STORIA - DAVID CHANDLER

    

Le campagne di Napoleone


VOLUME PRIMO
Il più grande genio militare dell'età moderna

«In che cosa, veramente, consiste il fascino dell'arte militare napoleonica?» Per rispondere a tale domanda, Chandler penetra nei più riposti ingranaggi della
complessa ed enorme macchina che seppe mettere in ginocchio l'Europa; ne studia la struttura, l'armamento, le personalità dei capi: Massena, Berthier, Davout, Ney, Murat, Lannes. La personalità di Napoleone acquista una dimensione nuova, di ferma e sicura autenticità: l'affascinante e inquietante figura viene gradualmente illuminata lungo tutto l'arco della folgorante vicenda: dai tempi dell'oscuro servizio nell'esercito regio a Valence, alle campagne d'Italia, ove il giovanissimo generale è alla testa di una pittoresca e invincibile «canaglia in armi»; a Ulm ove un esercito fu annientato solamente con le marce; poi la fulminea manovra che pose in ginocchio quello che era stato l'esercito di Federico il Grande, l'invasione della Spagna e il sorgere della guerriglia, i problemi enormi della campagna di Russia ove Napoleone affrontò difficoltà strategiche e logistiche esorbitanti i mezzi di cui disponeva e ove furono anticipate le guerre del nostro tempo; infine la campagna del 1814 che rimase forse la più brillante delle campagne napoleoniche anche se si chiuse con la disfatta di Waterloo.

Corredata di mappe e cartine delle battaglie, di varie illustrazioni, di un indice dei nomi e delle cose notevoli, di riferimenti bibliografici, di un imponente apparato di note, quest'opera del Chandler è divenuta un classico insostituibile della storia militare e moderna.

VOLUME SECONDO
La strategia del condottiero che batté tutti i più grandi generali del suo tempo

La famosa marcia del III Corpo d’Armata del maresciallo Davout da Vienna ad Austerlitz: 130 km in 50 ore.

"Lasciammo il villaggio dove eravamo alloggiati alle nove di sera. Marciammo fino alle due di mattina poi ci fermammo in un bosco; vi accendemmo dei fuochi e dormimmo fino alle cinque, ora in cui riprendemmo la marcia. Marciammo tutto il giorno e, alle sei di quella sera, ci accampammo di nuovo nei boschi; non avevamo neppure avuto il tempo di scaldarci una minestra, a lungo desiderata, quando fummo informati che avremmo ripreso il cammino alle nove. Di conseguenza preferimmo occupare il tempo che era a nostra disposizione con una dormita; avevamo ricevuto razioni di pane per tre giorni a Vienna, prima di partire, per cui non rimanemmo a digiuno, ma mangiammo soltanto pane. Poi, lasciato il bivacco, marciammo fino alle cinque del mattino seguente […]. Il colonnello […] fece distribuire a questo punto grandi quantità di vino; questo ci rianimò e ci mise in grado di continuare la marcia. Quando gli ufficiali ritennero che la maggior parte degli uomini avesse raggiunto le rispettive compagnie, ci rimettemmo in marcia e il colonnello lasciò un ufficiale a radunare quelli che erano rimasti indietro. Finalmente verso le sette di sera arrivammo in un villaggio, dove ci accampammo vicino ad una divisione di dragoni."

Le campagne di Napoleone



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