MISTICO
 

 

Il termine "mistico", compare per la prima volta come aggettivo della parola Teologia. Con l'espressione Teologia Mistica si intendeva indicare una Teologia del "silenzio" (mistico deriva dal greco miein, tacere), esprimente l’impossibilità di una conoscenza positiva, ovvero descrittiva di Dio in quanto Assoluto , pertanto non definibile e quindi trascendente ogni concetto.
Ecco quindi il manifestarsi di una Teologia "negativa" che, preso atto dell'impossibilità di conoscere Dio attraverso la via descrittiva, si rifugia nel silenzio, appunto, di ogni concetto, idea, parola.
Figura cardine di questa corrente di pensiero è Dionigi Pseudo Areopagita, che circa nel V secolo d.C. teorizza, in un suo trattato intitolato appunto Teologia Mistica, gli aspetti fondamentali della Teologia Negativa.
Nel 1300 Meister Eckhart e, successivamente, i suoi discepoli Taulero e Suso riprendono, sviluppano e approfondiscono tale corrente di pensiero. Gli aspetti fondamentali dei loro scritti sono l'insistere sulla impossibilità di un conoscenza positiva di Dio e sulla via del distacco. L'uomo, ovvero, si deve disappropriare del proprio Io psicologico (importante ricordare a tal proposito la tripartizione antropologica fornita da S. Paolo, secondo la quale l'uomo risulta costituito da: corpo, anima e sue facoltà, spirito) e di tutte le sue costruzioni ed esigenze, per ritrovare nel "Luogo Mistico" per eccellenza, ovvero quello che Eckhart chiama il "fondo dell'anima", nel silenzio di ogni facoltà mentale, la propria dimensione spirituale. E riunirsi quindi a Dio, che, come ricorda il Vangelo di Giovanni, è appunto Spirito.

 
OSSIMORI  

Mobilitazione Globale dei No-global

Volontariato per il Servizio Civile Obbligatorio

Ossimori Concilianti

 

SANT'AGOSTINO  
Era pronto ad ammettere che la Bibbia parlava spesso per metafore e allegorie, e quindi può essere benissimo che i sette giorni
della creazione siano stati anche sette millenni. La Chiesa ha fondamentalmente accettato questa posizione ermeneutica.

 
CERTOSINI  
"A lode della gloria di Dio, Cristo, Verbo del Padre, per mezzo dello Spirito Santo, si scelse fin dal principio degli uomini per condurli nella solitudine e per unirli a sé in intimo amore . Seguendo tale chiamata, nell’anno 1084, Maestro Bruno entrò con sei compagni nel deserto di Certosa e vi si stabilì."
Bruno, il fondatore dei certosini, è nato a Colonia, in Germania, verso il 1030, giovanissimo studiò nella scuola cattedrale di Reims. Promosso dottore, Canonico del Capitolo cattedrale, nel 1056, fu nominato Maestro , cioè Rettore dell’Università. È stato uno dei maestri più insigni del suo tempo: " ...un uomo prudente, dalla parola profonda."Dopo un tentativo di vita solitaria di breve durata, giunse nella regione di Grenoble, il cui vescovo, Ugo, gli offrì un luogo solitario nelle montagne della sua diocesi. Nel mese di giugno del 1084, il vescovo lo conduce assieme ai suoi sei compagni nell’impervia valle di Chartreuse, che darà il suo nome all’Ordine. Qui costruiscono il loro eremo, formato da qualche capanna di legno che dava su un chiostro o portico, che permetteva l’accesso, senza troppo soffrire le intemperie, ai luoghi di riunione comunitaria: la chiesa, il refettorio, la sala del capitolo.Dopo sei anni di quieta vita solitaria, Bruno fu chiamato dal papa Urbano II al servizio della Sede apostolica.  . Consigliere del Papa, Bruno non si sentì a proprio agio presso la corte pontificia. Rimase a Roma solo pochi mesi. Con il suo consenso fondò un nuovo eremo nei boschi della Calabria, presso l’attuale Serra San Bruno. Alcuni nuovi compagni si unirono a lui. È qui che morì il 6 ottobre 1101
A partire dal 1140 l’Ordine dei Certosini nasce ufficialmente e si colloca accanto alle grandi istituzioni monastiche del Medio Evo.

