RELIGIONE - LIBRI CONSIGLIATI

    

Giovanni Climaco - La Scala del Paradiso


Un'espressione piú elevata dí letteratura ascetico-mistica ci dà Giovanni Climaco, detto anche Scolastico. L'appellativo « Climaco » gli deriva dalla sua opera principale ed è semplificazione di « ο της κλìμακος » (« della Scala »). Sembra che sia vissuto, tra la fine del VI secolo e la prima metà del VII (mori verso il 649), in un monastero del Sinai di cui diventò anche abate.
La Scala del Paradiso è un trattato ascetico che prende il titolo dalla scala celeste vista in sogno da Giacobbe (Genesi 28, 12). La divisione in trenta capitoli o scalini allude agli anni di Cristo anteriori alla sua predicazione e simboleggia l'ascensione dell'anima a Dio, che si realizza nella vita monastica. E ai monaci è destinata l'opera, come una guida pratica ispirata dall'esperienza personale dell'autore, anche se illuminata da un buon fondamento teorico.
La vita monastica vi è considerata come una preparazione alla vita futura, come la palestra aspra e dura per raggiungere la perfezione. E alla perfezione si giunge mediante la lotta
contro il vizio e la conquista della virtú, col distacco progressivo dalla materia, per cui si giunge alla fine all'unione con Dio. Tale unione si ottiene non con la ragione, ma con l'intuizione e con l'amore del divino attraverso la preghiera e il ricordo costante di Gesú tenuto vivo mediante la ripetizione continua di una formula (« monologia »). La meditazione della morte e il terrore di essa domina tutta la vita del monaco.

Alla Scala segue un Discorso al pastore, che è una specie di manuale per l'abate.
La composizione dell'opera è molto diseguale, sia nella distribuzione della materia sia nell'economia generale. Accanto a capitoli dove non sono che definizioni astratte, ve ne sono altri pieni di digressioni e di interessanti aneddoti. E diseguale è anche lo stile che alterna espressioni ricercate a locuzioni popolari: frutto forse della giustapposizione di elementi libreschi ad altri empirici. Nell'ascetismo monastico di Giovanni è infatti facile riconoscere motivi della tradizione ascetica che sono un'eco del pensiero di Gregorio di Nazianzo, dí Evagrio Pontico e dello Pseudo-Areopagita.

L'opera incontrò un favore grandissimo negli ambienti monastici, come dimostra la grande quantità di manoscritti pervenutici e le molte traduzioni siriache, arabe, latine e slave.



LA LETTERATURA DEL MONACHESIMO


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