Opera del filosofo francese
Jacques Maritain (1882-1972), pubblicata a Parigi nel 1936.
Considerato il capolavoro di Maritain, il libro comprende il testo di sei
lezioni tenute all'Università di Santander durante i corsi estivi dell'agosto
1934, rivisto e ampliato dall'autore stesso. "Il presente lavoro tende
soprattutto a presentare un quadro d'assieme, raggruppante, sotto un particolare
punto di vista, che è quello dei problemi di una nuova cristianità, molte
conclusioni di precedenti nostre ricerche nell'ordine della filosofia, della
cultura e della società". Ma cosa intende Maritain per umanesimo integrale?
"L'uomo non raggiunge la sua perfezione che soprannaturalmente, egli non cresce
che sulla croce. Un umanesimo è possibile, ma a condizione che esso abbia per
fine Dio attraverso l'umanità del Mediatore, e che egli predisponga i suoi mezzi
a questo fine essenzialmente soprannaturale: umanesimo dell'incarnazione; a
condizione che esso si ordini tutto intero all'amore e alla generosità
redentrice; subordini perfettamente la scienza alla saggezza, e la saggezza
metafisica alla saggezza teologica, e la saggezza teologica alla saggezza dei
santi; comprenda che la ragione non può possedere il mondo se non
sottomettendosi essa stessa all'ordine soprarazionale e sovraumano dello Spirito
Santo e dei suoi doni". Trattasi dunque dell'umanesimo, che assume pienezza di
dignità umana nell'ordine soprannaturale, nel contesto di un cristianesimo ancor
esso integrale. E' questa dignità, questo valore umano che sono preminenti in
Maritain. Una concezione antropologica che si rifà a quella giudaico-cristiana,
quella cioè "di un uomo come animale dotato di ragione, la cui suprema dignità
consiste nell'intelligenza; di un uomo come libero individuo in relazione
personale con Dio, la cui suprema virtù consiste nell'ubbidire volontariamente
alla legge di Dio; di un uomo come creatura peccatrice e ferita, chiamata alla
vita divina e alla liberazione apportata dalla grazia, la cui suprema perfezione
consiste nell'amore". Il concetto cristiano dell'uomo, che fu tipico per tutto
il Medioevo, si dissolve con questo nell'età moderna, a cominciare dalla Riforma
e dal Rinascimento, risolvendosi in un umanesimo antropocentrico. Da qui quel
distacco profondo e totale dalla fede e dal soprannaturale, che l'autore chiama
"tragedia dell'uomo, tragedia della cultura, tragedia di Dio". La dialettica
dell'uomo antropocentrico si trova in presenza di due posizioni pure: l'atea e
la cristiana. La critica dell'ateismo sovietico e di quello marxista in genere
porta l'autore a negare la possibilità di un umanesimo nuovo, di un uomo nuovo,
quale vuol creare il marxismo al di fuori e contro Dio, anzi lo inducono a
ritenere che l'ateismo sarà eliminato a poco a poco, quando "l'esperienza delle
realtà umane e la resistenza della natura e la presa di coscienza dei problemi
fondamentali ... e i valori più altamente personali saranno riconosciuti; e
anche ciò si accompagnerà non a retrocedere verso un mondo antico, ma a un
progressivo rinnovamento dei costumi e delle strutture di civiltà".
La filosofia morale : esame storico e critico dei grandi sistemi / Jacques
Maritain.
Per chi desiderasse rivisitare il pensiero etico di filosofi che hanno segnato
la storia dell'Occidente, da Socrate a Bergson, bisogna ricordare anche il
bellissimo volume di J. Maritain, La filosofia morale.
Da Maritain, La filosofia
morale, cit., p.381 sgg:
su Comte
"D'altronde la Trinità del Grande-Essere, del Grande Feticcio e del Grande-Mezzo
non esaurisce il genio mitopoetico della religione positiva. Questa ci offre
molte altre finzioni simpatiche che scimmiottano, tutte, allo stesso modo,
derealizzandole, le cose che il cattolicesimo venera e da cui Comte è
singolarmente ossessionato. Egli ha così la sua "preghiera positivista", che "s'impossessa
essenzialmente del supremo ambito riservato un tempo alla grazia soprannaturale".
Ha i suoi angeli custodi che sono: Clotilde, la sua casta compagna, Rosalie
Boyer, la sua venerabile madre, e Sophie Bliot, la sua degna domestica, elevata
da lui a figlia spirituale, e vuole che ogni suo fedele sia assistito da una
simile triade angelica. Ha i suoi santi, che sono i benefattori dell'umanità
inscritti nel calendario positivista, e gli eletti, canonizzati dal nono
sacramento sociale, quello dell'incorporazione Ha il suo culto della Vergine-Madre,
e questa è per lui l'utopia suprema, perché essa corrisponde, come un " limite
ideale" (Système de politique positive, IV, pp. 241-275) alla nostra paradossale
aspirazione ad elevare la donna, in quanto ha la missione di dare la vita ad un
nuovo membro dell'umanità, al di sopra delle brame dell'istinto sessuale,
destinato pur tuttavia anch'esso a perpetuare la vita; in altre parole, e in un
linguaggio più comtiano, il compito della donna, se fosse esentato dalle "brutalità
dell'uomo" e dall'amore carnale tra di lei e un individuo maschio, diventerebbe
più altruistico e si trasformerebbe in una pura funzione d'interesse sociale "tanto
nella sua origine e nel suo esercizio" che "nel suo risultato".