LETTERATURA - LAURENCE STERNE

    

Tristram Shandy


Laurence Sterne (Clonmel 1713 - Londra 1768)

Scrittore inglese di origine irlandese. Fu ministro della parrocchia di Sutton e poi di Coxwold. Scrittore originalissimo, a 47 anni cominciò a pubblicare Vita e opinioni di Tristram Shandy (1760-67) che fu attaccato per ragioni morali e letterarie. La complessità e l'estrosità delle trovate fanno del Tristram Shandy un'opera unica, che troverà riscontro solo in Joyce, oltre un secolo dopo. Sotto lo pseudonimo di Yorick pubblicò, nel 1768, Viaggio sentimentale attraverso la Francia e l'Italia, di cui si conserva la traduzione del Foscolo del 1813.

Tristram Shandy (The life and opinions of Tristam Shandy - La vita e le opinioni di Tristram Shandy)

Dei nove volumi in cui è strutturato il romanzo, il primo e il secondo apparvero nel 1760, quelli dal terzo al sesto nel 1761-1762, il settimo e l'ottavo nel 1765, l'ultimo nel 1767. Con questa opera Sterne si colloca in una posizione eccezionale all'interno della letteratura del proprio tempo, dando vita alla più grande caricatura del romanzo tradizionale che sia mai stata fatta, e mettendo nello stesso tempo le basi per il romanzo moderno, dalle quali partiranno, per muoversi verso nuove sperimentazioni, scrittori del nostro secolo come Joyce e Beckett (anch'essi, non a caso, irlandesi). E' principalmente per merito della critica formalista russa (il cui più grande rappresentante, Victor Sklovskij, scrisse sul Tristram Shandy un saggio contenuto in Una teoria della prosa) che questo romanzo è giunto, ai giorni nostri, a essere compreso e apprezzato in modo adeguato. Sklovskij osserva acutamente come "l'evidenziazione della forma attraverso la sua distruzione costituisce il contenuto del romanzo". In quest'opera, infatti, il filo narrativo che nei romanzi classici lega le varie vicende secondo una linea consequenziale, viene costantemente frantumato. Al suo posto balza in primo piano l'artificio del "ritardo", quel particolare accorgimento che Sterne usa con estrema sagacia e ironia, e grazie al quale la narrazione di un avvenimento viene bruscamente interrotta, per riprendere più tardi, a un certo punto dell'opera, dopo una serie di digressioni e osservazioni del narratore. In realtà l'autobiografia di Tristram Shandy finisce, in questo modo, per non procedere affatto. Il protagonista viene al mondo solo verso la fine del terzo volume, e più tardi scompare addirittura. Anche il metodo dello "spostamento" viene costantemente usato: la dedica appare nel capitolo ottavo, e la prefazione non prima del ventesimo capitolo del terzo volume. Quella che dunque Sterne mette in atto con superba maestria è un'opera di totale sovvertimento: la struttura del romanzo viene infatti ulteriormente beffata con pagine "marmorizzate", pagine bianche, l'inversione di alcuni capitoli, l'introduzione di grafici ecc. Ma l'apparente disordine cela in realtà la presenza di un ordine ben più significativo e raffinato, in quanto Sterne non si abbandona al caos per amore della bizzarria e dell'effetto a sorpresa, ma subordina ognuno dei suoi espedienti al proposito di creare un effetto complessivo, che è appunto quello di mettere a nudo le convenzioni del romanzo in quanto forma letteraria, ridicolizzandole. Egli infatti, da un lato, finge di credere alla necessità della verosimiglianza e dell'oggettività, e dall'altro, con ingenuità simulata, continua a mettere in evidenza come questi espedienti letterari non siano altro che pure convenzioni, disgregandoli e obbligando così il lettore a trovarseli di fronte come elementi formali, prodotti dalla soggettività dell'autore. Sterne demistifica quindi l'atteggiamento degli scrittori che vogliono dare, alla loro opera narrativa, un carattere di falsa obiettività, muovendosi praticamente in senso inverso: pretendendo di narrare una vicenda finisce invece per trasporre nella pagina scritta nient'altro che la propria personalità, in tutti i suoi meandri, i suoi umori, le sue peculiarità. L'effetto generale del libro è di una straordinaria comicità, in quanto l'autore smonta gli ingranaggi del romanzo classico e li rimonta in modo deformato, in contrasto con la patina esteriore di ortodossia che continua a mantenere. A questo contribuiscono stupendamente anche i personaggi che Sterne ha immesso in questo simulacro di vicende narrative: individui mediocri, bizzarri, più colmi di debolezze che di qualità, ma appunto per questo irresistibili nella loro vulnerabile umanità: il padre di Tristram, sua moglie, lo zio Toby, il caporale Tim, la vedova Wadman e alcuni altri. Il signor Shandy si presenta subito all'inizio del libro con le sue originali consuetudini sessuali (ha rapporti con la moglie, limitati alla prima domenica di ogni mese, nel quale giorno carica anche la pendola, sbrigando così in una volta tutte le faccende domestiche: le due cose si sono a tal punto associate nella mente della moglie, che la vediamo appunto, nel bel mezzo dell'amplesso, chiedere al marito se ha caricato la pendola). Il padre di Tristram, inoltre, è contraddistinto dalla sua mania per i nasi e i nomi delle persone, le quali ne sarebbero condizionate nello spirito e nel carattere. Altrettanto maniaco appare suo fratello, Toby, ferito in guerra a Namur, il quale non si occupa d'altro che di fortificazioni e di assedi, assistito in questo dal fido caporale Tim. La ferita all'inguine di Toby preoccupa fortemente la vedova Wadman, che amerebbe sposarlo, ma nutre forti timori sulla potenza sessuale dell'ex militare. Ma tutte queste figure non sono affatto estraibili dal romanzo, nè possono essere considerate per se stesse, in quanto tutti i tratti bizzarri che le caratterizzano servono soltanto come pretesti per dare all'opera la linea e lo svolgimento voluti, inframmezzando i brani narrativi con frammenti discorsivi fungenti da motivo conduttore, e riguardanti appunto gli argomenti più strani, come i nasi, i nodi e i fiocchi, o varie divagazioni di tipo parodistico. In realtà i personaggi non vivono alcuna vicenda, ma sono immobilizzati in una totale fissità esistenziale, all'interno della quale il singolo particolare banale giunge ad acquistare dimensioni inusitate. Non diversamente si muovono i personaggi dei capolavori moderni di Joyce e Beckett.

 


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