Arabi - L'uso delle cifre
Mentre gli antichi Cinesi per indicare i numeri usavano dei trattini, che poi raggruppavano secondo una particolare tècnica (prima riga a sinistra), i Greci fecero ricorso alle prime lettere dell'alfabeto (seconda riga). Non molto diversamente si comportarono i Romani (terza riga). Solo piuttosto tardi gli Arabi introdussero l'uso delle cifre (prima e seconda riga a destra), dette impropriamente arabiche in quanto risultano essere di origine indiana. La numerazione araba altro non è infatti che la notazione numerica indiana, precedente almeno di cinque secoli la sua diffusione nel nostro continente: notazione, che, se da un lato permetteva di eseguire qualsiasi operazione matematica con grande facilità, dall'altro consentiva di operare su cifre enormi. E ciò per non dire del gigantesco passo fatto dalla scienza matematica dopo la scoperta dello zero realizzata anch'essa dagli scienziati indiani sin dal III secolo a.C. C'è di più. Aver diffuso le cifre nei paesi mediterranei fu merito non solo degli Arabi, che le usarono soprattutto nei calendari, ma anche del pisano Alessandro Fibonacci (1170 - 1240 circa), cultore e maestro di scienze matematiche, il quale per la prima volta adottò nei suoi diffusissimi testi il nuovo sistema di scrittura.