STORIA - KLEMENS VON METTERNICH

    
Memorie

Dopo una lunga carriera diplomatica come ambasciatore all'estero, il principe austriaco Klemens von Metternich fu dapprima ministro degli Esteri, quindi cancelliere dell'impero asburgico dal 1821 al 1848. Fondamentale fu il suo ruolo nel processo di restaurazione in Europa al congresso di Vienna e nella creazione di una confederazione di stati tedeschi sotto il predominio austriaco.

Metternich, Klemens Wenzel Lothar von
(Coblenza 1773 - Vienna 1859)


Uomo di stato e diplomatico austriaco, fu una delle figure dominanti sulla scena politica europea tra il 1814 e il 1848. Proveniente da una famiglia aristocratica, frequentò le Università di Strasburgo e di Magonza. Nel 1794 la sua famiglia si trasferì a Vienna per sfuggire alle truppe rivoluzionarie francesi e Metternich vi conobbe la contessa Eleonore Kaunitz, sua futura moglie, che lo introdusse negli ambienti politici di corte. Prestò servizio per gli Asburgo, prima in qualità di inviato al congresso di Rastatt (1797) e poi in qualità di ambasciatore in Sassonia (1801), Prussia (1803) e Francia (1806).

Nel 1809 Metternich fu eletto ministro degli Esteri dell'impero asburgico e si adoperò per un riavvicinamento diplomatico con la Francia favorendo il matrimonio tra Maria Luisa d'Asburgo e Napoleone. Qualche anno dopo, però, in seguito al disastro dell'armata francese in Russia (1812), ebbe un ruolo chiave nella costituzione della nuova coalizione europea che due anni più tardi avrebbe sconfitto l'imperatore francese. Al congresso di Vienna (1814-15), durante il quale si ridisegnarono i confini dell'Europa dopo la caduta di Napoleone, Metternich si oppose all'annessione della Polonia da parte della Russia e al tentativo della Prussia di assoggettare la Sassonia. Riuscì a creare una confederazione tedesca sotto il dominio austriaco, mentre il suo sforzo di trasformare la Quadruplice Alleanza (Gran Bretagna, Russia, Prussia e Austria) in uno strumento per prevenire la rivoluzione in Europa si rivelò un fallimento. Tuttavia, in qualità di cancelliere dell'impero asburgico fu in grado di mantenere lo statu quo in Germania e in Italia, rimanendo l'uomo di stato più importante d'Europa fino alla rivoluzione del 1848, quando fu costretto ad abbandonare il potere.

Contrario al liberalismo, al nazionalismo e alle istanze rivoluzionarie, la sua forma di governo ideale era una monarchia nella quale il potere venisse condiviso con le classi sociali privilegiate. Fu un uomo d'ordine in un mondo sempre più in crisi e dai valori in continuo cambiamento. Per alcuni fu un reazionario che tentava di arrestare l'ondata del progresso democratico, per altri invece una figura costruttiva, incompresa dai suoi contemporanei e dagli storici.

Le sue Memorie furono pubblicate postume (1879-1884) dal figlio Richard a Vienna.

“In contatto e in rapporto diretto o indiretto con tutti i Sovrani, con i primi uomini di Stato e i più importanti capipartito, nel corso di questo periodo che comprende quasi tre generazioni, io ho conosciuto tutti i fatti di rilievo che hanno influenzato lo sviluppo degli avvenimenti storici.

L'esperienza, dunque, non mi è mancata. Due elementi sono e saranno sempre in lotta nella società umana: l'elemento positivo e l'elemento negativo, l'elemento conservatore e l'elemento distruttore [...].

La parola libertà ha per me, non il significato di un punto di partenza, ma quello di un effettivo punto di arrivo. Il punto di partenza è significato dalla parola ordine. Il concetto di libertà può basarsi soltanto sul concetto di ordine”.

Klemens Wengel Lothar, principe di Metternich, Memorie, 1849-1855


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