Faulkner,
William
Scrittore statunitense (New Albany 1897 - Oxford 1962).
Esordì con una raccolta di versi pastorali, Il fauno di
marmo (1924). Nel 1949 ricevette il premio Nobel per la
letteratura. I suoi testi più noti: La paga del soldato
(1926); L'urlo e il furore (1929); Luce d'agosto (1932);
Assalonne, Assalonne! (1936); La città (1961).
L'urlo e il furore
Romanzo pubblicato nel 1929.

Il titolo del capolavoro di Faulkner allude al celebre passo
del Macbeth di Shakespeare (atto V, scena V), in cui si dice
che la vita "è una storia raccontata da un idiota, piena di
rumore e furia, e che non significa nulla". Questa
conclusione nichilista era già stata prospettata, nello
stesso 1929 in Sartoris. Entrambi i romanzi appartengono al
ciclo dedicato alla Yoknapatawpha County, e il tema de
L'urlo e il furore non è infatti che lo sviluppo di quello
abbozzato in Sartoris, cioè la decadenza dei valori del
vecchio Sud rappresentato dalla famiglia Compson. I valori
umani immutabili, quelli in cui crede l'autore, sono
rappresentati da Dilsey, la serva nera, di cui è stato
osservato che possiede una visione della vita semplice e
pura, analoga a quella di san Francesco. Il romanzo è diviso
in quattro parti, che raccontano la stessa storia vista da
quattro persone diverse, ossia i tre fratelli Compson
(Benjy, Quentin, Jason) e Dilsey. L'idea originaria era
quella di scrivere un racconto sull'unica figlia dei
Compson, Caddy. Faulkner decise di narrarla attraverso
Benjy, il fratello idiota, "perchè pensava che avrebbe avuto
più effetto se raccontata da qualcuno capace solo di sapere
che cosa era accaduto, ma non il perchè. Mi accorsi di non
aver raccontato tutta la storia. Provai a riraccontarla, la
stessa storia, con gli occhi di un altro fratello. Anche
questo non bastò. La raccontai per la terza volta vista dal
terzo fratello. Anche questo non bastò. Provai a mettere
insieme i pezzi e a riempire i buchi facendo io il
portavoce". Benjy è un uomo di 33 anni (l'età di Cristo
quando morì) è il più giovane dei fratelli Compson; non sa
parlare, si esprime con mugolii, ma è dotato di memoria e
reagisce agli stimoli fisici, anche se non ha il senso del
tempo e non sa cogliere il nesso causa-effetto. La sua
sezione porta una data contemporanea (7 aprile 1928), ma il
suo racconto spazia nel passato, sia pure nel modo
frammentario che si è detto. Spetta al lettore cogliere le
situazioni significative, gli accenni importanti. La seconda
parte è narrata da Quentin, che è studente ad Harvard. Anche
la sua mente è sconvolta, e la causa è la seduzione della
sorella Caddy a opera di Dalton Ames, e il suo improvvisato
matrimonio con un altro uomo. Quentin, che era morbosamente
attratto dalla sorella, tanto da confessare al padre un
incesto mai avvenuto nella realtà, ha deciso di uccidersi il
giorno stesso in cui lo vediamo agire, il 2 giugno 1910. La
terza parte è la più semplice perchè chi racconta è Jason,
un uomo meschino, avido di denaro, privo di problemi
profondi e imbottito di luoghi comuni. La quarta parte,
quella di Dilsey, è raccontata in terza persona, e serve da
sommario e da completamento delle precedenti versioni.
L'immagine della famiglia Compson che deriva dalle quattro
storie è quella di una famiglia nevrotica, immobile, che
rifiuta la vita (il naturale comportamento sessuale della
giovane Caddy) e infine la distorce e la snatura (Caddy si
perde proprio a causa dell'atteggiamento repressivo della
famiglia, ha una figlia da un amante occasionale ed è
costretta a sposare un uomo che non ama, per "riparazione").
William Faulkner