per aderire meglio alla cronaca. Nella lirica Al padre l'inizio è dato dal ricordo del terremoto di Messina, cui il poeta assistette fanciullo: "Dove sull'acque viola / era Messina, tra fili spezzati / e macerie tu vai lungo binari / e scambi col tuo berretto di gallo / isolano. Il terremoto ribolle / da tre giorni, é dicembre d'uragani / e mare avvelenato". Sull'orrore della memoria si leva la figura del padre ferroviere, che continua a fare il suo dovere e spiega al figlio il senso delle atroci vicende cui assiste. Ma ora che il figlio è divenuto famoso, può il figlio dire al padre parole di riconoscenza e di omaggio: "E ora nell'aquila del tuoi novant'anni / ho voluto parlare con te, coi tuoi segnali / di partenza colorati dalla lanterna / notturna, e qui da una ruota / imperfetta del mondo, / su una piena di muri serrati, / lontano dai gelsomini d'Arabia / dove ancora tu sei, per dirti / ciò che non potevo un tempo difficile affinità / di pensieri - per dirti, e non ci ascoltano solo / cicale del biviere, agavi lentischi, / come il campiere dice al suo padrone: /"Baciamu li mani". Questo, non altro. / Oscuramente forte è la vita". Gli stessi toni poetici si notano in In questa città, Quasi un epigramma, Alla nuova luna, Un'anfora di rame: "Le spine dei fichi d'india / sulla siepe, il tuo corpetto strappato / appena azzurro e nuovo, un dolore / al centro del cuore scavato, / forse a Lentini vicino la palude / di Deopo notaio d'anguille / e d'amori"; o l soldati piangono di notte, poesie tutte che sono scelta di momenti facilmente affettuosi. In questa silloge si riscontra una certa primitività incorrotta, un Eden beato, che è la sua Sicilia oppure l'infanzia risvegliata da un odore di pianta.



SALVATORE QUASIMODO


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