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Vlad Tepès Dracula
Nel 1897, il famoso scrittore
irlandese Bram Stoker, dava alla luce il suo famoso romanzo gotico
“Dracula”. Da quel momento, la figura del vampiro, soggetto frequente
nell’iconografia medievale, divenne un personaggio-cult della
letteratura moderna, tanto da vantare una serie d’innumerevoli tentativi
d’emulazione e centinaia di trasposizioni cinematografiche, in parte
interessanti. E’ quindi quasi impossibile, non sapere, oggi, chi è
Dracula. Meno conosciuta, invece, è la storia del personaggio storico
che ha ispirato l’affascinante romanzo di Stoker. Andiamo con ordine, e
facciamo un passo indietro nel tempo.
La storia
Tra il XIV e il XV secolo, la
Valacchia, affascinante e misteriosa regione stretta tra le alpi della
Transilvania e il Danubio, era governata dai principi dell’ordine del
dragone. La Valacchia era piccola per quanto importante, poiché doveva
fare da cuscinetto tra l’Impero Ottomano che con la conquista di
Costantinopoli raggiunse il massimo della sua potenza e l’Ungheria. Il
primo principe Vlad, non fu di particolare importanza se non che cercò
l’aiuto dei Turchi per spodestare il proprio rivale, Mircea il grande,
dal quale fu invece sconfitto e cacciato, dopo una prima breve vittoria,
nel 1396. La storia si fa poi più interessante con il regno del secondo
principe Vlad Dracul, detto “il diavolo”. In romeno, “dracul” significa
diavolo o dragone e quest’ultimo era l’insegna che Vlad Dracul volle
come simbolo della sua stirpe. In Europa era conosciuto come “Blado
Dracula”. Divenne principe di Valacchia nel 1435 e si ribellò ben presto
al dispotismo del dominio turco. Trovò tragica fine, assieme al figlio
Mircea, proprio per mano del suo principale alleato contro i Turchi e
poi traditore, Giovanni Corvino, reggente d’Ungheria.
La storia a volte sembra
scherzare col destino, giacché proprio il Corvino, su pressione dei
Turchi, spinse sul trono di Valacchia, nel 1448, un altro giovane figlio
di Vlad Dracul, che ben presto fu chiamato “Figlio del diavolo”
(Dracula) perché successore di Dracul. Nato intorno al 1430 e anche lui
di nome Vlad, conobbe fin da piccolo, cosa significa la parola crudeltà.
Fu tenuto, ancora bambino, ostaggio del Sultano Turco nelle segrete di
Egrigoz, poi dovette assistere alla morte del padre e del fratello
maggiore, che venne sepolto vivo. Durante il suo regno, non poté far
altro che mettere in pratica quello che aveva imparato da bambino e
soprattutto assecondare il suo spropositato odio verso i Turchi e i
Musulmani. Sostenne Stefano il Grande nella sua lotta per la conquista
del trono di Moldavia. Si batté con estrema ferocia e potenza contro
Turchi e Sassoni che sconfisse più e più volte, fino a che non fu
costretto dall’offensiva turca a riparare in Ungheria. Dopo che il
sultano gli chiese fedeltà per la seconda volta, il principe Vlad entrò
col suo esercito in territorio Turco, ne mise a ferro e fuoco molti
villaggi e spedì a dire al Sultano, che quello era l’unico modo che
conosceva per servirlo. Grazie a Stefano il Grande riuscì, poi di nuovo,
a tornare sul trono di Valacchia. Per rispondere all’insolenza di Vlad,
il Sultano Maometto II organizzò una controffensiva forte di
duecentomila uomini. Ma una volta raggiunta Targoviste, la capitale
della Valacchia, il gran capo dell’esercito turco, fu disgustato e
impaurito dalla vista di più di ottomila pali che si ergevano dal suolo
come una foresta, con altrettanti corpi straziati di prigionieri turchi.
Dracula, da freddo calcolatore, vinse questa battaglia con un’abile
mossa di guerra psicologica. Nel 1462, dopo altre scaramucce, l’esercito
turco si ripresentava alle porte di Targoviste. Il principe Vlad tentò
di porre fine definitivamente alla guerra, cercando di assassinare il
Sultano. In testa ad una veloce squadra di cavalleria valacca, si
precipitò come un uragano sull’accampamento nemico, massacrando numerosi
soldati. Ma proprio a pochi metri dalla tenda di Maometto II fu respinto
dai Giannizzeri.
