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Thomas Mann  -  La Morte a Venezia


Insignito nel 1929 del premio Nobel per la letteratura, Thomas Mann è una figura importante nel panorama letterario del XX secolo. Ironia e analisi psicologica stanno alla base dei suoi romanzi, i cui protagonisti spesso vivono violenti conflitti interiori.  Premio Nobel per la letteratura

La Morte a Venezia

Uno scrittore tedesco in villeggiatura a Venezia vede nell'albergo dove alloggia un ragazzo polacco e rimane fulminato dalla sua bellezza. L'innamoramento, pur essendo del tutto platonico e "a distanza", diventa una morbosa dipendenza e, man mano che si rafforza, procede non solo un completo stravolgimento della sua ordinata esistenza borghese, ma anche una decadenza fisica che alla fine porta alla morte. Gustav von Aschenbach, questo è il nome dell'artista, si rovina a causa di questo amore: incurante di un'epidemia di colera scoppiata nella città lagunare non riparte per la Germania, ma si ostina a rimanere per poter continuare a vedere l'oggetto del suo amore che oltre ad essere platonico, oscilla tra il disperato e il ridicolo. Un racconto sul rapporto tra bellezza, arte e vita, tra borghesia e decadenza, tematiche spesso trattate da Thomas Mann all'inizio del '900. Qui il contrasto tra arte e vita è portato all'estremo, sono due cerchi inconciliabili: la bellezza concreta e reale della vita è più forte: l'artista muore.

Thomas Mann scrisse questo racconto nel 1912 quando era appena ritornato da un viaggio a Venezia. Come in molte altre opere di Mann il contenuto autobiografico è molto elevato. Anche l'amore omoerotico verso il bel ragazzo non è estraneo all'esperienza personale di Mann. Per Goethe, scrivere il Werther e far morire il suo protagonista aveva una funzione liberatoria: così scongiurò una volta per sempre le esasperazioni del coinvolgimento stürmeriano. Thomas Mann che ha sempre sentito una forte "affinità elettiva" nei confronti di Goethe e che soffriva per tutta la vita del contrasto tra rispettabilità borghese e inclinazioni omosessuali certamente sentiva lo stesso bisogno di liberarsi e la morte di Aschenbach deve essere letta anche sotto questo punto di vista.

Un'ulteriore conferma dell'importanza di questo aspetto ci fornisce Thomas Mann stesso. Prima di scrivere "Morte a Venezia" aveva un altro progetto: descrivere l'ultimo amore di Goethe, quando aveva ormai più di settant'anni, per una ragazza diciassettenne, un amore nello stesso modo disperato e al limite del ridicolo, ma è un amore che portò Goethe a scrivere delle poesie che sono tra le sue più belle. Dopo essere stato a Venezia e dopo aver incontrato realmente quel bel ragazzo polacco che nel racconto fa morire Aschenbach, Mann cambiò idea: aveva trovato un soggetto migliore (e più autobiografico!) per quello che voleva scrivere.

Thomas Mann