RELIGIONE - LIBRI CONSIGLIATI

    

Ernst Bloch - Thomas Münzer come teologo della rivoluzione


Filosofo marxista, Ernst Bloch pose al centro delle sue ricerche il tema dell'utopia, intesa come potenzialità latente ma inespressa del reale, che configura l'orizzonte progettuale entro cui deve agire il soggetto rivoluzionario per modificare in senso emancipatore il corso della storia. Su queste basi, in una delle sue ultime opere, Ateismo nel cristianesimo, Bloch tenta di orientare la tensione utopica che anima il messaggio cristiano verso una prospettiva rivoluzionaria capace di eliminare "su questa terra" il dominio dell'uomo sull'uomo.

Ernst Bloch (Ludwigshafen 1885 - Tubinga 1977)

Filosofo tedesco di origine ebraica. Nel 1933, all’avvento del nazismo in Germania, emigrò prima in Svizzera, poi in Austria, in Cecoslovacchia e in Francia, finché nel 1938 si stabilì negli Stati Uniti, dove scrisse la sua opera principale, Il principio speranza.

Nel 1948 Bloch accettò l’incarico di professore all’Università di Lipsia, nella Repubblica Democratica Tedesca, e qui volle portare il suo contributo di filosofo marxista al fine di creare una società socialista. Tuttavia, entrò presto in conflitto con il regime della RDT, che vedeva in lui un fautore del revisionismo rispetto all’ortodossia marxista e che cercò nel 1957 di isolarlo come un “tentatore della gioventù”, costringendolo a lasciare la docenza. Nel 1961 fuggì, passando per Berlino Ovest, a Tubinga, dove ottenne una cattedra universitaria.

Nel Principio speranza (3 volumi, 1954-1959), Bloch sosteneva che speranza e utopia sono elementi essenziali dell’agire e del pensare umano. Egli intendeva così porre in luce il contenuto utopico del pensiero di Karl Marx, che viene ad assumere, nell’interpretazione di Bloch, una peculiare tensione messianica. Bloch tentò di stabilire un collegamento fra marxismo e cristianesimo, poiché in quest’ultimo riconosceva un significato utopico, come speranza di una redenzione, che il marxismo avrebbe trasformato in una prospettiva rivoluzionaria. Al tempo stesso egli interpretava il materialismo storico marxiano alla luce di elementi filosofici a esso estranei, quali il naturalismo del pensiero rinascimentale e le filosofie della natura di Goethe e di Schelling, per pervenire a una nozione di materia come “possibilità di tutte le figure che sono latenti nel suo grembo”, e dunque come tensione e apertura al futuro e al possibile.

Altre opere importanti di Bloch sono: Spirito dell’utopia (1918); Thomas Münzer come teologo della rivoluzione (1921); Tracce (1930); Ateismo nel cristianesimo (1968); Experimentum Mundi (1975).

Thomas Münzer o Thomas Müntzer, (Stolberg, Harz 1489 ca. - Mühlhausen 1525)

Riformatore tedesco protestante. Fu l’ispiratore di un atteggiamento radicale e spiritualista, per il quale la vera comprensione della Parola di Dio (che non si riduce alla sola Sacra Scrittura) deriverebbe dall’illuminazione divina o dalla luce interiore dello Spirito Santo.

Ancora studente a Lipsia e Francoforte, divenne abile letterato e teologo erudito; abbracciò le idee riformatrici luterane, ma in seguito concepì un’originale visione della Riforma protestante, interpretandola come rovesciamento delle classi dominanti a opera dei contadini che incarnavano, secondo lui, quel popolo di Dio cui era stata sottratta, dal papato e dai luterani, la stessa Sacra Scrittura.

Pastore a Zwickau (1520-1521), sostenne i contadini in una lotta tra le corporazioni dei minatori e le autorità, cominciando a divulgare la sua dottrina che la gente comune, nella sua fondamentale semplicità, potesse ricevere quella luce interiore superiore anche alle Scritture. Espulso da Zwickau, Allstedt e Mühlhausen per aver appoggiato una ribellione di contadini e lavoratori, organizzò la guerra dei contadini (1524-1525) a Hegau e Klettgau, e poi tornò a Mühlhausen per guidare un’insurrezione contro le locali autorità civili e religiose.

Il movimento fallì dopo la sconfitta nella battaglia di Frankenhausen del 15 maggio 1525, in cui Münzer fu fatto prigioniero e giustiziato (27 maggio).

Thomas Münzer come teologo della rivoluzione

La guerra dei contadini del 1525 e il lavoro politico e teologico del suo massimo ispiratore, il mistico rivoluzionario Thomas Münzer, costituiscono il grande scenario in cui Ernst Bloch affronta un nodo centrale della sua filosofia: il rapporto religione-rivoluzione. Il libro di Bloch analizza i concetti di misticismo, di chiliasmo o millenarismo, la funzione delle sette ereticali nel corpo sociale, la forma teologica della predica di Münzer nella sua "volontà spirituale di rivoluzione" che congiunge il piano dell'azione politica al rovesciamento di quei valori terreni che puntavano al consolidamento della religione di Lutero con il nuovo ordine dello stato dei principi. Münzer diventa espressione di una figura simbolica essenziale della storia: la ribellione dell'uomo all'autorità."Il Thomas Münzer di Bloch," si legge nell'introduzione, "eredita la giustizia apocalittica delle profezie e il cammino storico dell'uomo nel suo processo di emancipazione sociale; è storia ed è il sogno più antico, è volontà impaziente e ribelle di stabilire il paradiso: il comunismo diventa per il cristiano un dovere morale, è diritto naturale assoluto, è la giustizia sociale che il cristiano deve saper affermare sulla terra."

Guerra dei contadini - Anabattisti


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