 
RELATIVISMO  
Che cosa vuole dire 'relativismo' in filosofia? Che le nostre rappresentazioni del mondo non ne esauriscono la complessità, ma ne sono sempre visioni prospettiche, ciascuna delle quali contiene un germe di verità? Ci sono stati e ci sono filosofi cristiani che hanno sostenuto questa tesi. Che queste rappresentazioni non vanno giudicate in termini di verità ma in termini di rispondenza a esigenze storico culturali? Lo sostiene, nella sua versione del 'pragmatismo', un filosofo come Rorty. Che ciò che conosciamo è relativo al modo in cui il soggetto lo conosce? Siamo al vecchio e caro kantismo. Che ogni proposizione è vera solo all'interno di un dato paradigma? Si chiama 'olismo'. Che i valori etici sono relativi alle culture? Si era iniziato a scoprirlo nel Seicento. Che non ci sono fatti ma solo interpretazioni? Lo diceva Nietzsche. Si pensa all'idea che se non c'è Dio tutto è permesso? Nichilismo dostoevskiano.
Sembra che il termine 'relativismo' possa essere riferito a forme di pensiero moderno sovente in reciproco contrasto - e si dice 'relativismo' con la foga polemica con cui i gesuiti ottocenteschi parlavano di 'veleno kantiano'.

 
FONDAMENTALISMO  
E' un principio ermeneutico, legato all'interpretazione di un Libro Sacro. Ci sono forme di fondamentalismo in tutte e tre le religioni monoteistiche del Libro, ma il fondamentalismo cristiano nasce negli ambienti protestanti ed è caratterizzato dalla decisione d'interpretare letteralmente le Scritture; da cui tutti i dibattiti ancora attuali sul darwinismo, rifiutato perché non racconta la stessa storia del Genesi.
Quello che viene bollato come fondamentalismo è  un classico atteggiamento (o tentazione perenne) del pensiero religioso (non solo cristiano ma anche per esempio islamico) che è l'integrismo (o integralismo), e cioè la pretesa che i principi religiosi debbano diventare al tempo stesso modello di vita politica e fonte delle leggi dello stato.

 
GRAMMATICA
Una grammatica generativa è un insieme di regole the determina la forma e il significato delle parole e degli enunciati in una lingua particolare, cosi com'è parlata in una comunità. Una grammatica mentale e l'ipotetica grammatica generativa immagazzinata inconsciamente nel cervello di una persona

 Nessuna delle due deve essere confusa con la grammatica prescrittiva o stilistica insegnata a scuola e spiegata nei manuali di stile, e che consiste in una guida su come si «dovrebbe» parlare in un certo dialetto prestigioso o scritto.

 La « grammatica universale» è il progetto che sta alla base delle grammatiche di tutte le lingue umane; si riferisce anche al circuito presente nel cervello dei bambini, the permette loro di apprendere la grammatica della lingua dei genitori. Una grammatica a struttura sintagmatica è una grammatica generativa che consiste solo di regole che definiscono strutture sintagmatiche.
 

CARATTERISTICHE DEL" POPOLO UNIVERSALE"
Il valore attribuito alle capacità dialettiche. Il pettegolezzo. La menzogna. L'imbroglio. L'umorismo verbale. L'insulto scherzoso. Le forme di discorso poetico e retorico. La narrazione e il racconto. La metafora. La poesia con ripetizione di elementi linguistici e di strofe separate da pause. Parole che indicano i giorni, i mesi, le stagioni, gli anni, il passato, il presente, il futuro, le parti del corpo, gli stati d'animo (emozioni, sensazioni, pensieri), le tendenze comportamentali, la flora, la fauna, il tempo, gli strumenti, lo spazio, il movimento, la velocità, la posizione, le dimensioni spaziali, le proprietà fisiche, il dare, il prestare, l'influenza sulle persone e le cose, i numeri (al minimo «uno», <<due>> e «più di due»), i nomi propri, il possesso. Le distinzioni tra padre e madre. Le categorie della parentela, definite nei termini di madre, padre, figlio, figlia, e sequenza di età. Le distinzioni binarie, inclusi maschio e femmina, nero e bianco, naturale e culturale, buono e cattivo. Le relazioni logiche, incluse «non» , «e», «lo stesso>>, <<equivalente>>, «opposto», il generale contrapposto al particolare, la parte al tutto. Il ragionamento congetturale (che inferisce la presenza di entità assenti e invisibili dalle loro tracce percepibili).

