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Władysław Stanisław Reymont - I
contadini |
Lo scrittore polacco Władysław Reymont, insignito del premio Nobel per la
letteratura nel 1924, lasciò nel suo capolavoro, I contadini, un affresco
realistico della vita rurale in Polonia. Pubblicato a puntate su una
rivista, il romanzo si compone di quattro tomi, ciascuno dei quali dedicato
a una stagione, dall'autunno all'estate, il cui passare scandisce, insieme
alle feste religiose, la vita dei protagonisti.
Władysław Stanisław Reymont
(Kobiele, Wielkie 1867 - Varsavia 1925)
Prima
di dedicarsi alla letteratura esercitò i mestieri più svariati e fu tra
l'altro converso in un monastero, attore e operaio, prima per le ferrovie,
poi in un’industria. Queste esperienze si riflettono ampiamente nella sua
produzione letteraria, già a partire dal suo primo romanzo, La commediante
(1896), affresco del mondo teatrale al volgere del secolo. Terra promessa
(1899) analizza invece il processo di industrializzazione e le sue
conseguenze in una piccola città.
L'opera più nota di Reymont è la monumentale tetralogia I contadini
(1902-1909), cronaca di vita rurale polacca scritta quasi interamente nel
gergo contadino, che gli valse il premio Nobel per la letteratura nel 1924.
Fra il 1913 e il 1918 creò la trilogia storica Anno 1794,
ricostruendo il tempo delle spartizioni della Polonia e delle conseguenti
rivolte contro l'invasore russo.
I contadini (Chlopi)
È
il capolavoro dello scrittore polacco Wtadystaw Stanistaw Reymont
(1869-1925), composto fra il 1904 e il 1909. Figura centrale del romanzo è
una giovane e bella ragazza, Jagna (Jagusia), che il vecchio ma vigoroso
contadino Maciej Boryna decide di sposare per finirla con il disagio di
vivere, lui vedovo, insieme col figlio Antek e con la nuora Hanka. La
decisione è accolta con ostilità dai figli i quali vedono compromessa da
questo matrimonio l'eredità paterna, e acuisce i dissidi già gravi.
Jagna è un tipo di ragazza comune, non si sa se più amorale o cinica o
abulica, con una buona dose di sensualità e pochi scrupoli. Ella acconsente
senza difficoltà a sposare il vecchio; ma non l'ama ed è pronta a tradirlo.
Antek, Il figlio di Maciej, sarà il suo primo amante. La cosa è presto
risaputa, i due colpevoli vengono scacciati di casa e l'astio tra padre e
figlio diventa odio bestiale. Per puro miracolo Antek e Jagna riescono a
scampare a un incendio che il padre stesso appicca un giorno, per ucciderli
entrambi, a un fienile nel quale s'erano rintanati. Antek, dopo
quest'attentato, giura di vendicarsi: e, approfittando d'una contesa sorta
tra il vecchio Maciej e il guardaboschi d'un fondo vicino, armatosi di
fucile, s'apposta tra gli alberi per colpire a tradimento suo padre. Ma nel
momento in cui, fattosi il segno della croce, sta per sparare, il
guardaboschi altercando col vecchio, gli vibra improvvisamente un tal pugno,
da farlo cadere al suolo tramortito. Allora la voce del sangue sopraffà
quella dell'odio: Antek si scaglia contro l'aggressore e lo stende al suolo
morto. Segue l'arresto dei contadini tumultuanti e Antek è imputato di
omicidio. Il vecchio Boryna sopravvive per qualche mese ancora, pietosamente
assistito nella sua lunga agonia dalla buona nuora Hanka. Ma Antec ritorna,
grazie alla garanzia della sua sposa fedele, prima che sia finito il
processo: ravveduto, disposto a iniziare una nuova vita di pace e di lavoro
accanto alla moglie e, se occorre, pel bene di tutti, pronto anche a
emigrare in Siberia.
Jagna, intanto, aggiunge scandalo a scandalo: dopo essere stata amante del
sindaco, diviene amante di un seminarista ignaro e innocente. A far
traboccare la misura si sparge la notizia d'un grossissimo ammanco nella
cassa del comune, le cui conseguenze graveranno inevitabilmente su tutti i
contadini: furto compiuto dal sindaco per Jagna. La moglie del sindaco e la
madre del seminarista lanciano il loro grido d'accusa contro l'adultera; la
folla, esasperata, insorge, e scaccia la donna dal paese.
Opera della piena maturità dello scrittore, questo monumentale romanzo, nel
quale agiscono tante e così vive figure di contadini, ha per protagonista la
terra con la sua vita di ogni giorno e di ogni stagione, espressa nel
groviglio di sentimenti, impulsi e passioni dei contadini che, nati da essa,
fanno parte della sua vita e per essa muoiono. La narrazione, magistralmente
condotta su una trama usuale, ha una base particolarmente realistica e
paesana nella fedele descrizione di luoghi, situazioni, episodi familiari
all'autore, assurgendo però a significato e portata universali nella
profonda penetrazione psicologica di quella parte comune a tutta l'umanità.
Letteratura
Polacca
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