Riassunti di libri

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Joris-Karl Huysmans: à rebours

Nel 1884 lo scrittore francese di origini fiamminghe Joris-Karl Huysmans scrive un capolavoro del Decadentismo “à rebours” ("Controcorrente") in cui menziona i pittori che si avvicinano alla temperie decadente, Gustave Moreau e Odilon Redon, accostandoli a El Greco. Il protagonista del romanzo, che si vuole ispirato alla figura di Odilon Redon, è un intellettuale che rigetta la noia e la mediocrità della vita contemporanea per chiudersi in una sorta di eremo dove conduce una vita controcorrente e fuori dagli schemi. L’eroe del libro era ossessionato dai sensi e dalla loro relazione con l’immaginario. L'opera di Huysmans conobbe un notevole successo e venne definita "la Bibbia del Decadentismo".

Huysmans nasce a Parigi nel 1848. Esordisce nel mondo letterario nel 1874 con Il vaso di spezie, una raccolta di poemetti in prosa influenzati da Baudelaire. Nel 1876 conosce Zola, che lo introduce nell’ambiente letterario parigino; inizia una forte amicizia che coincide con la partecipazione alla scuola naturalista; ne sono un esempio Le sorelle Vatard e In Famiglia pubblicati rispettivamente nel ’79 e nell’81.

Il termine Decadentismo deriva dal francese décadent, cui è aggiunto il suffisso -ismo, a marcarne l'accezione ideologico-astratta. Nel suo significato proprio, critico e artistico, il Decadentismo fu un episodio della vita letteraria francese, circoscrivibile agli anni 1880-1886, promosso da quella frangia di intellettuali anticonformisti, scapigliati e bohémiens, che a Parigi gravitavano attorno ai cenacoli della Rive Gauche: uno di loro, il poeta Paul Verlaine, il 26 maggio del 1883, pubblicò sulla rivista di tendenza "Le Chat Noir" il sonetto "Langueur", il cui primo verso "Je suis l'Empire à la fin de la décadence", suonò quale parola d'ordine del movimento. Così, in breve tempo, si autodefinirono "décadents" quegli scrittori come Ph.-Auguste-Mathias Villiers de l'Isle-Adam, Stéphane Mallarmé, Jean Moréas, i quali, ispirandosi al magistero ideale di uno degli autori più discussi e controversi della generazione precedente, Charles Baudelaire (Les fleurs du mal, 1857; Les paradis artificiels, 1860), approfondirono lo iato fra arte e costume sociale, pensiero e vita morale, attraverso l'esaltazione del principio mistico, spiritualistico e metafisico del sentimento poetico contro la mediocre volgarità del naturalismo dominante. L'isolamento, la malattia, la nevrosi, l'elevazione dell'artista malinconico e satanico, la contemplazione masochistica della bella donna fatale e crudele (Salomé, Erodiade, Cleopatra), il senso della corruzione e della rovina unito all'entusiasmo per le età crepuscolari (la bassa latinità cristiana, Bisanzio capitale di sensualità e di morte), il gusto per il pallore delle carni, il fascino per l'arte che sottomette la natura (combinazioni sofisticate, talora mostruose, di fiori, profumi, suoni e colori), sono alcune delle tematiche della nuova poetica decadente riassunte nel capolavoro di Joris-Karl Huysmans, À rebours (1884), in cui si racconta l'aristocratica fuga dal mondo alla ricerca di stimoli artificiali volti a procurare sensazioni ineffabili, "controcorrente", come recita appunto il titolo, dell'esteta per antonomasia, l'epicureo Jean des Esseintes, che eserciterà un richiamo potentissimo su tutta la letteratura europea contemporanea, da Gabriele D'Annunzio, Il piacere (1889), a Oscar Wilde, The picture of Dorian Gray (1890):

Era il più strano libro che gli fosse mai capitato tra mano. Gli sembrava che tutti i peccati del mondo, in vesti preziose e al delicato suono di flauti, gli passassero dinanzi in silenzioso corteo.... Era un romanzo senza intreccio e con un solo personaggio, un semplice studio psicologico di un giovane parigino che aveva trascorso la vita tentando di attuare nel secolo XIX tutte le passioni e le idee che appartenevano ad ogni altro secolo eccetto che al suo... Vi erano metafore mostruose come orchidee e che delle orchidee avevano il prezioso colore. La vita dei sensi vi era descritta con il linguaggio della filosofia mistica. A tratti non si capiva se si avevano sott'occhio le estasi spirituali di un santo medievale o le confessioni morbose di un peccatore moderno. Era un libro intossicante; un greve odore di incenso sembrava esalarne e turbare il cervello (cap. X, trad. it. di U. Dettore, Milano, 1951)

L'Estetismo