Riassunti di libri

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Selma Lagerlöf - La saga di Gösta Berling
La scrittrice svedese Selma Lagerlöf, prima donna a essere insignita del premio Nobel per la letteratura, è autrice di romanzi ispirati alla tradizione orale del suo paese. Celebre è Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson attraverso la Svezia, concepito come testo di ausilio allo studio della geografia della Svezia.

Selma Ottiliana Lovisa Lagerlöf
(Mårbacka 1858-1940)


Scrittrice svedese, autrice di numerosi romanzi e racconti basati sulla vita svedese del passato. Si affermò grazie ai primi due libri: La saga di Gösta Berling (1891), riedizione di racconti folcloristici del Värmland scritti in una prosa lirica che denota l'influenza dello scrittore scozzese Thomas Carlyle, e il volume di racconti I legami invisibili (1894).

Le opere, caratterizzate da naturalezza e freschezza, ritraggono personaggi la cui semplicità si manifesta sia nel modo di agire sia nel modo di pensare. Figura preminente nella letteratura svedese per ciò che riguarda la tecnica narrativa, Selma Lagerlöf vinse nel 1909 il premio Nobel per la letteratura e nel 1914 diventò membro dell'Accademia svedese.

Tra i suoi scritti si ricordano i romanzi I miracoli dell'Anticristo (1897), ambientato in Sicilia, Gerusalemme (1901-1902), La casa di Liljecrona (1911), L'esiliato (1918) e la trilogia L'anello dei Löwensköld (1925-1928). Ai volumi di racconti appartengono Le leggende di Gesù (1904), Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson attraverso la Svezia (1906-1907) e una serie di racconti fantastici per bambini. Scrisse inoltre alcune opere autobiografiche, tra le quali Mårbacka (1922), Ricordi d'infanzia (1930) e Diario (1932).

La saga di Gösta Berling
(Gösta Berlings Saga)


Romanzo della scrittrice svedese Selma Lagerlöf (1858-1940). Pubblicato nel 1890 nella rivista "Idun", e l'anno seguente in volume, il geniale racconto, che rievoca antiche storie e leggende del Värmland (la regione della Svezia dove nacque la scrittrice), rese d'un colpo celebre l'oscura maestrina di Landskrona.

Gösta Berling è un prete bizzarro il quale ha un debole per l'acquavite. Ma i fedeli, in gran parte suoi compagni nelle bicchierate, lo denunciano presso il Capitolo. Viene il vescovo per procedere a una inchiesta. Lo sciagurato Gösta però, scosso dalla tragicità del momento, fa una predica talmente ispirata, che i suoi denunciatori ritirano l'accusa. Tuttavia, in seguito ad alcune drammatiche vicende, il povero Gösta viene privato dell'ufficio e cacciato dal presbiterio. Egli si trasforma allora in uno strano vagabondo, le cui avventure diventano presto proverbiali, viene introdotto nel famoso circolo dei "Cavalieri di Ekeby", e la vicenda di Gösta si intreccia con la storia di quella compagnia, che diviene il vero argomento del libro.

I "cavalieri" sono un gruppo di ex-militari mezz'avventurieri, artisti "bohèmiens", che menano una vita spensierata attorno alla "Maggioressa" che li ospita e li governa. Senonché, dopo l'arrivo di Gösta, e per la malvagia influenza di un altro nuovo ospite, Sintram, la discordia si insinua nella compagnia, e i Cavalieri prendono in odio la "Maggioressa", loro benefattrice.

Uno di loro, in un momento di rancore, la accusa pubblicamente di adulterio, e la "Maggioressa" viene scacciata dal proprio marito e obbligata a errare, come accattona, per il paese sepolto nella neve. I "Cavalieri", rimasti padroni incontrastati della ricca ferriera di Ekeby, sospendono il lavoro, scialacquando a poco a poco le ricchezze accumulate con gli anni.

Frattanto una maledizione sembra pesare sulla vita di Gösta, che porta sventura a tutti coloro che lo incontrano. Il suo fascino diventa fatale per le ragazze, le sue burle hanno un esito funesto per gli uomini. I "Cavalieri", una volta tanto ammirati, si attirano alla fine il disprezzo generale e, per riparare al danno, si vedono costretti a mettersi al lavoro. Nel momento in cui il maglio della ferriera di Ekeby riprende a battere, i magazzini a riempirsi nuovamente di ferro, ritorna la padrona, la vecchia "Maggioressa". Ma solo per morire. E morendo, ella perdona il loro tradimento ai "Cavalieri", i quali, dice la leggenda dopo la morte della "Maggioressa" si dispersero: il violinista Lilliecrona tornò alla propria dimora: altri vagò di tenuta in tenuta suonando il flauto e copiando musica; di Gösta e di altri nulla più si seppe.

Il contenuto è derivato, in parte, dal patrimonio di racconti allora ancor vivi nel Värmland: mentre la Rivoluzione francese del Carlyle aiutò la Lagerlöf alla stilizzazione epica. "Elaborati e utilizzati da una così schietta natura di narratrice, questi elementi e questi impulsi dànno ragione del carattere assolutamente nuovo della Saga di Gösta Berling. Nella quale sotto la moltitudine delle avventure, parecchie delle quali formano unità poetiche per sé stanti, ci sono due principali fonti d'ispirazione: il gusto e l'attrazione per lo straordinario e il fantasioso e un punto di vista religioso-morale".

Il romanzo ispirò nel 1923 a Mauritz Stiller La saga di Gösta Berling, uno dei primi film interpretati da Greta Garbo. In Italia A. Rossato ne trasse il libretto di un'opera : I cavalieri di Ekebù, dramma lirico in 4 atti e 5 quadri, musicato da Riccardo Zandonai (1883-1944) (Milano, 1925).

Greta Garbo