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Renè Girard
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La violenza e il sacro
Girard Renè (Avignone 1923)
filosofo e antropologo francese. Ha insegnato in molte università americane. Il
suo originale itinerario intellettuale procede dalla critica letteraria e
dall'ermeneutica del romanzo per sfociare nella riflessione antropologica sul
problema del sacro.
In Struttura e personaggi del romanzo moderno (Mensonge
romantique et vérité romanesque, 1961) la comprensione delle grandi opere
narrative occidentali, da Cervantes a Dostoevskij a Proust, è fondata su
un'analisi intertestuale che scopre identità profonde negli «attori» della
finzione.
Con La violenza e il sacro (La violence et le sacré, 1972) questa
analisi viene a porsi in una prospettiva antropologica, attraverso una rilettura
del mito e del problema dell'origine di un sapere denegato dalla cultura.
La violenza e il sacro:
Nel 1972 Girard pubblica questo libro. Quest'opera
attrae l'attenzione del mondo intellettuale, poiché
l'autore osa criticare Lévi-Strauss e Sigmund Freud,ma
anche perché con essa offre le basi di una nuova teoria
della religione. Soprattutto con lo studio dei miti e
dei riti, egli dà i fondamenti scientifici alle
intuizioni precedenti, ossia alla dinamica del desiderio
e della violenza che considera ormai come cause sempre
presenti dei riti e dei sacrifici delle religioni
primitive. In tal modo il ciclo della violenza trova il
suo epilogo, la cultura e la società la loro fondazione
e riorganizzazione sotto la protezione minacciosa del
sacro inteso come proiezione della violenza. La violenza
si accende per "desiderio mimetico",per il quale nella
società tutti desiderano ciò che hanno o che desiderano
gli altri. All'origine della società umana Girard
individua infatti un assassinio sacrificale e alla
vittima sacrificale vengono riconosciuti attributi
divini e sacrali, proprio perchè la sua uccisione funge
da mezzo per sopire la violenza. Scaricando su un capro
espiatorio la violenza che oppone ciascuno a tutti gli
altri, placa i conflitti interpersonali e fonda il
vincolo sociale. Il sacro assume quindi grande valore di
coesione e la religione è quindi "il sentimento che la
collettività ispira ai suoi membri, ma proiettato fuori
dalle coscienze che lo provano, e oggettivato". La
religione è quindi un insieme di simboli e riti che
hanno per contenuto fondamentale i valori di fondamento
della società. |
La verità nascosta, identificata nel «sacrificio fondatore» e nella costruzione del
«capro espiatorio», è il tema centrale del saggio Delle cose nascoste sin dalla
fondazione del mondo (Des choses cachées depuis la fondation du monde, 1978) e
del successivo ll capro espiatorio (Le botte émissaire. 1982).
Ha proseguito la
sua indagine sui comportamenti dell'uomo, in particolare la violenza e il
sacrificio, nei saggi L'amica via degli empi (La route antiquo des hommes
pervers, 1985), Vedo Satana cadere come la folgore (Je vois Satan tomber comme
l'éclair, 1999), La voce inascoltata della realtà (La voix méconnue du réel,
2002), Il sacrificio (Le sacritice, 2003).
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