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Gianni Rodari (1920-1980) - Novelle fatte a macchina - C'era due volte il barone Lamberto

Gianni Rodari

Gianni Rodari nasce a Omegna sul lago d’Orta il 23 ottobre 1920 dove i genitori, originari della Val Cuvia (Varese), si sono trasferiti per lavoro. È un bambino di carattere non del tutto socievole, molto legato al fratello Cesare, un po’ meno all’altro, Mario, probabilmente a causa della notevole differenza d’età. Rimane orfano molto presto: il padre, Giuseppe, un fornaio, muore di polmonite quando il piccolo Gianni ha solo dieci anni. In seguito a ciò, la madre preferisce tornare a vivere al paese natìo, a Gavirate, dove Gianni vivrà dal 1930 al 1947.La sua vita scolastica è particolare: inizia con il ginnasio, per poi passare alle Magistrali dove consegue il titolo di abilitazione all’età di diciassette anni. A scuola, secondo accreditate testimonianze, Gianni Rodari si distingue per attenzione e partecipazione: è sempre il primo della classe. Dall’esperienza di cattolico militante (fu presidente dell’Azione Cattolica) aderisce all'ideologia comunista. La lettura di Lenin e Trotzkij, secondo quanto lui stesso avrà modo di affermare, lo porterà a criticare il corporativismo e lo incuriosirà sul marxismo, come concezione del mondo.Nel 1939 si iscrive all’Università Cattolica di Milano, alla facoltà di Lingue, ma dopo aver sostenuto alcuni esami abbandonerà gli studi senza laurearsi. Quando l’Italia entra in guerra, nel 1940, Rodari viene dichiarato «rivedibile». Nel 1941 vince il concorso per maestro e incomincia la sua carriera nelle scuole elementari. È un periodo molto duro: si iscrive al Partito Fascista e accetta di lavorare nella Casa del Fascio, per sopravvivere. La guerra e la sua drammaticità lo colpiscono profondamente negli affetti. Viene informato della morte degli amici Nino Bianchi e Amedeo Martelli. Il fratello Cesare viene internato in un campo di concentramento in Germania.Subito dopo la caduta del fascismo, Gianni si avvicina al Partito Comunista al quale si iscrive nel 1944, partecipando alle lotte della Resistenza. Subito dopo la guerra, viene chiamato a dirigere il giornale «Ordine Nuovo». Nel 1947, diventa primo cronista dell’«Unità», poi capocronista e infine inviato speciale.Intanto comincia a scrivere racconti per ragazzi e nel 1950 il Partito lo chiama a Roma a dirigere il settimanale per ragazzi «Il pioniere». In quegli anni pubblica Il libro delle filastrocche ed Il romanzo di Cipollino. Nel 1953 sposa Maria Teresa Feretti, dalla quale avrà la figlia Paola.Nel dicembre 1958 passa a lavorare a «Paese Sera» e, finalmente, realizza quello che è il sogno di tutta la sua vita: affiancare al lavoro di scrittore per l’infanzia quello di un giornalista politico non allineato. Nel 1960 incomincia a pubblicare per Einaudi e la sua fama si diffonde in tutta Italia. Il primo libro che esce con la nuova casa editrice è Filastrocche in cielo e in terra.Nel 1970 vince il Premio Andersen, il più importante concorso internazionale nell'ambito della letteratura per l’infanzia, che lo renderà famoso in tutto il mondo. Al ritorno da un viaggio in Unione Sovietica, nel 1979 comincia ad accusare i sintomi di una patologia che si rivelerà purtroppo inesorabile.La morte lo coglie il 14 aprile 1980, in seguito ad un intervento chirurgico.


