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Aleksandr Sergeevič Puskin (1799-1837):
La dama di picche


La dama di picche

E' considerato il capolavoro della prosa di Puskin per la perfetta armonia delle sue parti, la sapiente concordanza di elemento fantastico e ironico, presenza storica e fantastica. Il racconto è dedicato a una variante del tema del "napoleonismo": per il protagonista Herman il modello è Napoleone. Sogno romantico e individualista, che Herman vuol realizzare attraverso la ricchezza ottenuta grazie al gioco. Entra così anche il tema dell'azzardo, del "momento della fortuna", capace di cambiare la vita di un uomo, di trasformarla dalla banalità quotidiana all'eccezionalità. Il fantastico alla Hoffmann viene filtrato attraverso la chiarezza dello stile, secondo le soluzioni ironiche tipiche dell'opera di Puskin; ma rimane la tragicit della sorte di Herman, il quale impazzisce proprio per lo scherno del destino, per la sconfitta della sua brama di ricchezza. Anche in quest'opera, come in altre di Puskin, la ricchezza è un potere demoniaco che, raggiunta o non raggiunta, conduce alla perdizione. Un altro tema del racconto è quello della città, già "moderna", fantomatica e angosciosa. Herman sente, da amici, che una vecchia contessa possiede un segreto infallibile: un segreto di tre carte, per vincere al gioco. Ossessionato da questo segreto, vuole a ogni costo conoscerlo. Perciò fa la corte a una pupilla della vecchia signora, fingendo di amarla, allo scopo di introdursi in casa. Così avviene, e Herman si presenta alla vecchia, chiedendole il segreto. Ma la contessa, spaventata, muore. Da questo momento ha inizio la parte fantastica del racconto: al giovane appare il fantasma della vecchia. Puskin non si comporta secondo il modulo del fantastico "romantico", lasciando il lettore incerto, se si tratti di sogno o di un'apparizione. Anche durante i funerali, Herman si accosta alla salma della vecchia signora, e questa gli sorride, o ride: ma Puskin si affretta a precisare che, forse, si trattava di un'allucinazione, di uno scherzo dei suoi nervi sovreccitati. Fatto sta che in un'ultima apparizione (o sogno), la vecchia indica a Herman il segreto delle tre carte: asso, tre e sette. Herman è preso dalla febbre, punta tutto su queste tre carte. Escono il tre e il sette, ma invece dell'asso esce la donna di picche, Herman vi vede la vecchia signora e impazzisce.

Il musicista Čajkovskij, nel 1890, rappresentò a Pietroburgo un'opera in tre atti ispirata al racconto di Puskin.


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