Sartre, Jean
Paul
(Parigi 1905 -1980)
Scrittore, drammaturgo e filosofo francese (Parigi 1905 -
1980). Fu il più importante esponente dell'esistenzialismo.
Insegnante di liceo, a Parigi conobbe la sua compagna di
tutta la vita, Simone de Beauvoir. Già prima della seconda
guerra mondiale cominciò a essere conosciuto come filosofo e
narratore: il romanzo La nausea (1938) lo rese famoso e
L'essere e il nulla (1943) lo collocò tra i principali
interpreti dello sfacelo dei valori tradizionali, in
costante polemica antiborghese. In seguito cominciò ad
allontanarsi dal suo negativismo iniziale: nella Critica
della ragione dialettica (1960) rivede l'ideologia marxista
e focalizza i condizionamenti sociali e storici
del'lindividuo. Nel 1964 rifiutò il premio Nobel, in piena
coerenza con il suo pensiero. Fu poi tra i promotori del
Tribunale Russell, e nel 1968 partecipò alla contestazione
studentesca a Parigi, avvicinandosi all'estrema sinistra
extraparlamentare. Gli ultimi anni della sua vita, segnati
dalla malattia che lo portò quasi alla cecità, furono quelli
della sua consacrazione ufficiale, ed egli continuò comunque
nel suo impegno politico e intellettuale, come dimostrano le
collaborazioni a riviste e le numerose interviste. Altre
opere: i racconti di Il muro (1969); i lavori teatrali Le
mosche (1943), A porte chiuse (1945), Le mani sporche
(1948).
La nausea
Romanzo pubblicato nel 1938
L'opera coglie come "nausea" la sensazione dell'esistenza
ridotta a intuizione del carattere gratuito e assurdo di
tutte le forme del reale. In questo racconto carico di
preoccupazioni filosofiche il protagonista, Antoine
Roquentain, prende coscienza della vita che nasce senza
ragione. Si ribella alla propria appartenenza al mondo e
alla forza irresistibile che lo obbliga a comportarsi come
tutti gli altri, e prova un senso di disgusto che giunge
fino alla nausea. Esistere significa per lui sentirsi "di
troppo" in un mondo assurdo in cui tutto " è di troppo".
Come sfuggire a questa vertigine? Consacrarsi a un'opera
d'arte è per lui solo una soluzione provvisoria, perchè le
esperienze estetiche, lungi dall'elevare la vita fino
all'arte, manifestano solo una rottura tra la vita e l'arte.
L'assurdità del caso è la prima esperienza e tutto lo sforzo
seguente di Sartre tenderà a superarlo. Nella Nausea essa si
accompagna ancora a una specie di bassezza lugubre in cui
appaiono tutte le ossessioni dell'autore, il che fa di
questo romanzo un'opera letteraria riuscitissima.