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Paul Verlaine: Romanze senza parole - Feste galanti

Verlaine et Rimbaud a Londra nel 1872,
caricatura di Félix Régamey
Romanze senza parole
Romanze senza parole (Romances sans paroles) raccolta del poeta Paul
Verlaine (1844-1896). Si tratta di una raccolta
di liriche composte per la maggior parte nel 1872 e nel 1873
pubblicata nel 1874. Molte di esse risentono dell'influenza di
Rimbaud, con il quale il poeta compì un viaggio in Belgio, ferendolo
nel corso di un litigio con un colpo di rivoltella. Condannato a due
anni di carcere si convertì, e queste liriche furono scritte nel
periodo successivo alla detenzione. Le impressioni di viaggio (Paysages
belges e Ariettes oubliées) sono dominate da un'immensa tristezza:"Io
piango nel mio cuore / come piove sulla città; / che cos'è questo
languore / che mi penetra nel cuore?' Il poeta dice di aver potuto
placare il tumulto del proprio cuore e guarire il tormento causato
dalle delusioni solo nella contemplazione della natura. In Acquarelles
(Acquarelli) traccia bozzetti della vita londinese e della campagna
inglese, piena di fiori sotto un bel cielo azzurro. Con un sorriso un
po'ironico e un po' beffardo il poeta vuole spiegare perché di fronte
al disinganno della vita non intende più obbedire alle convenzioni,
esprimendo la sua rivolta nel modo più sincero.
Feste galanti
Feste galanti (Fétes galantes) raccolta di poesie del poeta francese
Paul Verlaine (1844-1896). Il libro uscì nel 1869 e fu subito accolto
come opera di grande impegno artistico: già nel titolo c'è il segno
della natura di queste liriche, ispirate a una rinnovata eleganza di
derivazione settecentesca, a una musicalità armoniosa. E' interessante
osservare come Verlaine riuscisse, manovrando il verso in modo
raffinato, a cantare i temi più vari, che andavano dalla città
contemporanea al mondo, appunto arcadico e di sogno quale poteva
uscire dall'ammirata e sognante contemplazione dei quadri
settecenteschi francesi, le tele deliziose di Watteau, di Fragonard e
degli altri. Verlaine evoca con nostalgia certi aspetti della vita
settecentesca, visti attraverso il colore del tempo e la luce del
sole, filtrata attraverso la memoria e la nostalgia; il tono oscilla
tra la gaiezza e la malinconia. In quanto evocazione del passato, come
osserva C. Pellegrini, le poesie della raccolta sono almeno
formalmente legate ancora alla tradizione parnassiana. Ma già si
avverte dentro questa lirica un sottile filo decadente; sviluppando
questo filo, Verlaine, anche per influenza di Rimbaud, approderà ai
lidi del complesso e sfumato suo particolare decadentismo; superata la
"precisione", il "contorno"parnassiano, identificherà la musicalità
del verso ponendosi al centro della nuova concezione della poesia come
sfumata risonanza. Dopo le Feste,galanti viene, difatti, l'Arte
poetica: De la musique avant tout chose. Possiamo addirittura,
metaforicamente, simboleggiare il passaggio dal Parnasse alla
musicalità, indicando appunto il tramite della pittura francese quale
ponte verso una concezione della poesia come impressione inquieta,
stati d'animo crepuscolari: dalle mattine di perla, dai tardi
pomeriggi profumati dei boschi del Settecento, alle suggestioni del
crepuscolo.
Paul Verlaine
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