Brevi profili, con cronologia, degli investigatori infallibili.

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1841. Nasce il primo detective della letteratura gialla. Si chiama Auguste Dupin e appare per la prima volta nei racconto I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe. Giovane, aristocratico, colto, eccentrico e romantico, il cavaliere Dupin detesta la luce del giorno, e vive in una stanza con le persiane chiuse, illuminata soltanto da due candele. Dal suo santuario, dove abita con l'anonimo amico e biografo, esce solo di notte per passeggiare nelle strade deserte di Parigi e godersi l’infinità dell’eccitazione mentale.
1887. Con la pubblicazione del giallo “Uno studio in rosso” di Arthur Conan Doyle appare l’investigatore più famoso di tutti i tempi: Sherlock Holmes. Alto, snello, naso aquilino. Chi non conosce il suo berretto scozzese e il sopra­bito con mantellina? Vive al n. 221 B di Baker Street, a Londra, con il suo amico e biografo dottor Watson. Fuma un pessimo ta­bacco, ricorre talvolta agli stupefacenti ma non ne è schiavo, e suona il violino da virtuoso. Il suo acerrimo nemico e l’arcicriminale professor Moriarty. Sa tut­to di anatomia, chimica, matematica, Diritto, e fatti sensazionali, mentre ignora quasi tutto di astronomia, filosofia e politica. E’ lui, comunque, il genio indiscusso dell’arte della deduzione.
1920. Agatha Christie crea il suo celebre investigatore privato: Hercule Poirot. Ex funzionario della polizia belga, alto meno di un me­tro e sessantacinque, ha una testa a forma d’uovo, i capelli stranamente scuri, e le labbra ornate da un paio di baffi rigidi alla militare, Vive per anni con il suo amico e biografo Harold Hastings, facendo sfoggio del suo fiuto di detective dalle “cellule grigie”. La signora omicidi Agatha Christie ha finito per uccidere anche lui nell’ultimo romanzo “Sipario”.
1929. Alto, slanciato, occhi chiari, elegante nei suoi vestiti sportivi, Ellerv Queen appare per la prima volta nel giallo La poltrona n. 30, scritto dai cugini Frederic Dannay e Manfred B. Lee, che lo firmano con lo pseudonimo di Ellery Queen. Sebbene faccia lo scrittore, passa molto tempo a coliezionare libri rari e ad aiutare il padre, l’ispettore Richard Queen, per risolvere casi difficili. Ellery è molto attaccato a suo padre con il quale divide l’appartamento sulla 87ma Strada West di New York. Le donne lo trovano attraente, ma lui si abbandona solo ad avventure romantiche e anche di breve aurata. La forza di Eillery Queen detective consiste nell’abilità di manipolare mentalmente gli indizi e i moventi di un complicato caso di omicidio e di arrivare con logica incontestabile all’unica soluzione possibile.
1929. L’investigalore privato Sam Spade, dello scrittore americano Dashiell Hammett, è nato a puntate sulla famosa rivista Black Mask. Il romanzo era intitolato "The maltese falcon" (diventato, in italiano. Il mistero del falco) e fìrmato Dashiell Hammet. Sam Spade conosce tutti i poliziotti e i furfanti di San Francisco e loro lo conoscono e lo rispettano perché lui fa parte anche del loro mondo. È un idealista e, se infrange spesso la legge, lo fa per assicurare il delinquente alla giusti­zia. Dashiell Hammett lo ha idealizzato rappresentando in lui quello che i suoi colleghi della famosa agenzia investigativa Pinkerton avrebbero voluto essere.
1930. La prima inchiesta in cui appare Jules Maigret ha come ti­tolo “Pietr le letton”, "Pietro il lettone". Geor­ges Simenon descrive il suo com­missario di polizia robusto e tar­chiato, sempre ben vestito, con le mani affondate nelle tasche e l’inseparabile pipa in bocca. Di pipe, Maigret ne ha 15 nel suo uf­ficio al Quai des Orfèvres, la se­de della polizia giudiziaria di Parigi. Ama la buona tavola, e sua moglie, oltre a essere una donna dolce, paziente e perspicace, è un’ottima cuoca, A differenza degli altri investigatori che usano me­todi raziocinanti, Maigret fa affi­damento sull’intuito che, infatti, non lo tradisce mai.
1930. Alta, magra, occhi azzurri, dolci e innocenti, e capelli candidi come la neve, Miss Marple è il personaggio favorito di Agatha Christie che la creò nel romanzo “La morte nel villaggio”. L’ottantenne zitella passa il tempo a sferruz­zare, a occuparsi di giardinaggio, a curiosare e spettegolare. Abita a St. Mary Mead, dove vive con i soldi che le passa il nipote Raymond West, uno scrittore di successo. Il suo metodo d’indagine è molto semplice: i casi delittuosi, lei li risolve per analogia, poiché è convinta che la natura umana e sempre la stessa. Ragiona così: “Quella donna sembra Carry Edwards e quella bruna mi ricorda la figlia della signora Hooper: farà fiasco nel matrimonio carne fece Marv Hooper... “.
1933. Quando appare per la pri­ma volta in “Perry Mason e le zampe di velluto”, il più famoso avvocato della carta stampata ha 42 anni suonati. Il suo creatore Erle Stanlev Gardner ce lo presenta come un uomo forte, alto, con gambe lunghe, spalle robuste, occhi mobili e penetranti. Vive e lavora a Los Angeles e ha come se­gretaria Della Street. Se Paul Drake, l’investigatore privato, indaga e lavora per lui, il tenente Tragg cerca di mettergli (sia pure amichevolmente) il bastone fra le ruo­te, arrestandogli i clienti. In tribunale, comunque, vince sempre, salvando con i suoi abili controinterrogatori i clienti messi con le spalle al muro dalle domande del procuratore distrettuale Hamilton Burger.
1934. Nero Wolf, il personaggio creato da Rex Stout, è senz’altro l’investigatore privato più eccentrico della letteratura gialla. Pachidermico, misogino. pigro,amante delle orchidee e dei cibi raffinati, goloso di birra, si considera, ed è considerato, un genio. Vive a New York nella 35ma Strada West e raramente esce dalla sua casa di arenaria dove abitano anche Archie Goodwin, suo segretario, autista, guar­dia del corpo e biografo, e Fritz Brenner, il cuoco svizzero. Il titolo del suo primo caso è  “La traccia del serpente”.
1939. È l’anno in cui appare uno dei detective più amati del poliziesco: Philip Marlowe. Raymond Chandler lo descrive fin dalle prime pagine di “Il grande sonno” come un uomo solitario, sulla quarantina, alto, con occhi grigi. Più riflessivo e raffinato dei suoi colleghi che fanno affidamento sulle pistole e sui pugni, ha un’ottima educazione universitaria, sa citare Eliot e Flaubert. Si rilassa facen­do partite a scacchi, gli piace ascoltare una sinfonia, ammirareun bel quadro. La sua città, Los Angeles, è marcia. Ed è per farvi un po’ di pulizia che lui ha scelto il mestiere dell’investigatore.


Sherlock Holmes