RELIGIONE - LIBRI CONSIGLIATI

    

Ignazio di Loyola - Racconto di un pellegrino


Ignazio nacque probabilmente nel 1491 nel castello o nella casa solar del Loyola nel centro della Guipuzcoa. Ultimo di tredici figli ricevette il nome di Inigo che verso il 1538 mutò in Ignazio. Oriundo di una stirpe di soldati si avviò alla carriera militare. Quando venne occupata Pamplona, nel maggio 1521, da Francesco I, fu uno dei pochi a cercare di resistere, ma venne gravemente ferito alle gambe a mandato dai francesi a curarsi nel castello paterno.

Durante la lunga convalescenza ebbe modo di leggere la Vita di Cristo di Ludolfo di Sassonia e la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze che scatenarono nel cavaliere una lotta interiore. Quindi scattò la scintilla che lo avvicinò alla chiesa; bramò di recarsi a Gerusalemme per convertire gli infedeli e infine decise di condurre una vita improntata a una grande austerità. Nel febbraio 1522 si recò in Catalogna al santuario di Montserrat dove si confessò e dove, indossato un saio da pellegrino e lasciate le armi, vegliò presso l'altare della Vergine. Successivamente si spostò a Manresa dove compose gli Esercizi spirituali e si rivelò maestro di ascetica. Nel 1523 si spostò a Barcellona dove salpò per l'Italia, approdando a Gaeta il 13 o il 14 aprile; a piedi si recò a Roma per chiedere al papa Alessandro VI il permesso di raggiungere la Terrasanta; ottenuta la licenza si recò a Venezia, città da cui salpò alla volta di Gerusalemme, dove entrò il 4 settembre del 1523. Vietatogli il soggiorno in Palestina tornò in Spagna, a Barcellona, dove studiò il latino e cominciò a insegnare il catechismo ai ragazzi. Venne sospettato d'eresia e quindi arrestato due volte, ma poi assolto dall'accusa.

Nel 1528 si trasferì a Parigi dove portò avanti gli studi universitari dedicandosi al latino, alla filosofia e alla teologia e ricominciò la predicazione ai ragazzi. Nel 1534, con alcuni compagni, pronunciò voto di povertà, castità e di recarsi in Terra Santa per salvare gli infedeli, con la promessa di mettersi a disposizione del pontefice qualora fosse loro proibito di andarvi. Nel 1537 si recò, con i compagni, a Roma da papa Paolo III per ottenere la possibilità di raggiungere Gerusalemme e la promozione agli ordini sacri. Ottenute le due cose il 25 gennaio 1537 venne ordinato sacerdote. La guerra fra Venezia e i Turchi non permise però il pellegrinaggio. Svanita la possibilità del pellegrinaggio nel 1538 Ignazio e i suoi compagni si riunirono a Roma mettendosi a disposizione del papa. Decisero, poi, di fondare una società, scrivendo un sommario ordinamento del nuovo istituto, che nel 1539 venne approvato verbalmente da Paolo III e poi confermato nel 1540 con la bolla Regimini militantis. Così nacque l'ordine religioso col titolo ufficiale di Compagnia di Gesù.

Il 19 aprile 1541 il voto unanime dei compagni elesse Ignazio primo preposito della Compagnia di Gesù. Una volta avviate le opere di carattere religioso e sociale egli si dedicò alla fondazione del Collegio romano e del Collegio germanico. Col primo aprì le scuole gratuite di grammatica, umanità e dottrina cristiana aperte a tutti. Col secondo preparò un gruppo di sacerdoti di origine germanica, esperti nella lingua del paese, i quali, una volta formati a Roma, potessero tornare in patria a combattere contro i protestanti. Fra il 1547 e il 1550 Ignazio scrisse le Costituzioni dell'ordine, pubblicate dalla prima Congregazione generale nel 1558. Esse formano la legislazione gesuitica.

Ignazio morì a Roma il 31 luglio 1556. Venne dichiarato beato da Paolo V nel 1609; e Gregorio XV lo canonizzò il 12 marzo 1622, con Francesco Saverio (uno dei primi seguaci di Ignazio), Filippo Neri, Isidoro di Madrid e Teresa di Gesù, fissandone la festività annuale al 31 luglio.

La Compagnia di Gesù non ebbe sempre vita facile. Dopo numerose lotte su questioni teologiche, nel 1773 venne soppressa da Clemente XIV, finché nel 1814 Pio VII ristabilì la Compagnia nel suo stato primitivo.




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