| OSSIMORI |
|
Mobilitazione
Globale dei No-global
|
|
| SANT'AGOSTINO |
| Era pronto
ad ammettere che la Bibbia parlava spesso per metafore e allegorie, e quindi
può essere benissimo che i sette giorni della creazione siano stati anche sette millenni. La Chiesa ha fondamentalmente accettato questa posizione ermeneutica. |
| CERTOSINI |
| "A lode
della gloria di Dio, Cristo, Verbo del Padre, per mezzo dello Spirito Santo,
si scelse fin dal principio degli uomini per condurli nella solitudine e per
unirli a sé in intimo amore . Seguendo tale chiamata, nell’anno 1084,
Maestro Bruno entrò con sei compagni nel deserto di Certosa e vi si
stabilì." Bruno, il fondatore dei certosini, è nato a Colonia, in Germania, verso il 1030, giovanissimo studiò nella scuola cattedrale di Reims. Promosso dottore, Canonico del Capitolo cattedrale, nel 1056, fu nominato Maestro , cioè Rettore dell’Università. È stato uno dei maestri più insigni del suo tempo: " ...un uomo prudente, dalla parola profonda."Dopo un tentativo di vita solitaria di breve durata, giunse nella regione di Grenoble, il cui vescovo, Ugo, gli offrì un luogo solitario nelle montagne della sua diocesi. Nel mese di giugno del 1084, il vescovo lo conduce assieme ai suoi sei compagni nell’impervia valle di Chartreuse, che darà il suo nome all’Ordine. Qui costruiscono il loro eremo, formato da qualche capanna di legno che dava su un chiostro o portico, che permetteva l’accesso, senza troppo soffrire le intemperie, ai luoghi di riunione comunitaria: la chiesa, il refettorio, la sala del capitolo.Dopo sei anni di quieta vita solitaria, Bruno fu chiamato dal papa Urbano II al servizio della Sede apostolica. . Consigliere del Papa, Bruno non si sentì a proprio agio presso la corte pontificia. Rimase a Roma solo pochi mesi. Con il suo consenso fondò un nuovo eremo nei boschi della Calabria, presso l’attuale Serra San Bruno. Alcuni nuovi compagni si unirono a lui. È qui che morì il 6 ottobre 1101 A partire dal 1140 l’Ordine dei Certosini nasce ufficialmente e si colloca accanto alle grandi istituzioni monastiche del Medio Evo. |
| RELATIVISMO |
Che
cosa vuole dire 'relativismo' in filosofia? Che le nostre rappresentazioni
del mondo non ne esauriscono la complessità, ma ne sono sempre visioni
prospettiche, ciascuna delle quali contiene un germe di verità? Ci sono
stati e ci sono filosofi cristiani che hanno sostenuto questa tesi. Che
queste rappresentazioni non vanno giudicate in termini di verità ma in
termini di rispondenza a esigenze storico culturali? Lo sostiene, nella sua
versione del 'pragmatismo', un filosofo come Rorty. Che ciò che conosciamo è
relativo al modo in cui il soggetto lo conosce? Siamo al vecchio e caro
kantismo. Che ogni proposizione è vera solo all'interno di un dato
paradigma? Si chiama 'olismo'. Che i valori etici sono relativi alle
culture? Si era iniziato a scoprirlo nel Seicento. Che non ci sono fatti ma
solo interpretazioni? Lo diceva Nietzsche. Si pensa all'idea che se non c'è
Dio tutto è permesso? Nichilismo dostoevskiano.Sembra che il termine 'relativismo' possa essere riferito a forme di pensiero moderno sovente in reciproco contrasto - e si dice 'relativismo' con la foga polemica con cui i gesuiti ottocenteschi parlavano di 'veleno kantiano'. |
| FONDAMENTALISMO |
| E'
un principio ermeneutico, legato all'interpretazione di un Libro Sacro. Ci
sono forme di fondamentalismo in tutte e tre le religioni monoteistiche del
Libro, ma il fondamentalismo cristiano nasce negli ambienti protestanti ed è
caratterizzato dalla decisione d'interpretare letteralmente le Scritture; da
cui tutti i dibattiti ancora attuali sul darwinismo, rifiutato perché non
racconta la stessa storia del Genesi. Quello che viene bollato come fondamentalismo è un classico atteggiamento (o tentazione perenne) del pensiero religioso (non solo cristiano ma anche per esempio islamico) che è l'integrismo (o integralismo), e cioè la pretesa che i principi religiosi debbano diventare al tempo stesso modello di vita politica e fonte delle leggi dello stato. |
| GRAMMATICA |
| Una grammatica
generativa è un insieme di regole the determina la forma e il significato
delle parole e degli enunciati in una lingua particolare, cosi com'è parlata
in una comunità. Una grammatica mentale e l'ipotetica grammatica generativa
immagazzinata inconsciamente nel cervello di una persona Nessuna delle due deve essere confusa con la grammatica prescrittiva o stilistica insegnata a scuola e spiegata nei manuali di stile, e che consiste in una guida su come si «dovrebbe» parlare in un certo dialetto prestigioso o scritto. La « grammatica universale» è il
progetto che sta alla base delle grammatiche di tutte le lingue umane; si
riferisce anche al circuito presente nel cervello dei bambini, the permette
loro di apprendere la grammatica della lingua dei genitori. Una grammatica a
struttura sintagmatica è una grammatica generativa che consiste solo di
regole che definiscono strutture sintagmatiche. |
| CARATTERISTICHE DEL" POPOLO UNIVERSALE" |
|
La comunicazione vocale non linguistica, come i gridi e i lamenti. L'interpretazione delle intenzioni a partire dal comportamento. ll riconoscimento delle espressioni facciali di felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto e contentezza. L'uso del sorriso per il saluto amichevole. Il pianto. La seduzione con gli occhi. L'azione di mascherare, modificare e mimare le espressioni facciali. Le manifestazioni di affetto. Il senso di sè contrapposto al
senso degli altri, la responsabilità, il comportamento involontario
contrapposto a quello volontario,l'intenzione, la vita interiore
segreta, gli stati mentali normali opposti a quelli anormali.
