Riassunti di libri

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Truman Capote - Colazione da Tiffany


Nato a New Orleans il 30 settembre 1924, morto a Bel Air (Los Angeles) il 25 agosto 1984

Allontanato dai genitori a sei anni, cresce con i nonni in Alabama. Non ama studiare, la sua passione è il giornalismo. E' infatti giovanissimo quando comincia a scrivere sul "New Yorker". La sua personalità è portata verso l'eccesso, l'irriverenza.
L'inquietudine di fondo lo spinge a viaggiare continuamente per sete di conoscenza, di incontri, di documentazione. Con sé porta sempre un registratore e si avventura alla ricerca di storie e parole. I primi anni sono pieni di rifiuti e umiliazioni che lo amareggeranno. Robert Frost lo caccia dalla redazione del "New Yorker" per incompatibilità. Ma il successo lo aspetta dietro l'angolo. Il Southern Gothic Novelist è sempre più apprezzato negli ambienti letterari e, d'altro canto, è bravo a costruire intorno a lui una mitologia, un personaggio amabilmente salottiero, presuntuoso e arrogante. La fama raggiunge l'apice con Breakfast at Tiffany's (nel 1961 Blake Edwards ne farà un film con Audrey Hepburn e George Peppard) e con In Cold Blood, che scatena polemiche e mette in crisi lo stesso autore. Gli ultimi anni della sua vita sono in discesa tra chiacchieratissime serate mondane, droga e alcol.

1948 – Altre voci, altre stanze   1949 – Un albero di notte    1958 – Colazione da Tiffany    1966 – A sangue freddo    1980 – Musica per camaleonti    1986 – Preghiere esaudite



Colazione da Tiffany di Truman Capote

Holly Golightly, la protagonista di questo estroso romanzo breve, è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. E' un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing, O.J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood, il "vecchio ragazzo" Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato...


"Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni. Per esempio, nella Settantesima Est c'è un edificio di pietra grigia dove, al principio della guerra, ho avuto il mio primo appartamento newyorchese. Era una stanza sola affollata di mobili di scarto, un divano e alcune poltrone paffute, ricoperte di quel particolare velluto rosso e pruriginoso che ricolleghiamo alle giornate d'afa in treno. Le pareti erano a stucco, di un colore che ricordava uno sputo tabaccoso. Dappertutto, perfino in bagno, c'erano stampe di rovine romane, molto vecchie e tempestate di puntolini scuri. L'unica finestra dava sulla scala di sicurezza. Ma, anche così, mi si rialzava il morale ogni volta che mi sentivo in tasca la chiave del mio appartamento; per triste che fosse, era un posto mio, il primo, e lì c'erano i miei libri, i barattoli pieni di matite da temperare, tutto quello che mi occorreva (o così almeno pensavo) per diventare lo scrittore che volevo diventare."