|
|
|
| Raymond Queneau (Le Havre
1903 - Parigi 1976) : Esercizi di stile |
Raymond Queneau
Scrittore francese. Aderente al surrealismo, se ne staccò in seguito per una
più personale visione stilistica, che si manifestò nella ricerca di un
linguaggio nuovo più idoneo alla rappresentazione dell'anima moderna. I suoi
romanzi, paradossali ed emblematici, danno vita a una letteratura
sperimentale, con effetti umoristici di notevole portata. Tra i suoi scritti
ricordiamo: La gramigna (1933); Quercia e cane (1937); Esercizi di stile
(1947), in cui un singolo episodio viene descritto in ben 99 versioni
linguisticamente e stilisticamente diverse; Zazie nel metrò (1959), forse il
romanzo più famoso di Queneau, e numerose raccolte poetiche.
Esercizi di stile
La storia è semplice: il narratore nota sull'autobus un giovane, dal collo
lungo e dal cappello curiosamente decorato con una specie di treccia al
posto del nastro. Il giovane ha un battibecco con un altro passeggero, poi
va a sedersi in un posto che si è liberato. Più tardi, il narratore incontra
nuovamente il ragazzo, ora in compagnia di un amico, il quale gli consiglia
di fare aggiungere un bottone al soprabito. Questo banale episodio di vita
quotidiana viene raccontato novantanove volte, e ogni volta in modo diverso,
mettendo in gioco tutte le figure retoriche, i generi letterari (dall'epico
al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con il
lessico, frantumando la sintassi. Il risultato: novantanove versioni dello
stesso racconto (secondo una tecnica ben nota ai musicisti, la variazione)
all'insegna dell'umorismo, della fantasia e del virtuosismo linguistico.
Estro che si rende necessario anche a chi cerca di tradurre un'opera simile.
In Italia si è cimentato con successo nell'impresa Umberto Eco, dopo aver
intuito come afferma lui stesso nell'introduzione che la cosa fondamentale
era decidere cosa significasse, per un libro del genere, essere fedeli e la
risposta era: capire le regole del gioco che Queneau si era poste e quindi
giocare la stessa partita con un'altra lingua.
Notazioni
Sulla S, in un'ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello
floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se
glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia
con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno.
Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero,
vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla
Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: « Dovresti far mettere un
bottone in più al soprabito ». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e
perchè.
Retrogrado
Dovresti aggiungere un bottone al soprabito, gli disse l'amico. L'incontrai
in mezzo alla Cour de Rome, dopo averlo lasciato mentre si precipitava
avidamente su di un posto a sedere. Aveva appena finito di protestare per la
spinta di un altro viaggiatore che, secondo lui, lo urtava ogni qualvolta
scendeva qualcuno. Questo scarnificato giovanotto era latore di un cappello
ridicolo. Avveniva sulla piattaforma di un S sovraffollato, di mezzogiorno.
Volgare
Aho! Annavo a magnà e te monto su quer bidone de la Esse - e 'an vedi? - nun
me vado a incoccià con 'no stronzo con un collo cche pareva un cacciavite, e
'na trippa sur cappello? E quello un se mette a baccaglià con st'artro
burino perchè - dice - je' acciacca er ditone? Te possino! Ma cche voi, ma
cchi spinge? e certo che spinge! chi, io? ma va a magnà er sapone!
'Nzomma, meno male che poi se va a sede.
E bastasse! Sarà du' ore dopo, chi s'arrivede? Lo stronzo, ar Colosseo, che
sta a complottà con st'artro quà che se crede d'esse er Chistian Dior, er
Missoni, che so, er Mister Facis, li mortacci sui! E metti un bottone de
quà, e sposta un bottone de là, a acchittate così alla vitina, e ancora un
po' ce faceva lo spacchetto, che era tutta 'na froceria che nun te dico. Ma
vaffanculo!
Sonetto
Tanto gentile la vettura pare che va da Controscarpa a Ciamperretto che le
genti gioiose a si pigiare vi van, e va con esse un giovinetto. Alto ha il
collo, e il cappello deve stare avvolto di un gallone a treccia stretto:
potrai tu biasimarlo se un compare iroso insulta, che gli pigia il retto?
Ora s'è assiso. Sarà d'uopo almeno ritrovarlo al tramonto, quando poi non
lontano da luogo ove sta il treno s'incontri con l'amico, che gli eroi della
moda gli lodi, e non sia alieno dall'aumentare li bottoni suoi.
Insiemista
Nell'asutobus S si consideri l'insieme A dei passeggeri seduti e l'insieme D
dei passeggeri in piedi. A una fermata data si trovi l'insieme P dei
passeggeri in attesa. Sia C l'insieme dei seduti e sia esso un sottoinsieme
di P che rappresenti l'unione di C' quale insieme dei passeggeri che restano
sulla piattaforma e di C'' quale insieme di coloro che vanno a sedersi. Si
dimostri che l'insieme C'' è vuoto.
Sia Z l'insieme dei frichettoni e {z} l'intersezione di Z e C', ridotto a un
solo elemento. A seguito della iniezione dei piedi di z su quelli di y
(elemento qualsiasi di C' che sia differente da z) si produce un insieme M
di parole emesse da z. L'insieme C'' essendo nel frattempo divenuto non
vuoto, dimostrare come esso si componga dell'unico elemento z.
Sia ora P' l'insieme dei pedoni che si trovano di fronte alla Gare
Saint-Lazare, sia {z,z'} l'intersezione di Z e P', sia B l'insieme dei
bottoni di soprabito di z, B' l'insieme delle posizioni possibili di detti
bottoni secondo z': dimostrare che l'iniezione di B in B' non è una
bi-iniezione.
Interiezioni
Psst!Ehi!Ah!Oh!Hum!Ouf!Eh!Toh! Puah!Ahia!Ouch!Ellalla'!Pffui!No!?
Si?Boh!Beh?Ciumbia!Urca!ma va!
Che?!!Acchio!Te possino!Non dire!Vabbe'!Bravo! Ma no!
|
|
|
|