STORIA - ROBERT CONQUEST

    

Il Grande Terrore


Il Grande Terrore è un libro dello scrittore britannico Robert Conquest, pubblicato nel 1968, che ha dato origine ad un'altra definizione del periodo già noto come la Grande purga. Il titolo originale e completo è The Great Terror: Stalin's Purge of the Thirties (il Grande Terrore: la purga di Stalin degli anni Trenta). Una revisione del libro, dal titolo The Great Terror: A Reassessment, fu pubblicato nel 1990 dopo che Conquest fu in grado di perfezionare il testo a seguito della consultazione degli archivi sovietici appena aperti.

Il libro è stato una delle prime opere in cui uno scrittore occidentale ha trattato la Grande purga in Unione Sovietica, basandosi principalmente su informazioni del periodo 1956-1964 reperite sia attraverso testimonianze individuali che per canali ufficiali durante l'era di Khruščёv . Il libro si basa anche su resoconti di emigrati ed esiliati russi ed ucraini risalenti agli anni trenta e su analisi di documenti ufficiali sovietici.

Dopo gli studi universitari in storia all'università di Oxford, Conquest militò dal 1937 nel Partito Comunista della Gran Bretagna. Durante la seconda guerra mondiale si arruolò per la British Intelligence in Bulgaria e più tardi, disilluso del comunismo, per il ministero degli esteri in un programma che si opponeva alla propaganda e controinformazione sovietica.

La prima inchiesta critica sulla grande purga fu fatta nel 1937 in Gran Bretagna dalla commissione Dewey, che pubblicò i suoi risultati in un libro di 422 pagine dal titolo Not Guilty (Non colpevole), chiamato così perché la commissione riteneva non colpevoli dei crimini loro imputati molte persone che erano state accusate e punite dal governo stalinista.

L'aspetto più importante de Il Grande Terrore di Conquest fu che esso allargava la comprensione delle purghe oltre la vecchia visione ristretta dei "Processi di Mosca" ai dirigenti comunisti caduti in disgrazia come Nikolaj Bukharin e Grigorij Zinov'ev. La questione per cui questi dirigenti erano colpevoli e confessavano numerosi crimini durante i processi era diventato un argomento di discussione per molti scrittori occidentali e stimolò la pubblicazione di libri come 1984 di George Orwell e Buio a mezzogiorno di Arthur Koestler.

Conquest sostiene che i processi e le esecuzioni di questi dirigenti comunisti sono stati dei dettagli minori delle purghe che, assieme alle carestie procurate artificialmente, hanno portato a 20 milioni di morti stimati. Nella prefazione dell'edizione per i 40 anni del libro Conquest ha rivisto la sua stima a 13 - 15 milioni di morti.

Controversie e ostilità suscitate dal libro

La pubblicazione del libro, nel pieno della guerra del Vietnam e contemporanea all'affermarsi di un'ideologia di sinistra nelle università occidentali e nei circoli intellettuali, il Sessantotto, diede luogo a reazioni ostili.

Le ostilità alle tesi di Conquest sono originate da vari fattori: il primo è che egli rifiutò di prendere per vera l'asserzione di Nikita Khrushchev, e difesa da molti militanti di sinistra, che Stalin e le sue purghe fossero aberrazioni degli ideali della rivoluzione e contrari ai principi del Leninismo. Conquest ritenne lo stalinismo una conseguenza naturale del sistema fondato da Lenin, sebbene concedesse che la personalità di Stalin abbia dato origine a particolari orrori alla fine degli anni 30. Neal Ascherson notò che "Tutti eravamo d'accordo sul fatto che Stalin fosse particolarmente corrotto e malvagio, ma volevamo ancora credere in Lenin: ma Conquest disse che Lenin era stato altrettanto malvagio e Stalin voleva portare avanti il programma di Lenin".

Il secondo fattore che suscitò ostilità è stato l'aspra critica di Conquest agli intellettuali occidentali per la loro cecità nei confronti dell'Unione Sovietica, sia negli anni trenta che negli anni sessanta, al momento della pubblicazione del libro. personaggi come Beatrice e Sidney Webb, George Bernard Shaw, Jean-Paul Sartre, Walter Duranty, Sir Bernard Pares, Harold Laski, D. N. Pritt, Theodore Dreiser e Romain Rolland furono accusati di essere pupazzi di Stalin e apologisti del suo regime a causa dei loro interventi volti a negare, scusare o giustificare i vari aspetti delle purghe.

Inoltre il commento di Conquest sul poeta John Cornford, morto nella guerra civile spagnola e considerato un eroe dagli intellettuali di sinistra britannici, che "grande intelligenza e sensibilità di spirito non sono di alcun aiuto dal momento che i fatti di una situazione sono dedotti da una teoria politica, e non viceversa" venne ampiamente diffuso e diede origine ad una nuova controversia.

Alcuni comunisti continuano a negare le affermazioni fatte ne Il Grande Terrore ed accusano Conquest di basarsi su collaboratori nazisti, emigrati e dati della Cia, e considerano il suo lavoro un prodotto di propaganda antisovietica dell'intelligence inglese e del Foreign office. Altri invece, fra cui lo storico russo Alexander Nikolaevich Yakovlev e Dmitri Volkogonov, sono d'accordo con il punto di vista di Conquest.

Eric Hobsbawm, mentre ritiene che il libro debba essere letto come un grande sforzo pioneristico, ha scritto che è "diventato inevitabilmente obsoleto come lettura dei terribili fatti che intende investigare" e che " non serve più" All'opposto di questa critica l'opinione di Kingsley Amis secondo cui Conquest aveva l'intenzione di pubblicare la ristampa del 1990 del suo libro col titolo "Non ve l'avevo già detto, fottuti idioti?"


[Con il termine Grandi purghe si intende una vasta repressione nell'URSS della seconda metà degli anni trenta, voluta e diretta da Stalin dopo l'omicidio di Kirov, per epurare il partito comunista da presunti cospiratori.]


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