| Sesso e lussuria |
La carta e la carne, edizioni e seduzioni. I libri sono da sempre oggetti pericolosi. Veicolano idee, spesso rivoluzionarie; raccontano storie, capaci persino di far perdere il senno; sono testimoni della storia, che molti vorrebbero dimenticare. A volte, soprattutto, sono uno straordinario boudoir dei sensi: offrono, in cambio di pochi denari, tutti i piaceri di cui l’uomo è perennemente in cerca. Sono i libri proibiti: romanzi, poesie, novelle, pamphlet, libelli, memorie che - tra erotismo e pornografia, irreligione e materialismo - parlano di sesso e di lussuria. In luoghi o momenti in cui farlo è una colpa. La
storia dell’editoria, soprattutto quella del Sei e Settecento, ben conosce
queste opere censurate dai governi, messe all’Indice dalla Chiesa,
esecrate dalla società benpensante, eppure ricercatissime dagli spiriti
liberi - o licenziosi, a seconda dei punti di vista. E le biblioteche di
mezza Europa ne sono piene: libri rinchiusi per secoli in un fondo
speciale, proibito ai lettori, fonte leggendaria di pruderie e curiosità.
Alla British Library di Londra questa sezione vietata alla consultazione
si chiama «Arcana»; alla Bibliotheque Nazionale di Parigi, «Enfer»:
inferno. A Milano, alla Braidense, la raccolta di libri «sulfurei» chiusa
al pubblico si chiama invece «Fondo riservata erotica». Edizioni rarissime, spesso
riccamente illustrate, testi dimenticati, classici del pensiero libertino,
poesie dialettali: nell’«Enfer» della Braidense “brucia” di tutto: l’opera
omnia del marchese De Sade, naturalmente; l’inquietante Erotika Biblion
del conte de Mirabeau (1749-91), commento di tutte le oscenità contenute
nei testi antichi, Bibbia compresa; gli scritti licenziosi di Ferrante
Pallavicino, a partire dall’“illeggibile” La retorica delle puttane
(1642), i Contes et Nouvelle en vers di La Fontaine del 1665 (e queste non
sono favole... ); L’enfant du bordel di Charles Pigault-Lebrunil, il primo
libro dell’800 comparso anonimo e clandestino; il celebre Gamiani di De
Musset, uno dei grandi testi proibiti del romanticismo; e poi l’esteta
gaudente Pierre Louys (1870-1925), le poesie «oscene» di Giorgio Baffo,
preziosi volumi sull’eros pompeiano o sul culto di Priapo, trattati
sull’igiene sessuale o sulla storia della prostituzione e persino la
Milano sconosciuta di Paolo Valera... Libri che leggere è davvero sempre
un piacere. |