STORIA - HILAIRE BELLOC

    
L'anima cattolica de l'Europa

Joseph-Pierre Hilaire Belloc nasce il 27 luglio 1870 a La Celle-Saint-Cloud, presso Parigi, da padre francese, avvocato, e madre inglese, appartenente all’alta borghesia, convertita al cattolicesimo dal protestantesimo. Compie i primi studi presso i padri oratoriani in Inghilterra, a Birmingham, poi negli Stati Uniti d’America e in Francia. Addottorato con il massimo dei voti in storia nell’esclusivo Balliol College di Oxford, si vede preclusa la prospettiva di una carriera accademica a causa del temperamento indipendente e combattivo e della dichiarata adesione al cattolicesimo. Nel 1900 conosce Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), con il quale dà vita a un fraterno sodalizio intellettuale. Divenuto suddito britannico nel 1902, nel 1906 è eletto alla Camera dei Comuni per il Partito Liberale e nel 1910 come indipendente. Polemista molto attivo nel dibattito politico, è anche scrittore straordinariamente prolifico nei generi più diversi: dalla narrativa per ragazzi alla poesia, dai racconti di viaggio - celebre La Via di Roma, in cui narra il pellegrinaggio a piedi da Parigi a Roma svolto nel 1901 - alla tecnica militare e ai romanzi polizieschi, dai saggi di tema politico alle biografie e alle grandi opere storiche. Si spegne il 16 luglio 1953 a Guilford, nel Surrey.

L'anima cattolica de l'Europa

“Io dico con intenzione la «coscienza» cattolica della storia: parlo di «coscienza», cioè di conoscenza intima raggiunta attraverso l'identità che l'intuizione lascia scorgere tra l'oggetto della conoscenza e chi conosce, non di un «punto di vista cattolico sulla storia». Questo indugiarsi su «punti di vista» è cosa moderna e perciò segno e manifestazione di decadenza; cosa falsa perciò effimera; errore quindi che eviterò con cura. Renderò pertanto un omaggio più reale alla verità dicendo che non vi è un «punto di vista» cattolico sulla storia europea. Vi può essere un punto di vista protestante come ve n'è uno ebraico, o mussulmano, o giapponese: perché tutti questi considerano l'Europa dal di fuori. Il cattolico invece guarda l'Europa dall'interno: non può esistere quindi un «punto di vista» cattolico della storia europea allo stesso modo che una persona non può avere un punto di vista su se stessa. Sofisticando si può certo sostenere che anche un uomo può avere di sé un «punto di vista»: ma questo è uno di quei punti in cui la falsa filosofia mostra più vivamente il proprio errore. Poiché la conoscenza che abbiamo di noi stessi, dopo aver onestamente e con rigore esaminato il nostro spirito, coincide con quella che ne ha il nostro Creatore e perciò con la realtà […] Un uomo può presentare «aspetti particolari» per qualsiasi altra persona fuorché per queste due: per sé stesso e per Dio che lo creò. Queste due, quando lo considerano, lo afferrano quale egli è: tutte le altri menti hanno a suo riguardo le loro molteplici vedute, che sono semplici opinioni ciascuna per sé falsa, tutte tra loro divergenti. Ma la visione che io ho di me non è un «punto di vista», è una comprensione. Così è di noi che abbiamo la Fede e della grande storia dell'Europa. Un cattolico che legge questa storia non le brancola d'attorno dal di fuori, ma l'afferra dal di dentro. Non la può comprendere appieno perché è finito nelle sue capacità, ma è pur lui medesimo che costituisce l'oggetto da comprendere. La Fede è l'Europa e l'Europa la Fede. […] Dando nuova forma ai termini: la Chiesa è l'Europa e l'Europa è la Chiesa. […] Per il cattolico, tutto prende nel quadro il suo giusto rilievo: il quadro ha la sua prospettiva naturale: nulla la falsa o la turba. La nostra grande storia vi si svolge con facilità, naturalezza, compiutezza: è dunque definitiva. […] Solo il cattolico è in possesso della tradizione europea: egli solo quindi può guardare e giudicare in questa materia”.



Hilaire Belloc, L'anima cattolica de l'Europa


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