John Steinbeck
(Salinas 1902 - New York 1968)
Scrittore statunitense. Dopo una prima esperienza in cui
sentì, entro certi limiti, l'influenza di D. H. Lawrence,
trovò la propria strada nella rappresentazione dei conflitti
sociali. Raggiunse il successo con Pian della Tortilla
(1935), Uomini e topi ( 1937) e Furore (1939), forse il suo
miglior romanzo, in cui l'autore riesce a rendere i
conflitti umani e sociali del suo Paese, le violenze e le
ribellioni. Corrispondente di guerra, tornò alla narrativa
con Vicolo Cannery (1945) e La valle dell'Eden (1952). Nel
1962 gli venne conferito il premio Nobel.
Pian della Tortilla (Tortilla Flat)
Scritto quando l'autore aveva 33 anni, è il primo romanzo di
Steinbeck che riscosse un vasto successo; esso segue altri
tre libri: Tazza d'oro (Cup of gold, 1929, tradotto in
italiano col titolo La santa rossa), un romanzo sulla vita
del bucaniere Henry Morgan; I pascoli del cielo (The
pastures of heaven, 1932 tradotto in italiano da Elio
Vittorini), un testo a mezza strada fra il romanzo e la
serie di schizzi che descrive la storia della valle di
Monterey, in California, e la vita dei suoi contadini; Al
dio sconosciuto (To a god unknown, 1933, tradotto da Eugenio
Montale), pure ambientato in California, romanzo "lawrenciano
nella materia e nell'ossessione panica" che narra le vicende
di Joseph Wayne e della sua terra. Il piano della Tortilla è
una regione "niente affatto pianeggiante" alle spalle della
cittadina di Monterey; i paisanos, contadini di sangue misto,
sono i protagonisti della narrazione. Un gruppo di costoro,
buffi cavalieri di una Tavola Rotonda dissacrata, vivono
insieme in gioconda amoralità: Danny, Pilon e Pablo sono i
personaggi principali, cui fanno corona le loro donne (fra
cui spicca per sensualità Cornelia Ruiz) e i loro amici. I
paisanos sono ubriaconi, gaudenti e un po' ladri, ma
l'autore li considera con simpatia perchè fondamentalmente
sani, attaccati agli aspetti elementari e genuini della
vita, e refrattari all'influenza nefasta della civiltà
moderna. Il libro ha un sapore d'idillio, e come tale può
essere considerato in pari tempo affascinante ed evasivo.