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Edgar Wallace - King Kong


Edgar Wallace


Edgar Wallace nasce a Greenwich (Londra) nel 1875 e muore a Hollywood nel 1932. Figlio illegittimo di attori, viene adottato da un pescivendolo, G. Freeman. Lasciata la scuola a 12 anni, farà vari mestieri, poi esordisce come romanziere nel 1905 con il poliziesco I quattro giusti che ottiene un successo strepitoso. In pochi anni Wallace diventa uno dei re della letteratura d'evasione, guadagna somme enormi che sperpera puntigliosamente. Al momento della morte aveva appena finito la stesura del soggetto di un film destinato a rimanere famoso: King Kong. Enorme la sua produzione: circa 175 romanzi, 15 drammi, senza contare articoli reportages conferenze. Il semplice schema di base dei suoi romanzi, derivante da quello dei feuilletons, è arricchito da un intreccio di trame secondarie. Oltre alla serie dei "Quattro giusti", dove crea la figura del "giustiziere", è da ricordare: il ciclo di Mr Reeder iniziato nel 1925 dove il detective è una convincente figura di impiegato londinese; Il cerchio rosso, 1922); L'enigma dello spillo, 1923 uno dei capolavori nel genere della "camera chiusa".

King Kong

Nel 1932 Edgar Wallace fu incaricato dalla casa produttrice hollywoodiana RKO di scrivere un "film raccapricciante". La sua fervida fantasia e alcune reminiscenze dei viaggi in Africa lo portarono a creare King Kong: un gigantesco gorilla recuperato su un'isola remota e portato a New York, dove si innamora della bellissima attrice Anna Darrow e, in preda ai suoi istinti primordiali (la nostalgia della libertà ma anche l'amore per la donna), terrorizza l'intera città. Una delle storie più classiche e inquietanti dell'horror americano, un soggetto di possente violenza onirica e non privo di una soffusa poeticità, che nel corso degli anni ha affascinato milioni di lettori ed è stato alla base di molti film di successo. Una creatura superba in cui rivive, in termini moderni, il mito della Bella e la Bestia, un emblema della forza brutale e irrefrenabile, ma fondamentalmente vitale, della natura, una metafora di quella parte istintiva dell'animo umano troppo spesso repressa dalla cosiddetta "civiltà".