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Brevi profili, con cronologia, degli investigatori infallibili. |
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1887. Con la pubblicazione del giallo “Uno
studio in rosso” di Arthur Conan Doyle appare l’investigatore più
famoso di tutti i tempi: Sherlock Holmes. Alto, snello, naso aquilino.
Chi non conosce il suo berretto scozzese e il soprabito con mantellina?
Vive al n. 221 B di Baker Street, a Londra, con il suo amico e biografo
dottor Watson. Fuma un pessimo tabacco, ricorre talvolta agli
stupefacenti ma non ne è schiavo, e suona il violino da virtuoso. Il suo
acerrimo nemico e l’arcicriminale professor Moriarty. Sa tutto di
anatomia, chimica, matematica, Diritto, e fatti sensazionali, mentre
ignora quasi tutto di astronomia, filosofia e politica. E’ lui,
comunque, il genio indiscusso dell’arte della deduzione.
1920. Agatha Christie crea il suo celebre investigatore
privato: Hercule Poirot. Ex funzionario della polizia belga, alto meno
di un metro e sessantacinque, ha una testa a forma d’uovo, i capelli
stranamente scuri, e le labbra ornate da un paio di baffi rigidi alla
militare, Vive per anni con il suo amico e biografo Harold Hastings,
facendo sfoggio del suo fiuto di detective dalle “cellule grigie”. La
signora omicidi Agatha Christie ha finito per uccidere anche lui
nell’ultimo romanzo “Sipario”.
1929. Alto, slanciato, occhi chiari, elegante nei suoi
vestiti sportivi, Ellerv Queen appare per la prima volta nel giallo
La poltrona n. 30, scritto dai cugini Frederic Dannay e Manfred B.
Lee, che lo firmano con lo pseudonimo di Ellery Queen. Sebbene faccia lo
scrittore, passa molto tempo a coliezionare libri rari e ad aiutare il
padre, l’ispettore Richard Queen, per risolvere casi difficili. Ellery è
molto attaccato a suo padre con il quale divide l’appartamento sulla
87ma Strada West di New York. Le donne lo trovano attraente, ma lui si
abbandona solo ad avventure romantiche e anche di breve aurata. La forza
di Eillery Queen detective consiste nell’abilità di manipolare
mentalmente gli indizi e i moventi di un complicato caso di omicidio e
di arrivare con logica incontestabile all’unica soluzione possibile.
1929. L’investigalore privato Sam Spade, dello
scrittore americano Dashiell Hammett, è nato a puntate sulla famosa
rivista Black Mask. Il romanzo era intitolato "The maltese falcon" (diventato,
in italiano. Il mistero del falco) e fìrmato Dashiell Hammet. Sam
Spade conosce tutti i poliziotti e i furfanti di San Francisco e loro
lo conoscono e lo rispettano perché lui fa parte anche del loro mondo.
È un idealista e, se infrange spesso la legge, lo fa per assicurare il
delinquente alla giustizia. Dashiell Hammett lo ha idealizzato
rappresentando in lui quello che i suoi colleghi della famosa agenzia
investigativa Pinkerton avrebbero voluto essere.
1930. La prima inchiesta in cui appare Jules Maigret ha
come titolo “Pietr le letton”, "Pietro il lettone". Georges Simenon
descrive il suo commissario di polizia robusto e tarchiato, sempre ben
vestito, con le mani affondate nelle tasche e l’inseparabile pipa in
bocca. Di pipe, Maigret ne ha 15 nel suo ufficio al Quai des Orfèvres,
la sede della polizia giudiziaria di Parigi. Ama la buona tavola, e
sua moglie, oltre a essere una donna dolce, paziente e perspicace, è
un’ottima cuoca, A differenza degli altri investigatori che usano
metodi raziocinanti, Maigret fa affidamento sull’intuito che, infatti,
non lo tradisce mai.
1930. Alta, magra, occhi azzurri, dolci e innocenti, e
capelli candidi come la neve, Miss Marple è il personaggio favorito di
Agatha Christie che la creò nel romanzo “La morte nel villaggio”.
L’ottantenne zitella passa il tempo a sferruzzare, a occuparsi di
giardinaggio, a curiosare e spettegolare. Abita a St. Mary Mead, dove
vive con i soldi che le passa il nipote Raymond West, uno scrittore di
successo. Il suo metodo d’indagine è molto semplice: i casi delittuosi,
lei li risolve per analogia, poiché è convinta che la natura umana e
sempre la stessa. Ragiona così: “Quella donna sembra Carry Edwards e
quella bruna mi ricorda la figlia della signora Hooper: farà fiasco nel
matrimonio carne fece Marv Hooper... “.
1933. Quando appare per la prima volta in “Perry Mason
e le zampe di velluto”, il più famoso avvocato della carta stampata ha
42 anni suonati. Il suo creatore Erle Stanlev Gardner ce lo presenta
come un uomo forte, alto, con gambe lunghe, spalle robuste, occhi
mobili e penetranti. Vive e lavora a Los Angeles e ha come segretaria
Della Street. Se Paul Drake, l’investigatore privato, indaga e lavora
per lui, il tenente Tragg cerca di mettergli (sia pure amichevolmente)
il bastone fra le ruote, arrestandogli i clienti. In tribunale,
comunque, vince sempre, salvando con i suoi abili controinterrogatori i
clienti messi con le spalle al muro dalle domande del procuratore
distrettuale Hamilton Burger.
1934. Nero Wolf, il personaggio creato da Rex Stout, è
senz’altro l’investigatore privato più eccentrico della letteratura
gialla. Pachidermico, misogino. pigro,amante delle orchidee e dei cibi
raffinati, goloso di birra, si considera, ed è considerato, un genio.
Vive a New York nella 35ma Strada West e raramente esce dalla sua casa
di arenaria dove abitano anche Archie Goodwin, suo segretario, autista,
guardia del corpo e biografo, e Fritz Brenner, il cuoco svizzero. Il
titolo del suo primo caso è “La traccia del serpente”.
1939. È l’anno in cui appare uno dei detective più
amati del poliziesco: Philip Marlowe. Raymond Chandler lo descrive fin
dalle prime pagine di “Il grande sonno” come un uomo solitario, sulla
quarantina, alto, con occhi grigi. Più riflessivo e raffinato dei suoi
colleghi che fanno affidamento sulle pistole e sui pugni, ha un’ottima
educazione universitaria, sa citare Eliot e Flaubert. Si rilassa
facendo partite a scacchi, gli piace ascoltare una sinfonia,
ammirareun bel quadro. La sua città, Los Angeles, è marcia. Ed è per
farvi un po’ di pulizia che lui ha scelto il mestiere
dell’investigatore.
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Sherlock Holmes