Nel 1534 il
leader anabattista Jan Bockelson, detto Giovanni di Leida
(1509-1536), si impadronisce della città tedesca di Münster,
dove instaura per sedici mesi - prima di essere sconfitto e
giustiziato - un regno sanguinario e stravagante,
caratterizzato dalla comunione dei beni e delle donne e
dalla implacabile repressione di chiunque osi mettere in
dubbio l’autorità del re-profeta. La vicenda di Bockelson -
conosciuta anche grazie all’opera narrativa
dell’aristocratico tedesco anti-nazista Friedrich
Reck-Malleczewen (1884-1945) Il re degli anabattisti -
rimane nella storia come un esempio, insieme classico e
tragico, di millenarismo rivoluzionario e di violenza
perpetrata nella convinzione che la fine del mondo sia
imminente, e che spetti a piccoli gruppi di militanti devoti
operare per affrettarne l’avvento escatologico. Gli
anabattisti di Münster portano alle estreme conseguenze
l’opposizione alla Riforma storica della cosiddetta "Riforma
radicale" (che si separa da Lutero, Calvino e Zwingli sulla
questione della necessità di "ribattezzare" chi lascia la
Chiesa cattolica: da cui il nome "anabattisti", cioè
"ribattezzatori"); ma ne rappresentano una patologia più che
un’espressione tipica. Nella sua maggioranza, la Riforma
radicale non è violenta, ma al contrario pacifista, e in
questa direzione evolvono, dopo Münster, gli stessi
anabattisti il cui principale filone è quello, del tutto
pacifico, dei mennoniti.
Lo
scrittore tedesco era nato nel 1884 nella Prussia orientale
da una famiglia di Junker protestanti. Dopo aver partecipato
alla prima guerra mondiale e aver frequentato la facoltà di
medicina, si era trasferito a Chiemgau, nei pressi di
Monaco, conducendo con la famiglia una vita da gentiluomo di
campagna e dedicandosi alle sue attività preferite, la
musica e lo scrivere. Nel 1933 si era convertito al
cattolicesimo, vedendo in esso "l'ultimo baluardo contro la
barbarie e la bestialità sempre più virulente". Di
convinzioni tradizionali, vide nel nazismo una delle forme
della rivoluzione e del demonismo moderni.
Nel 1937 diede alle stampe un libro sugli anabattisti di
Münster. L'opera, sequestrata in tipografia dai nazisti e
distrutta, segnò la sorte di Reck-Malleczewen; sospettato di
antinazismo, venne arrestato nel 1944 e avviato nel campo di
concentramento di Dachau dove morì. Il libro, ristampato nel
1958, viene presentato in traduzione italiana con il titolo:
Il re degli anabattisti.
Reck-Malleczewen vi narra la storia della corrente più
estremista degli anabattisti, quella che fra il 1534 e il
1535 ha come protagonista Giovanni di Leida, detto anche
Bockelson, che con i suoi "profeti" s'impadronisce della
città di Münster trasformandola in una mostruosa città
demonica. Con un documento intitolato "Reintegrazione"
Bockelson annuncia il "ritorno alla purezza della religione
cristiana" grazie al nuovo assetto sociale. Diversamente dai
luterani gli anabattisti ritenevano possibile un ritorno
alla purezza anteriore al peccato originale attraverso un
rinnovamento sociale che desse una costituzione perfetta
alla comunità cristiana.
Ma i risultati della rivoluzione non sono dei più
confortanti: lussuria sfrenata, poligamia obbligatoria,
isterismi collettivi, epurazioni quotidiane di coloro che
non condividono il "nuovo ordine". Quando le fortune del
"regno di Sion" declineranno e la città sarà attanagliata
dalla fame, gli anabattisti elimineranno le "bocche inutili"
e giungeranno a uccidere i figli, conservandone i corpi in
salamoia per i loro pasti. Il dramma si concluderà con la
caduta di Münster e con l'uccisione di Bockelson e dei suoi
compagni.
Reck-Malleczewen vede nella storia di Münster l'anteprima
delle utopie rivoluzionarie moderne: ...e molto
significativo, a questo proposito, il continuo raffronto che
nel corso del libro egli compie tra il moto anabattista e le
rivoluzioni francese e bolscevica, così come le continue
allusioni indirette a Hitler di cui Bockelson sarebbe stata
una prefigurazione. Per questo motivo Il re degli
anabattisti non è solo un opera storica avvincente, ma anche
un libro attuale che può mostrare al lettore attento il vero
volto di certi movimenti che parlano di "tempi nuovi" e di
"città sante".