La dama di picche
E'
considerato il capolavoro della prosa di Puskin per la perfetta armonia delle
sue parti, la sapiente concordanza di elemento fantastico e ironico,
presenza storica e fantastica. Il racconto è dedicato a una variante del tema
del "napoleonismo": per il protagonista Herman il modello è Napoleone. Sogno
romantico e individualista, che Herman vuol realizzare attraverso la
ricchezza ottenuta grazie al gioco. Entra così anche il tema dell'azzardo,
del "momento della fortuna", capace di cambiare la vita di un uomo, di
trasformarla dalla banalità quotidiana all'eccezionalità. Il fantastico alla
Hoffmann viene filtrato attraverso la chiarezza dello stile, secondo le
soluzioni ironiche tipiche dell'opera di Puskin; ma rimane la tragicit della
sorte di Herman, il quale impazzisce proprio per lo scherno del destino, per
la sconfitta della sua brama di ricchezza. Anche in quest'opera, come in
altre di Puskin, la ricchezza è un potere demoniaco che, raggiunta o non
raggiunta, conduce alla perdizione. Un altro tema del racconto è quello della
città, già "moderna", fantomatica e angosciosa. Herman sente, da amici, che
una vecchia contessa possiede un segreto infallibile: un segreto di tre
carte, per vincere al gioco. Ossessionato da questo segreto, vuole a ogni
costo conoscerlo. Perciò fa la corte a una pupilla della vecchia signora,
fingendo di amarla, allo scopo di introdursi in casa. Così avviene, e Herman
si presenta alla vecchia, chiedendole il segreto. Ma la contessa, spaventata,
muore. Da questo momento ha inizio la parte fantastica del racconto: al
giovane appare il fantasma della vecchia. Puskin non si comporta secondo il
modulo del fantastico "romantico", lasciando il lettore incerto, se si
tratti di sogno o di un'apparizione. Anche durante i funerali, Herman si
accosta alla salma della vecchia signora, e questa gli sorride, o ride: ma
Puskin si affretta a precisare che, forse, si trattava di un'allucinazione,
di uno scherzo dei suoi nervi sovreccitati. Fatto sta che in un'ultima
apparizione (o sogno), la vecchia indica a Herman il segreto delle tre
carte: asso, tre e sette. Herman è preso dalla febbre, punta tutto su queste
tre carte. Escono il tre e il sette, ma invece dell'asso esce la donna di
picche, Herman vi vede la vecchia signora e impazzisce.
Il musicista Čajkovskij, nel 1890, rappresentò a Pietroburgo un'opera in tre
atti ispirata al racconto di Puskin.