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William Wordsworth -
L'Escursione
The Excursion
Poema in nove libri di William Wordsworth (1770-1850),
pubblicato nel 1814.
Nelle
intenzioni dell'autore questa doveva essere la porzione mediana di un gran
poema filosofico sull'Uomo, la Natura e la Società in tre parti, che doveva
intitolarsi Il recluso (The Recluse), avente per tema i sentimenti e le
opinioni di un poeta vivente in disparte. La parte più antica del poema è
formata da una porzione del libro primo, che incorpora il poemetto giovanile
Il casolare rovinato (The Ruined Cottage) scritto nel 1797; storia
straziante d'un contadino, che s'arruola nell'esercito e parte per una terra
lontana, lasciando la moglie che muore di stenti; il casolare diventa una
rovina;
Coleridge dichiarò questo poemetto "superiore a qualunque altra cosa simile
scritta nella nostra lingua". La concezione del poema risale al 1798 quando
il Wordsworth viveva ad Alfoxden vicino al Coleridge.
Potrebbe definirsi un'epopea senza azione, con due eroi, l'Errante e il
Pastore. Il poeta, viaggiando con l'Errante (the Wanderer), un merciaio
ambulante dalla mente filosofica, incontra un amico di quest'ultimo, il
pessimistico Solitario (the Solitary). Costui ha una disperata concezione
della vita per mancanza di fede religiosa e di fiducia nella virtù
dell'uomo, e il suo punto di vista è oggetto di lunghe argomentazioni.
Compare un altro personaggio, il Pastore (the Pastor), che illustra il
salutare effetto della virtù e della religione narrando la vita delle
persone sepolte nel cimitero. Visitano la casa del Pastore, e l'Errante trae
le sue conclusioni generali filosofiche e politiche dalle precedenti
discussioni. Rare sono le oasi di poesia (per esempio la descrizione nel
libro I dell'estasi del fanciullo alla vista del levare del sole, la
descrizione d'un tramonto alla fine dello stesso libro, la gioia selvaggia
di vagare sui monti durante una tempesta nel libro IV, ecc.) in questa opera
pesante e informe, sebbene nelle intenzioni del poeta essa dovesse dare
immagine d'un tempio, intorno a cui le sue poesie più brevi si sarebbero
aggruppate come sacelli. Anche qui troviamo descrizioni di paesaggi, ma
sembrano spesso scialbi riflessi di quelli che altrove il poeta ha colto con
geniale intuizione: anche qui troviamo enunciati convincimenti e speranze
che altrove ci sono stati presentati col calore d'una viva emozione.
Resta al poema un indubbio valore didattico, quasi divulgazione demotica
delle originarie conquiste del poeta. Il principio fondamentale del
Wordsworth rimane sempre "il fanciullo è padre dell'uomo"; col quale il
poeta intende che gli istinti e i piaceri d'una sana fanciullezza segnano le
direttive secondo le quali dovrebbe svilupparsi il carattere più maturo
dell'uomo. La gioia di vivere dovrebbe essere conservata nella speranza
della fede religiosa, la semplicità dell'originaria inesperienza dovrebbe
essere ritrovata con la meditazione, l'amore nato nella famiglia dovrebbe
estendersi a tutta l'umanità.
La Natura dovrebbe agire da moderatrice e purificatrice durante tutta la
vita. Così negli ultimi due libri il Wordsworth si preoccupa della
formazione di coloro che, per abitare in centri industriali, non beneficiano
dell'influsso della Natura, uno dei passi più eloquenti del poema è la
lagnanza per l'ingiustizia così sofferta dai figli degli operai delle
officine. Il Wordsworth non è un comunista; egli vuol conservare le
tradizionali distinzioni di classe, ma si ribella a un ordine sociale che
conduce a una inferiorità morale di una parte del popolo: onde l'importanza
che egli annette al problema educativo.
Pesante e incolore come un sermone; se ne dimentica però la povertà dimessa
in scena per non ammirarne che la purezza del sentimento e l'elevazione del
pensiero. Si ha l'impressione di trovarsi in un tempio protestante, angusto
ed elevato, sebbene monotono e squallido. (Taine).
L'interesse dell'Escursione non è tanto giustificato dalle rare oasi di vera
bellezza poetica quanto dalla diffusa intuizione della possibilità artistica
di applicare il metodo dell'osservazione naturale alla vita interiore. (E.
Cecchi)
William
Wordsworth
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