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Erich Maria Remarque - Niente di nuovo sul fronte occidentale

Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues)
Romanzo-documento dello scrittore tedesco Erich Maria Remarque (1898-1970), scritto nel 1927

L'opera ha per tema la Prima guerra mondiale ed è il romanzo forse più celebre ad averlo affrontato. Tradotto in 32 lingue, si inserisce letterariamente nella corrente della "nuova obiettività", inaugurando a suo modo un modello di scrit-tura che sta fra il giornalistico (Remarque è stato a lungo giornalista) e il documentario. E' scritto in prima persona, ma del protagonista Paul, figlio di povera gente e afferrato inesorabilmente dagli ingranaggi spietati della guerra e delle esperienze del fronte sappiamo che nell'ottobre 1918, un giorno di piena tranquillità bellica, a pochi giorni dalla cessazione delle ostilità, mentre i bollettini recavano che "nulla di nuovo" vi era da segnalare "sul fronte occidentale", una pallottola lo ha colpito a morte. Così finisce Paul con il suo tormento; e prima di lui sono finiti tutti i suoi compagni, di cui uno solo, Stanislaus Katczinsk detto Kat, è descritto e seguito con particolare cura e attenzione. Non si tratta propriamente di un romanzo: vi è seguita passo per passo la vita di guerra di un gruppetto di soldati, i disagi, i piccoli trucchi per procurarsi del cibo, la morte vista nei suoi mille aspetti tragici e grotteschi e a poco a poco il cadere degli entusiasmi, la disperazione che si fa strada, l'infinita miseria delle trincee da celare alle famiglie quando si va in licenza e da tollerare giorno per giorno, ora per ora. Il libro è scarno, rapido, veramente esemplare sotto questo punto di vista: a uno a uno Paul perde i cari compagni, gli rimane Kat; ma un colpo gli fracassa una gamba e malgrado Paul lo porti sulle spalle, fra mille difficoltà, per chilometri tra i pericoli, una scheggia lo fa arrivare morto al posto di sanit. Paul sa che anche lui è condannato, e sa anche che per lui è la soluzione migliore, perchè non immagina di poter vivere oltre la guerra con il corpo e l'anima storpiati dagli infiniti dolori visti, dalle infinite esperienze passate. Così l'autore conclude che la guerra è stata assassina anche per coloro che l'hanno fisicamente superata.

Il manoscritto del 1927 deve attendere ben due anni per trovare un editore. Le resistenze alla pubblicazione di un romanzo di guerra di tal fatta, che insomma non proponeva una visione eroica dei conflitti, erano molto forti. Successivamente, i pacifisti esaltarono quest'opera, ma i nazionalsocialisti e i conservatori accusarono Remarque di disfattismo e antipatriottismo, un atteggiamento che coinvolse lo scrittore nella persecuzione contro quel tipo di arte bollata dai nazisti come "degenerata".

Quando a Berlino nel 1930 viene proiettata la versione cinematografica, realizzata negli USA, si riaccendono disordini e la censura interviene vietandone la visione in Germania. Il romanzo deve molto alla realizzazione del film, che ne permetterà la diffusione su grande scala nella nascente società dei media.

Alla presa del potere di Hitler, Remarque si trovava in Svizzera: nel 1938 gli viene tolta la cittadinanza tedesca.

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