RELIGIONE - LIBRI CONSIGLIATI

    

Hans Urs von Balthasar - Gloria- Una estetica teologica


Trattato teologico-filosofico del teologo svizzero di lingua tedesca Hans Urs von Balthasar (1905-1988), pubblicato tra il 1961 e il 1969.

Si tratta di uno dei lavori di teologia più poderosi e impegnativi del nostro tempo. E' strutturato in sette volumi, che trattano, rispettivamente La percezione della forma;Stili ecclesiastici; Stili laicali; Nello spazio della metafisica: l'antichità; Nello spazio della metafisica: l'epoca moderna; Vecchio Patto: Nuovo Patto; Ecumene. L'autore prende in esame una folla di pensatori, di scrittori e poeti, fino a quelli del Novecento e in tutti cerca la presenza (o l'assenza) di questa "totalità della Gloria": Balthasar era partito dall'idea di "abbattere i bastioni" della Chiesa, perchè la Chiesa potesse compiere la sua missione nel mondo (era l'epoca del Concilio Vaticano). D'altra parte se esiste un'autorità della Chiesa, è proprio quella che deriva dal suo "mistero" e non dall'accettazione di ideologie mondane. Così l'autore, che pur assume il peso del suo tempo, nega ogni psicologismo e respinge l'aspetto esteriore di questo tempo. Balthasar non dimentica mai, nel suo serrato discorso, di partire dalla presenza forte del carisma dello Spirito Santo come dono vitale, come pienezza. Non c'è dunque nessun abbandono alle mode o alle trasformazioni in senso modernistico, "impegnato" esteriormente. In un certo senso, per intensità e "purezza" di coerenza, Balthasar ricorda il teologo protestante Barth. Il punto centrale è naturalmente Cristo, "l'universale concreto" in cui per un'unica volta l'Essere fu un Esserci. Il "cristico" è la grandezza massima e irraggiungibile, è la "parola umana di Dio per il mondo". L'opera sulla Gloria dovrebbe costituire la prima parte di una più vasta trilogia in cui al punto di riferimento che è Cristo si commisurano le varie parti, l'universale percezione o estetica, la prassi o drammatica e la teoria o logica (rispettivamente: teofania, teoprassia e teologia). La Gloria è dunque l'estetica. Nel primo volume l'autore traccia le linee generali del tema; a esso seguono gli "stili", cioè i diversi modi di concepire soggettivamente e di darsi oggettivamente della forma, che è Gesù Cristo. Nella terza parte, centro dell'opera, si tratta della metafisica (anzi del modo in cui la metafisica e il Vecchio Patto si collocano nel Nuovo Patto che si è manifestato in Cristo). Balthasar è in polemica con il progressismo, se con questo termine si intende la fede nello sviluppo progressivo, sicuro, della società e dell'uomo. Secondo lui non si può ridurre la storia a formule certe, coerenti. Il disegno della storia si può chiarire solo a tratti, perchè la storia è drammatica e frammentaria. Balthasar organizza il suo lavoro come una serie di monografie, di saggi più o meno lunghi su personalità eminenti, collegati fra loro da una serie di sottili legami e riferimenti. Fra questi profili approfonditi ricorderemo il saggio dedicato a Vladimiro Solovj'ov, di cui viene esposta in modo chiaro e critico la dottrina teandrica. L'autore manifesta la sua duplice cultura, teologicofilosofica ed estetica: particolare interesse hanno per lui e per noi i profili dedicati a poeti e scrittori, come Dante (che è una lettura fondamentale per Balthasar, un punto di riferimento costante), san Giovanni della Croce, Pascal, Pèguy; i grandi poeti e drammaturghi greci da Omero ai tragici, Virgilio, Villon (nel volume quinto, nella sezione Follia e gloria, insieme con Jacopone da Todi, Wolfram di Eschenbach, Erasmo da Rotterdam, Cervantes, Grimmelshause, Dostoevskij e il pittore Rouault "Cristo nel clown"). Alcune personalità sono "nodi", come Niccolò Cusano. Se si leggono i capitoli dedicati a personalità come Hòderlin e Goethe, Claudel, Rilke, Nietzsche, si resta stupiti della profondità di intuito e della volontà serrata di trovare e costruire l'Edificio del pensiero reale, di fare di tutti questi nomi sparsi, uniti finora nel segno di un'estetica (in genere) "altra", "immanente", altrettanti momenti degli scalini di una scala di Giacobbe tesa verso la grande illuminazione: verso la Gloria.


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