La comunicazione vocale non linguistica, come i gridi e i lamenti. L'interpretazione delle intenzioni a partire dal comportamento. ll riconoscimento delle espressioni facciali di felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto e contentezza. L'uso del sorriso per il saluto amichevole. Il pianto. La seduzione con gli occhi. L'azione di mascherare, modificare e mimare le espressioni facciali. Le manifestazioni di affetto.

Il senso di sè contrapposto al senso degli altri, la responsabilità, il comportamento involontario contrapposto a quello volontario,l'intenzione, la vita interiore segreta, gli stati mentali normali opposti a quelli anormali. L'empatia. L'attrazione sessuale. La potente gelosia sessuale. Le paure infantili, specialmente per i rumori forti, e, alla fine del primo anno, per gli estranei. La paura dei serpenti. I sentimenti «edipici» (possessività nei confronti della madre e freddezza nei confronti del suo consorte). Il riconoscimento facciale. L'ornamento del corpo e l'acconciatura dei capelli. L'attrazione sessuale, basata in parte sui segnali di salute, e nelle donne, sulla giovinezza. L'igiene. La danza. La musica. II gioco, inclusi i combattimenti.

La manifattura di molti tipi di utensili e il bisogno di servirsene, la loro qualità spesso permanente e la loro fabbricazione su motivi trasmessi culturalmente: coltelli, mortai, contenitori, corde, leve, lance. L'uso del fuoco per cuocere il cibo e per altri scopi. Le droghe, sia medicinali che ricreative. I ricoveri. La decorazione degli artefatti. Un tempo e uno schema fissi per to svezzamento. La vita in gruppi che difendono un territorio e hanno la sensazione di essere un popolo ben preciso. Le famiglie costruite attorno alla madre (solitamente biologica) e ai bambini, e uno o più uomini. Il matrimonio istituzionalizzato, nel senso di diritto pubblicamente riconosciuto all'accesso sessuale verso una donna destinata a generare figli. La socializzazione dei bambini (inclusa l'educazione alla pulizia) appresa dai parenti più grandi. I bambini che copiano gli adulti. La distinzione tra legami di parentela vicini e lontani, e la preferenza per quelli vicini. Il tabù dell'incesto tra madri e figli. Grande interesse per l'argomento sesso.
Lo status e il prestigio, sia assegnati (per nascita, età e sesso) sia conquistati. Un certo grado di diseguaglianza economica. La divisione del lavoro per sesso ed età. Maggior coinvolgimento con i figli da parte delle donne. Maggior aggressione e violenza da parte degli uomini. Il riconoscimento delle differenze tra la natura maschile e quella femminile. Il predominio degli uomini nella sfera politica pubblica. Lo scambio di lavoro, beni e servizi. La reciprocità, incluso il render la pariglia. I doni. La ragionevolezza sociale. Le coalizioni. Il governo, nel senso di decisioni collettive vincolanti sugli affari pubblici. I capi, quasi sempre non dittatoriali, forse effimeri. Le leggi, i diritti e le obbligazioni, incluse le leggi contro la violenza, la rapina e l'assassinio. La punizione. Il conflitto, che viene deplorato. La violenza sessuale. L'esigenza di ottenere giustizia per i torti ricevuti. La mediazione. I conflitti dentro e fuori dal gruppo. La proprietà e il suo propagarsi per via ereditaria. Il senso del giusto e dello sbagliato. L'invidia.
L'etichetta. L'ospitalita. Le feste. La vita diurna. Gli standard di modestia sessuale. Il sesso generalmente in privato. L'amore per i dolci. I tabù alimentari. La discrezione nell'eliminazione delle scorie corporee. Le credenze nel sovrannaturale. La magia per sostenere e allungare la vita, e per attirare il sesso opposto. Le teorie sulla fortuna e la sfortuna. Le spiegazioni delle malattie e della morte. La medicina. I rituali, inclusi i riti di passaggio. La sepoltura dei morti. Il sogno, l'interpretazione dei sogni.
Ovviamente, questo non è un elenco di istinti o di propensioni psicologiche innate: è un elenco di interazioni complesse tra una natura umana universale e le condizioni di vita in un corpo umano sul nostro pianeta.
 

