Autore di fondamentali ricerche sulla fine del mondo antico
e di un saggio sulla teoria della conoscenza storica (1954)
che è una pietra miliare della cultura storiografica
francese, esponente di un cristianesimo insieme radicale e
moderno, Henri Irénée Marrou (1904-1977) è stato fra i
massimi specialisti del pensiero di Sant’Agostino.
Henri Irénée Marrou
(Marsiglia 1904 – Parigi 1977)
Storico francese. Studioso dell’antichità, dopo aver
insegnato Storia antica a Montpellier e a Lione, dal 1945
ottenne la cattedra di Storia del cristianesimo alla
Sorbona. Considerato uno degli spiriti più colti del XX
secolo, Marrou cominciò la sua carriera nell’ambito della
rivista “Esprit”, dove, spinto da una preziosa curiosità
intellettuale e con lo pseudonimo di Henri Davenson,
indirizzò le proprie ricerche verso la storia
dell’educazione, la musicologia popolare e le questioni
teologiche. Fu tra gli autori della sezione di epistemologia
storica dell’Encyclopédie de la Pléiade. Tra le sue opere
ricordiamo Storia dell’educazione nell’antichità (1948,
edizione italiana 1971) e La conoscenza storica (1954,
edizione italiana 1962), fondamentale saggio sulla
metodologia storica.
La
conoscenza storica
Qual è la verità della storia? Quali sono i suoi gradi e i
suoi limiti? Quali le condizioni per l'opera storiografica?
In altre parole: qual è il corretto atteggiamento della
ragione nella ricerca storica? Ponendo queste essenziali
domande, Marrou mira a individuare i caratteri della ricerca
storica e le regole pratiche che la devono informare: di
fatto, nelle sue parole, egli compone una deontologia, "una
sorta di trattato sulle virtù dello storico". Marrou
sviluppa il suo discorso a partire dalla definizione
generale di storia, per riflettere sul carattere
intellettuale e creativo dell'attività dello storico,
sull'uso dei documenti e sul cruciale passaggio che va
dall'interpretazione del documento alla comprensione del
passato.