Raccolta del poeta statunitense
Allen Ginsberg (1926-1997), pubblicato nel 1956 .
Questo volumetto di poesie è diventato uno dei testi sacri della generazione
beat, che ha riconosciuto in Ginsberg il proprio cantore. Il poemetto che dà
il titolo al volume è un lamento sui guasti compiuti dalla civiltà
contemporanea sulle "menti migliori della mia generazione", ampiamente
strutturato secondo il modulo whitmaniano. Ginsberg vi inserì termini osceni
correnti nel linguaggio parlato e perciò ebbe noie con i tribunali,
uscendone però assolto. Una poesia compresa in questo volume si intitola
America, e chiarisce l'atteggiamento polemico dell'autore verso il Paese:
"America ti ho dato tutto e ora non sono nulla. / ... / America perchè le
tue biblioteche sono piene di lacrime? / America quando manderai le tue uova
in India? / Non ne posso più delle tue richieste folli. / Quando potrò
andare al supermercato e comprare quel che ho bisogno e pagare con la mia
bellezza? / ... / America ero comunista da ragazzo e non me ne pento. / Fumo
la marijuana tutte le volte che posso. / ... / America tu non vuoi veramente
fare la guerra. / America è colpa di quei Russi cattivi. / Quei Russi quei
Russi e quei Cinesi. E quei Russi. / La Russia ci vuole mangiare vivi. La
Russia è avida di potere. Vuol portarci via le macchine dai nostri garage. /
Vuole prendersi Chicago. Ha bisogno di una Selezione rossa. / Vuole le
nostre fabbriche automobilistiche in Siberia. / Con la loro grossa
burocrazia a far funzionare i nostri distributori. / Così non va. Ugh.
Faranno imparare agli Indiani a leggere. Vogliono i grossi negri neri. Ah.
Ci faranno lavorare tutti sedici ore al giorno. Aiuto. / America questa è
una cosa seria. / America questa è l'impressione che ricevo guardando la
televisione".
Face to Face with
Jeremy Isaacs:
An Interview with Allen Ginsberg
(1995)