Assassinio nella cattedrale
(Murder in cathedral, Thomas S Eliot, 1935)
 Thomas Beckett era
un giovane avvocato di cui il re Enrico II aveva fatto il suo favorito e nel
1154 l’insignò del titolo di Cancelliere d'Inghilterra.
I due uomini erano
inseparabili, uniti da una grande amicizia. Fu allora che nacque nella mente
del re un progetto veramente ambiguo: egli bramava le immense ricchezze del
clero inglese, e pensò che avrebbe potuto impossessarsene più facilmente
facendo nominare il suo protetto arcivescovo di Canterbury. Dopo la nomina,
però, Thomas Beckett era diventato un altro uomo. Ritenendo di non poter
servire due padroni, lasciò il suo posto di Cancelliere e si dedicò
esclusivamente alla difesa della Chiesa. Enrico II si sentì tradito. La sua
collera fu terribile: costrinse Beckett a rifugiarsi in Francia. Ma fu
disapprovato da un gran numero di sudditi. Alcune province si sollevarono.
Dinanzi a questa situazione, il re si rassegnò a riconciliarsi con
l'arcivescovo che rientrò in Inghilterra. La notte del 29 dicembre 1170,
quattro cavalieri inviati dal re d’Inghilterra irrompono nella cattedrale di
Canterbury, sede della massima autorità religiosa del regno, portando un
ordine del re: Beckett deve revocare la scomunica ai vescovi che hanno
incoronato il re, oppure tornare in esilio. Beckett rifiuta e i cavalieri lo
minacciano di morte. La tragedia è ormai inevitabile: il vescovo non tenta
di fuggire e viene assassinato cadendo sotto i colpi dei pugnali.

Il gran rifiuto di
Tommaso Moro
Thomas Stearns Eliot - Quartetti
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