Novelle fatte a macchina

Come nelle sue precedenti opere, l'autore, attraverso lo sviluppo di fiabe fantastiche, intende stimolare la fantasia dei ragazzi e l'immaginazione. I suoi personaggi, se pur estrosi, si muovono in una dimensione reale: partecipano al gioco del Rischiatutto, si aggirano intorno al Colosseo, vivono in una Venezia prossima ad affondare, o visitano la Torre di Pisa. La realtà quindi è sempre presente, ma attraverso imprevedibili uscite o di linguaggio o comportamentali, si arriva a ironizzare sul conformismo attuale che tanto condiziona, sulla società uniformata a schemi, sui ruoli che tanta importanza rivestono per chi non sa evadere o superare, almeno con l'immaginazione, il quotidiano. Storie apparentemente bizzarre, ma che nascondono sempre autentiche verità di contenuti, una ricchezza di concetti ideologici e sociali, dove la morale scaturisce proprio dallo humour delle trovate, e il significato si coglie al di là delle tradizioni e dei tabù. La fine delle fiabe rimane spesso aperta a più possibilit, e le immagini tradotte in parole offrono svariatissime trame fantastiche che si concatenano in una logica al di fuori della banalità, ma sempre in rapporto con il reale. Opera quindi pedagogica proprio perchè attraverso la chiave magica della fantasia offre il modo migliore per muoversi liberamente nel mondo che ci circonda.


C'era due volte il barone Lamberto

Il "c'era una volta" tradizionale viene "raddoppiato" da un sorridente Gianni Rodari in questo romanzo ambientato in luoghi cari alla memoria della sua infanzia: il lago d'Orta e l'isola di San Giulio. Il vecchio barone Lamberto assai ricco e molto malato, vive con un maggiordomo in una villa sull'isola e deve fare i conti con un nipote avido, con terribili banditi, con uno stuolo di altri personaggi impegnati a ripetere il suo nome... Il romanzo si snoda fra trovate divertenti, colpi di scena, situazioni paradossali, che confermano le straordinarie qualità narrative dell'autore.

"In mezzo alle montagne c’e’ il lago d’Orta. In mezzo al lago d’Orta, ma non proprio a meta’, c’e’ l’isola di San Giulio. Sull’isola di San Giulio c’e’ la villa del barone Lamberto, un signore molto vecchio (ha novantatre anni), assai ricco (possiede ventiquattro banche in Italia, Svizzera, Hong Kong, Singapore, eccetera), sempre malato. Le sue malattie sono ventiquattro. Solo il maggiordomo Anselmo se le ricorda tutte. Le tiene elencate in ordine alfabetico in un piccolo taccuino: asma, arteriosclerosi, artrite, artrosi, bronchite cronica, e cosi’ avanti fino alla zeta di zoppia. Accanto ad ogni malattia Anselmo ha annotato le medicine da prendere, a che ora del giorno e della notte, i cibi permessi e quelli vietati, le raccomandazioni dei dottori “Stare attenti al sale, che fa aumentare la pressione”, “Limitare lo zucchero, che non va d’accordo con il diabete”, “evitare le emozioni, le scale, le correnti d’aria, la pioggia, il sole e la luna”. "


Opere di Gianni Rodari:

Il libro delle filastrocche, Edizioni del Pioniere, Roma, 1950;
Il romanzo di Cipollino, Edizioni di Cultura sociale, Roma, 1951;
Le avventure di Cipollino, Editori Riuniti, Roma, 1957, 1959, 1984;
Gelsomino nel paese dei bugiardi, Editori Riuniti, Roma, 1959;
Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi, Torino, 1960;
Favole al telefono, Einaudi Torino, 1962;
Gip nel televisore. Favola in orbita di Gianni Rodari, Mursia, Milano, 1962;
Il Pianeta degli alberi di Natale, Einaudi, Torino, 1962;
Il libro degli errori, Einaudi, Torino, 1964;
La Freccia Azzurra, Editori Riuniti, 1964;
La torta in cielo, Einaudi, Torino, 1966;
Grammatica della fantasia, Einaudi, Torino, 1973;
I viaggi di Giovannino Perdigiorno, Einaudi, Torino, 1973;
Novelle fatte a macchina, Einaudi, Torino, 1973;
C’era due volte il barone Lamberto ovvero I misteri dell’isola di San Giulio, Einaudi, Torino, 1978;
Parole per giocare, Manzuoli, Firenze, 1979;
Bàmbolik, La Sorgente, Milano, 1979;
I nani di Mantova, Lisciani & Giunti, Teramo, 1980

Letteratura per l’infanzia