L'apologetico
Orazione dello scrittore latino Quinto Settimio Florenzio Tertulliano (c.
150-240)
E' una vivace e poderosa arringa in difesa dei cristiani, dettata in un momento
di sdegno per qualche persecuzione, scoppiata forse nel 197; il carattere
giuridico-sociale e l'impronta nazionale romana ne sono gli elementi
fondamentali. E' preceduta da un'introduzione: i cristiani sono vittime di un
odio ingiusto, perchè non sono conosciuti. Non essendo loro possibile difendersi
pubblicamente, almeno sia loro permesso difendersi per iscrirtto.
E' doveroso informarsi bene prima di mandare a morte degli innocenti; inoltre la
procedura del giudizio è anomala: basta una denuncia, con conseguente carcere
preventivo dell'accusato, poi viene l'interrogatorio (il giudice domanda
all'accusato se veramente è cristiano), quindi la condanna. Se il cristiano,
nonostante la minaccia, persiste, talvolta i giudici aggiungono nell'atto di
accusa altri delitti, come infantici o incesti. Valido è ancora il rescritto
dell'imperatore Traiano, uno stato di persecuzione latente, che considera il
cristianesimo un delitto d'opinione (religio illicita); eppure gli stessi pagani
riconoscono i benefici effetti della conversione. Indi Tertulliano confuta le
accuse mosse ai cristiani di occulta facinora (segrete infamie) e di
facinoramanifestiora (delitti manifesti), persino di lesa maestà e di complotto
contro lo stato. Questo forma il motivo centrale dell'orazione: il delitto di
lesa maestà identificato nel rifiuto di venerare il numenimperiale non può
sussistere: infatti ilnumen, o meglio demone, non esiste in quanto per esistere
ha bisogno dell'appoggio imperiale: i cristiani pregano Dio per la conservazione
dell'imperatore e questa preghiera si rivolge a vantaggio dei cristiani stessi
poichè "il mondo tanto sarebbe durato quanto l'impero romano e, cadendo questo,
il mondo intero sarebbe perito".
Quanto al fatto che i cristiani siano chiamati publicihostes, Tertulliano
risponde che essi non formano un partito politico e non fanno politica; infine i
cristiani sono accusati di essere infructuosiin negotiis (parassiti negli affari);
ma non c'è accusa più falsa, come pure quella che definisce i cristiani una
setta filosofica: ma se anche le loro credenze fossero false e stolte, non
recherebbero male agli uomini. Il pregiudizio non è nei cristiani ma nei pagani,
che condannano ciò che fa del bene all'umanità; irreprensibili sono i costumi
dei cristiani, onde con questo grido di trionfo e con una sfida si chiude
l'Apologetico: "Il sangue dei cristiani è una semente". Opera ricca di tutte le
risorse della dialettica e dotata di una certa ironia, l'Apologetico vuole
condannare il paganesimo, esaltare la nuova forza che emana dal cristianesimo e
dimostrare la superiorità della fede cristiana rispetto alla filosofia.
TERTULLIANO