Dopo quest’importante fatto,
Dracula fu costretto a rifugiarsi in un tetro e misterioso castello
nascosto tra i monti ed i boschi della famosa e ormai leggendaria
Transilvania, dove, si racconta, il principe praticava i suoi riti più
macabri. Dopo essere stato imprigionato ancora in Ungheria per mano del
re Mattia Corvino, infine, come in una fiaba, sposa una sorella dello
stesso re. Nel 1476 circa, dopo essere stato ancora per breve tempo
principe di Valacchia, morì violentemente in circostanze misteriose,
forse per mano turca, o di nemici politici, legati al dominio turco,
rimanendo famoso per i suoi gesti cruenti. La sua testa infilzata ad un
palo fu trasportata per le vie del regno per il pubblico ludibrio. Vlad
Dracula, il figlio del diavolo, infatti, ricevette anche l’appellativo
di Tèpes, che in lingua rumena significa “l’impalatore”. Il suo metodo
preferito, per disfarsi degli avversari e principalmente dei suoi
prigionieri turchi, era, infatti, quello di farli impalare. Si dice
usasse tecniche particolari, come lo smussamento e la lubrificazione
della punta, per rendere la penetrazione del palo, all’interno del corpo,
lenta e dolorosa. In alcune stampe del tempo, è ritratto mentre
banchetta con ghigno malefico tra i cadaveri dei suoi nemici.
Una volta, per punire alcuni
emissari turchi che non si scoprirono il capo in sua presenza, fece loro
inchiodare in testa il fez, il caratteristico copricapo. Per dimostrare
il suo odio verso i deboli, fece anche bruciare vivi dentro una stanza,
una folla di storpi e mendicanti. Infine, tanto per ricordare qualche
altra sua nefandezza, puniva le donne accusate di adulterio con lo
scorticamento. Tuttavia, è ricordato e ritratto nei documenti come
personaggio elegante e dai bei lineamenti, baffi affilati, occhi
sporgenti e bocca crudele, come si vede nelle stampe del tempo. Alcuni
storici hanno cercato di rivalutare questo personaggio, ricordando che
molte delle leggende a lui attribuite furono denigrazioni da parte dei
suoi nemici. Ad esempio aiutò l’Europa cristiana a respingere
l’invasione turca e musulmana, aiutò i contadini contro gli spietati
boiari, fu protagonista di altri episodi di generosità e soprattutto,
riportò l’ordine in una regione dilaniata dalle guerre civili. C’è chi
sostiene, ad esempio, che l’episodio del rogo degli storpi fu ordinato
da Vlad Tèpes per impedire una grossa epidemia di peste o di lebbra.
Era un personaggio con un
proprio e particolare codice morale. Quando un mercante denunciò il
furto di 160 ducati d’oro, Dracula glieli fece restituire tutti più uno.
Il mercante allora si recò dal signore e gli disse di aver ricevuto un
ducato in più. Il principe gli rispose di andare in pace, perché se
avesse taciuto su quella moneta d’oro, lo avrebbe fatto impalare! Non
appena salì giovanissimo al trono di Valacchia, fece radunare tutti i
boiari, i nobili proprietari terrieri valacchi, e chiese loro quanti
regni avessero visto passare. I Boiari risposero, ridendo, di averne
visti tanti, ma si preoccuparono quando gli armigeri li circondarono e
Dracula disse loro che troppi re avevano servito, per essere fedeli
servitori. Ne fece impalare più di cinquecento. In ogni modo, si calcola
che il personaggio che ispirò principalmente la figura del vampiro di
Stoker abbia fatto impalare, scorticare, bollire, ardere vivi, e
uccidere, più di cinquantamila uomini.
In Romania, ancora oggi, rimangono intatti la sua fama di eroico e forte
condottiero cristiano, ma feroce e crudele tiranno. Sono visitabili,
ancora, la sua casa natale a Sigisoara, le rovine del palazzo a
Targoviste, il suo castello in Transilvania, vicino alla città di Brasov
e le rovine della sua ultima roccaforte a Poenari, nei Carpazi. Con
l’imminente invenzione della stampa, le sue gesta divennero presto
famose e la misteriosa morte alimentò leggende, e paure tra la gente di
quei posti. Proprio per questo, anche se non esistono certezze del suo
amore per il sapore del sangue, incominciarono a circolare strane voci
sulla sua natura maligna.
Curiosità
Una piccola curiosità:
all’inizio di questo secolo, una spedizione di studiosi, individuò la
presunta tomba di Vlad Tèpes Dracula in un’isola di un lago rumeno.
Ebbene, fu aperta e trovata vuota! Non è troppo inverosimile pensare che
qualche suo contemporaneo abbia ben pensato di trafugarne il corpo per
piantargli un paletto nel cuore e decapitarlo, per ridare pace alla sua
anima e a quella dei contadini della Transilvania. Per la cronaca
occorre poi ricordare che a Vlad Tèpes Dracula successe il figlio, detto
Vlad il Monaco ultimo principe importante della stirpe dei dragoni, che,
a differenza del padre, mise in atto una politica opposta, moderata e di
collaborazione ed alleanza col potente Impero Turco.
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