MODI DI TRASMETTERE NOTIZIE NELL'ANTICHITA'
Il ruolo dell'uomo come messaggero ha una lunga preistoria. Ricordiamoci dell'oplite ateniese che copri' la distanza da Maratona fino ad Atene correndo, per annunciare agli ateniesi la vittoria contro le truppe persiane a Maratona, nel 490 a.c.
Comunque, una tappa importante per la diffusione delle notizie fu l'invenzione della scrittura che costitui' la presupposizione per la creazione del giornale. I giornali non avevano niente a che vedere con la carta stampata a cui oggi diamo il nome di giornale.
Si trattava solitamente di memorandum militari, “un rapporto dei fatti del giorno”.
Famosi furono i “giornali del re”, di Alessandro Magno, dove furono registrate a base quotidiana le attivita' del grande generale.
Un po' piu' simile al giornale di oggi fu un tipo di diario dove gli avvenimenti piu' importanti del giorno furono registrati. I romani furono forse i primi di comprendere l' utilita` di un diario tale ed ebbero assegnato la sua composizione al grande Pontefice.
Gli avvenimenti piu' significativi, insieme con la loro data, furono scritti su cartelli bianchi che furono sospesi in luoghi pubblici cosi' furono accessibili alla gente. Si tratta dei “Annales maximi” i quali con il passare degli anni furono raccolti in decine di volumi.
Senza dubbio, molto piu' vicino ai giornali di oggi furono le Acta Senatus, cioe' i fatti del Senato Romano e le Acta Populi (Romani) – diuma - (atti quotidiani del popolo romano), una specie di giornale dove furono pubblicati gli avvenimenti piu' importanti del giorno. Contennero cioe' la parte dei giornali di oggi che contengono le notizie locali o interni. Articoli di centro, analisi finanziarie, appendici, ecc, furono sconosciute all'epoca. Nessuna copia di quel giornale e' salvata. Cosi', non sappiamo quanto veritiero sia un foglio falso delle Acta populi diuma, lo scrittore del quale, senza dubbio molto piu' giovane dall'epoca a cui si riferisce il foglio, lo presento' come un giornale che circolo' a Roma nel 29 Marzo del 168 a. C. Tra i suoi contenuti sono notizie che riguardano l'assunzione ufficiale delle funzioni di un nuovo sovrano di nome Licinio, lo scoppio di una tempesta con fulmini, il conflitto con persone ferite in una osteria, le multe imposte a macellerie per trasgressione alle norme sanitarie, l'arresto di un agente di borsa sparito dopo essersi appropriato indebitamente del denaro altrui, l'esecuzione di un condannato a morte e la partenza dell'armata punica dal porto di Ostia.
Comunque, fogli falsi di “giornali’’ circolarono gia' dagli anni romani. Allora, per esempio, apparvero come originali, testi che si considerava fossero stati scritti dalla fronte della guerra troiana da un tale Diktis di Creta e da un Daris da Frigia dell'Asia minore! In altre parole, questi due personaggi furono considerati… corrispondenti di guerra che fecero reportage dai campi di battaglia dove Achille lottava con Ettore. Dictis dava notizie dalla parte dei greci dato che partecipava alle truppe di Idomeneas, del re di Creta; mentre il secondo, dalla parte dei troiani, dal momento che prestava servizio presso l'esercito di Priamo. E mentre questa falsificazione era non solo evidentissima ma anche grossolana comunque durante gli anni bizantini esisterono degli scrittori che condiderarono che i due sopramenzionati avessero seguito di persona le lotte sanguinose che ebbero descritto nella pianura dello Scamandro tra gli Achei ed i Troiani.
 
