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VOLUME PRIMO
Il più grande genio militare dell'età moderna
«In che cosa, veramente, consiste il fascino dell'arte
militare napoleonica?» Per rispondere a tale domanda,
Chandler penetra nei più riposti ingranaggi della
complessa ed enorme macchina che seppe mettere in ginocchio
l'Europa; ne studia la struttura, l'armamento, le
personalità dei capi: Massena, Berthier, Davout, Ney, Murat,
Lannes. La personalità di Napoleone acquista una dimensione
nuova, di ferma e sicura autenticità: l'affascinante e
inquietante figura viene gradualmente illuminata lungo tutto
l'arco della folgorante vicenda: dai tempi dell'oscuro
servizio nell'esercito regio a Valence, alle campagne
d'Italia, ove il giovanissimo generale è alla testa di una
pittoresca e invincibile «canaglia in armi»; a Ulm ove un
esercito fu annientato solamente con le marce; poi la
fulminea manovra che pose in ginocchio quello che era stato
l'esercito di Federico il Grande, l'invasione della Spagna e
il sorgere della guerriglia, i problemi enormi della
campagna di Russia ove Napoleone affrontò difficoltà
strategiche e logistiche esorbitanti i mezzi di cui
disponeva e ove furono anticipate le guerre del nostro
tempo; infine la campagna del 1814 che rimase forse la più
brillante delle campagne napoleoniche anche se si chiuse con
la disfatta di Waterloo.
Corredata di mappe e cartine delle battaglie, di varie
illustrazioni, di un indice dei nomi e delle cose notevoli,
di riferimenti bibliografici, di un imponente apparato di
note, quest'opera del Chandler è divenuta un classico
insostituibile della storia militare e moderna.
VOLUME SECONDO
La strategia del condottiero che batté tutti i più grandi
generali del suo tempo
La famosa marcia del III Corpo d’Armata del maresciallo
Davout da Vienna ad Austerlitz: 130 km in 50 ore.
"Lasciammo il villaggio dove eravamo alloggiati alle nove di
sera. Marciammo fino alle due di mattina poi ci fermammo in
un bosco; vi accendemmo dei fuochi e dormimmo fino alle
cinque, ora in cui riprendemmo la marcia. Marciammo tutto il
giorno e, alle sei di quella sera, ci accampammo di nuovo
nei boschi; non avevamo neppure avuto il tempo di scaldarci
una minestra, a lungo desiderata, quando fummo informati che
avremmo ripreso il cammino alle nove. Di conseguenza
preferimmo occupare il tempo che era a nostra disposizione
con una dormita; avevamo ricevuto razioni di pane per tre
giorni a Vienna, prima di partire, per cui non rimanemmo a
digiuno, ma mangiammo soltanto pane. Poi, lasciato il
bivacco, marciammo fino alle cinque del mattino seguente
[…]. Il colonnello […] fece distribuire a questo punto
grandi quantità di vino; questo ci rianimò e ci mise in
grado di continuare la marcia. Quando gli ufficiali
ritennero che la maggior parte degli uomini avesse raggiunto
le rispettive compagnie, ci rimettemmo in marcia e il
colonnello lasciò un ufficiale a radunare quelli che erano
rimasti indietro. Finalmente verso le sette di sera
arrivammo in un villaggio, dove ci accampammo vicino ad una
divisione di dragoni."
Le campagne di Napoleone