Intorno a Marinetti si raccolgono numerosi artisti (tra i primi Boccioni, Balla, Carrà, Russolo, Sant'Elia, Severini e altri in epoche diverse) che, galvanizzati dalla sua prepotente, sulfurea personalità, elaborano idee, compilano manifesti e dichiarazioni, promuovono incontri il più delle volte burrascosi e volutamente provocatori, organizzano mostre e serate teatrali, pubblicano opere ardite che, rifiutando il tono discorsivo, esibiscono un'esposizione movimentata ed aggressiva di parole, simboli, allegorie con l'intento di sovvertire gli schemi della cultura definita "passatista".
Il Futurismo ha grande risonanza in Europa dove riscuote consensi entusiasti e suscita polemiche accese.

 

1.

Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all'energia     e alla temerità.

2.

l coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3.

La letteratura esaltò, fino ad oggi, l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.

4.

Noi affermiamo  che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità...

7.

Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.

8.

Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

9.

Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo -, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10.

Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie       d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.

11.

Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro... il vibrante fervore degli arsenali e dei cantieri... i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcono i fiumi... i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.

E' dall’Italia che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari.

1.

Bisogna distruggere la sintassi, disponendo  i  sostantivi a caso come nascono.

2.

Si deve usare il verbo all’infinito...

3.

Si deve abolire l’aggettivo...

4.

Si deve abolire l’avverbio...

5.

Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essere seguito, senza congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia. Esempio: uomo-torpediniera, donna-golfo, folla-risacca, piazza-imbuto, porta-rubinetto...

6.

Abolire anche la punteggiatura. Essendo soppressi gli aggettivi, gli avverbi e le congiunzioni, la punteggiatura è naturalmente annullata, nella continuità varia di uno stile vivo, che si crea da sé, senza le soste assurde delle virgole e dei punti. Per accentuare certi movimenti e indicare le loro direzioni si impiegheranno i segni della matematica: + - x : =, e i segni musicali.

9.

Per dare i movimenti successivi di un oggetto bisogna dare la catena delle analogie che esso evoca, ognuna condensata, raccolta in una parola essenziale...

10.

Siccome ogni specie di ordine è fatalmente  un prodotto dell'intelligenza cauta o guardinga, bisogna orchestrare le immagini disponendole secondo un maximum di disordine.

11.

Distruggere nella letteratura l’io, cioè tutta la psicologia. L’uomo completamente avariato dalla biblioteca e dal numero, sottoposto a una logica e ad una saggezza spaventose, non offre assolutamente più interesse alcuno. Dunque, dobbiamo abolirlo nella lette­ratura, e sostituirlo finalmente con la materia, di cui si deve afferrare l’essenza a colpi di intuizione, la qual cosa non  potranno mai fare i fisici né i chimici. Sorprendere attraverso gli oggetti  in libertà e i motori capricciosi la respirazione, la sensibilità e gli istinti dei metalli, della pietra, del legno, ecc.  Sostituire la psicologia  dell’uomo, ormai esaurita, con l’ossessione lirica della materia.



FILIPPO TOMMASO MARINETTI
DEFINIZIONE DI FUTURISMO 1924
(3'8'',real audio, 1137 kb)