MELODRAMMA
Il '700 è, nel complesso, il secolo in cui si compie il processo di reinserimento dell'Italia nella politica europea, mediante la partecipazione alle guerre di successione spagnola, polacca e austriaca. I trattati di Utrecht (1713) e di Rastadt (1714), coi quali si conclude la guerra di successione spagnola, iniziata nel 1700, sanciscono la fine del dominio della Spagna in Italia e l'inizio di quello austriaco
Con la pace di Vienna (1738), che pone fine alla guerra di successione polacca (1733-35), la situazione dell'Austria subisce un grave rovescio: Napoli e la Sicilia passano ai Borboni spagnoli e i franco-piemontesi s'impadroniscono della Lombardia, ma i Savoia devono accontentarsi di Novara e Tortona; l'Austria riesce solo ad ottenere il ducato di Parma-Piacenza e il granducato di Toscana (dove nel '37 si è estinta la dinastia medicea): la Toscana è attribuita al duca di Lorena, marito della futura imperatrice austriaca Maria Teresa (durante la guerra la Lorena era stata occupata dai francesi).
La pace di Aquisgrana (1748) conclude la guerra di successione austriaca che fu causata dalla morte dell'imperatore Carlo VI (1740), che non aveva figli maschi e che, temendo che la sua morte avrebbe potuto fornire agli Stati europei il pretesto per smembrare i domini austriaci, aveva emanato un decreto (Prammatica Sanzione) col quale stabiliva, per la prima volta, che in mancanza di una discendenza maschile la corona sarebbe passata di diritto a quella femminile. Prima che l'imperatore morisse, la maggior parte degli Stati europei aveva riconosciuto la Prammatica Sanzione (e quindi la figlia di Carlo VI, Maria Teresa, come erede al trono), ma dopo la sua morte, Francia, Prussia, Polonia, Baviera e Napoletano fecero 8 anni di guerra per spartirsi i domini austriaci (il re borbone di Napoli aspirava al ducato di Parma-Piacenza; la Spagna aspirava alla Lombardia).

L'Arcadia

L'Accademia d'Arcadia viene fondata nel 1690 a Roma, da parte di un gruppo di letterati (Gravina, Crescimbeni…) che erano soliti frequentare il circolo letterario istituito dall'ex regina Cristina di Svezia, stabilitasi a Roma (1655) dopo aver abdicato ed essersi convertita al cattolicesimo. Questi letterati, promuovono, con l'appoggio della Curia romana, l'antibarocchismo e la restaurazione classicistica (Arcadia è il nome di un'antica regione della Grecia, dove, secondo la tradizione letteraria, i pastori, vinta la durezza della vita primordiale, vivevano felici, in semplicità). I soci del circolo fondarono sezioni in tutta Italia. Il classicismo cui essi si rifanno è soprattutto quello di Petrarca, ma anche quello di Poliziano, Lorenzo il Magnifico...
Il nuovo mito è quello idillico-bucolico-pastorale, simile per astrattezza di contenuti alla poetica e alla letteratura del '600, ma diverso nelle forme dal barocco decadente di quel periodo. Il nuovo ideale è quello di una letteratura semplice, chiara, disciplinata (l'Arcadia non a caso accettò la filosofia razionalistica di Cartesio, ovviamente nei limiti dell'ortodossia cattolica e rifiutando l'identità di poesia e scienza). Il mondo immaginato resta fantastico, senza complicazioni sentimentali, sereno, lontano dalle stravaganze della letteratura barocca, che deformava gli aspetti del reale fino all'assurdo. L'Arcadia adottò tutta una simbologia pastorale (ad es. il suo protettore è Gesù Bambino, che si manifestò anzitutto ai pastori).
Il maggior rappresentante dell'Arcadia è Pietro Metastasio (al secolo Pietro Trapassi).

Metastasio si pose il problema di dare dignità artistica e severità morale ad un genere screditato presso gli intellettuali: il melodramma, essendo esso caratterizzato da atteggiamenti ridicoli e farseschi (mescolanza di tragico e comico, di eroismo ed erotismo, eccessiva scenografia). La sua riforma del melodramma consiste:

a) distingue nettamente poesia e musica, privilegiando la prima (la musica come commento della poesia);
b) non segue alla lettera le tre regole aristoteliche di unità di tempo-luogo-azione;
c) al centro delle sue opere vi è sempre un eroe (Enea, Tito, Attilio Regolo...) che vince se stesso, sacrificando al dovere gli affetti e le passioni, ma il protagonista è un personaggio più vicino ai cortigiani e aristocratici del '700 che non agli eroi tradizionali della cultura greco-latina, che è sicuramente più tragica;
d) il gusto melodrammatico respinge sia gli estremi della tragedia che lo scontro drammatico di passioni violente e la rappresentazione realistica di vicende quotidiane. I contrasti fra passione e dovere, sentimento e ragione non diventano mai grandi scontri ideali e morali. Il mondo del Metastasio è quello della commedia dolce-amara dell'amore, con apparenze serie e decorose. Con i suoi melodrammi sentimentali egli anticipa il Goldoni, con quelli eroici anticipa l'Alfieri.