Vladimir
Bukovskij, nato a Belebej (URSS) nel 1942, conobbe
giovanissimo la prigione, l’ospedale psichiatrico e i lager
sovietici per la sua costante, ostinata opposizione al
regime. Scambiato nel 1976 con il comunista cileno Luis
Corvalan, ha continuato a combattere con tenacia la sua
battaglia civile, denunciando gli intrighi di Mosca e le
complicità dell’Occidente. Vive e lavora a Cambridge. Di
Vladimir Bukovskij sono stati pubblicati in Italia: Il vento
va e poi ritorna (Feltrinelli, 1978) e Guida psichiatrica
per dissidenti (L’erba voglio, 1979) scritto con Semen
Gluzman.
Guerra
fredda, Ostpolitik, distensione, social-democrazia,
establishment, pacifismo, Afghanistan, disarmo, Polonia,
questione tedesca, rivoluzione di velluto, propaganda,
disinformazione, glasnost, perestrojka, crollo dell’impero
del male: oltre trent’anni di storia europea e mondiale
attraverso i documenti segreti degli archivi moscoviti,
analizzati da un lettore di eccezione, una delle figure
centrali del dissenso sovietico. "Il comunismo è una
malattia della cultura e dell'intelletto [...] era una
macchina fantastica senza eguali nella storia dell'umanità.
Come si fa a immaginare che un intero paese, e con lui quasi
mezzo mondo, si prestasse agli scopi fissati da una dozzina
di uomini anziani che nessuno aveva mai letto?
Le elite occidentali penso non capissero l'universalità di
quel male, la sua natura internazionale e quindi il
carattere universale della sua pericolosità. [...] non si
sentono colpevoli per la catastrofe colossale che hanno
contribuito a provocare, al contrario, si sforzano di
dimostrare di aver avuto sempre ragione e non vogliono né le
inchieste né i documenti degli archivi del Cremlino, perché
ciascuno sa che non ne uscirebbe nulla di lusinghiero per
lui.
Il regime è crollato grazie a coloro che lo avevano sfidato,
che si erano rifiutati di piegarsi ai suoi diktat, in ultima
analisi, è crollato grazie alla gente semplice che in
Oriente e in Occidente aveva rifiutato il potere di una
stupida elite. Ma finché quella gente continua a restare al
potere, questa semplice verità non verrà riconosciuta, gli
archivi rimarranno chiusi e la storia sarà falsificata.
In quanto a me, tutto quello che posso fare è conservare i
documenti per l'ora del Giudizio."