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ANDRE' MALRAUX - LA CONDIZIONE UMANA
Letteratura francese

Intorno agli anni '40 si è affermata una letteratura di forte impegno sociale e politico, che ha avuto i maggiori esponenti in A. de Saint-Exupéry, L. Aragon, A. Malraux.

La condizione umana: romanzo dello scrittore francese Andrè Malraux (1901-1976), pubblicato nel 1933.

E' uno dei più noti romanzi di Malraux, del periodo "rivoluzionario", in cui eroi delle sue vicende sono i politici, in particolare i comunisti russi o cinesi. Malraux per altro non fu mai, in verità, comunista: egli cercava solo, attraverso le figure dei suoi rivoluzionari, espressioni anche del suo individualismo, una risposta al problema del senso della vita. L'azione del romanzo La condizione umana, in cui, come negli altri di Malraux, la storia individuale dei personaggi è più importante delle vicende politiche, si svolge in Cina, a Shanghai, alla fine degli anni Venti, cioè nel periodo in cui l'alleanza tra il Kuomintang di Chang Kai-shek e il partito comunista cinese si rompe e Chang Kai-shek organizza le repressioni dei comunisti. Questi erano riusciti nella Cina del sud a creare una repubblica sovietica che nel 1935-1936 sarebbe passata anche al nord, sotto la guida di Mao Tse-tung. I comunisti avrebbero allora scatenato la lotta contro le forze nazionaliste, padrone di tutto il paese.

I protagonisti del romanzo sono i comunisti Kyo (Kyoshi), figlio di un europeo (Gisors) e di una giapponese, Tchen, un giovane fanatico, o, visto da un'altra angolatura, un giovane che aveva dedicato tutto se stesso alla causa rivoluzionaria, alcuni russi come Katow.

Tchen è in verità un individualista: la sua ossessione, visto che le direttive di Mosca sono contrarie a una resistenza armata contro Chang, diventa a un certo punto quella di uccidere il generalissimo: il ragazzo paragona il proprio desiderio di uccidere Chang Kai-shek a una specie di amore, con relativa gelosia (nessun altro doveva ucciderlo). Ma il piano di Tchen fallisce. Kyo è invece più "politico", più razionale, deciso d'altronde a subordinare la politica a valori superiori, come la dignità umana. Dopo un tentativo, inutile del resto, di convincere Mosca (che ormai dava il suo appoggio a Chang Kai-shek non potendo, date le circostanze, agire altrimenti), è profondamente scosso e si lascia arrestare dalle guardie nazionaliste. Il suo colloquio finale con il capo della polizia di sicurezza, il tedesco Kònig, rivela il "senso" della sua lotta: che è sì la rivoluzione, ma oltre la rivoluzione l'affermazione del proprio essere uomo. Kyo si uccide in carcere inghiottendo del cianuro che portava sempre con sè. Katow invece mostra la propria umanità cedendo la propria fialetta di cianuro a un altro giovane cinese prigioniero, che era terrorizzato dall'idea di essere torturato e bruciato vivo. Ma forse il senso del romanzo è nella conclusione della tormentata e dolorosa vicenda spirituale di Gisors, il padre di Kyo. Dopo la morte del figlio, Gisors dice a May, la donna di Kyo, animata dal desiderio di vendicare l'uomo amato: "La morte di Kyo non è solamente dolore, non è soltanto cambiamento, è una metamorfosi. Io non ho mai amato molto il mondo: era Kyo che mi univa agli uomini, era per lui, grazie a lui che essi esistevano per me ... Non voglio andare a Mosca. Sarei un ben misero insegnante. Il marxismo ha cessato di vivere in me. Agli occhi di Kyo il marxismo era una volontà, non è vero? Ma ai miei è una fatalità, e io ero d'accordo col marxismo perchè la mia angoscia della morte si accordava con la fatalità. Non c'è quasi più angoscia in me, May. Da quando Kyo è morto mi è indifferente morire. Sono ad un tempo liberato dalla morte e dalla vita". Il romanzo è costruito con notevole abilità e senza scavare nel profondo riesce ancora a suggestionare.

ANDRE' MALROUX