L'empatia. L'attrazione sessuale. La potente gelosia sessuale. Le
paure infantili, specialmente per i rumori forti, e, alla fine del
primo anno, per gli estranei. La paura dei serpenti. I sentimenti
«edipici» (possessività nei confronti della madre e freddezza nei
confronti del suo consorte). Il riconoscimento facciale. L'ornamento
del corpo e l'acconciatura dei capelli. L'attrazione sessuale, basata
in parte sui segnali di salute, e nelle donne, sulla giovinezza.
L'igiene. La danza. La musica. II gioco, inclusi i combattimenti. |
| MODI DI TRASMETTERE NOTIZIE NELL'ANTICHITA' |
| Il ruolo dell'uomo come
messaggero ha una lunga preistoria. Ricordiamoci dell'oplite ateniese che
copri' la distanza da Maratona fino ad Atene correndo, per annunciare agli
ateniesi la vittoria contro le truppe persiane a Maratona, nel 490 a.c. Comunque, una tappa importante per la diffusione delle notizie fu l'invenzione della scrittura che costitui' la presupposizione per la creazione del giornale. I giornali non avevano niente a che vedere con la carta stampata a cui oggi diamo il nome di giornale. Si trattava solitamente di memorandum militari, “un rapporto dei fatti del giorno”. Famosi furono i “giornali del re”, di Alessandro Magno, dove furono registrate a base quotidiana le attivita' del grande generale. Un po' piu' simile al giornale di oggi fu un tipo di diario dove gli avvenimenti piu' importanti del giorno furono registrati. I romani furono forse i primi di comprendere l' utilita` di un diario tale ed ebbero assegnato la sua composizione al grande Pontefice. Gli avvenimenti piu' significativi, insieme con la loro data, furono scritti su cartelli bianchi che furono sospesi in luoghi pubblici cosi' furono accessibili alla gente. Si tratta dei “Annales maximi” i quali con il passare degli anni furono raccolti in decine di volumi. Senza dubbio, molto piu' vicino ai giornali di oggi furono le Acta Senatus, cioe' i fatti del Senato Romano e le Acta Populi (Romani) – diuma - (atti quotidiani del popolo romano), una specie di giornale dove furono pubblicati gli avvenimenti piu' importanti del giorno. Contennero cioe' la parte dei giornali di oggi che contengono le notizie locali o interni. Articoli di centro, analisi finanziarie, appendici, ecc, furono sconosciute all'epoca. Nessuna copia di quel giornale e' salvata. Cosi', non sappiamo quanto veritiero sia un foglio falso delle Acta populi diuma, lo scrittore del quale, senza dubbio molto piu' giovane dall'epoca a cui si riferisce il foglio, lo presento' come un giornale che circolo' a Roma nel 29 Marzo del 168 a. C. Tra i suoi contenuti sono notizie che riguardano l'assunzione ufficiale delle funzioni di un nuovo sovrano di nome Licinio, lo scoppio di una tempesta con fulmini, il conflitto con persone ferite in una osteria, le multe imposte a macellerie per trasgressione alle norme sanitarie, l'arresto di un agente di borsa sparito dopo essersi appropriato indebitamente del denaro altrui, l'esecuzione di un condannato a morte e la partenza dell'armata punica dal porto di Ostia. Comunque, fogli falsi di “giornali’’ circolarono gia' dagli anni romani. Allora, per esempio, apparvero come originali, testi che si considerava fossero stati scritti dalla fronte della guerra troiana da un tale Diktis di Creta e da un Daris da Frigia dell'Asia minore! In altre parole, questi due personaggi furono considerati… corrispondenti di guerra che fecero reportage dai campi di battaglia dove Achille lottava con Ettore. Dictis dava notizie dalla parte dei greci dato che partecipava alle truppe di Idomeneas, del re di Creta; mentre il secondo, dalla parte dei troiani, dal momento che prestava servizio presso l'esercito di Priamo. E mentre questa falsificazione era non solo evidentissima ma anche grossolana comunque durante gli anni bizantini esisterono degli scrittori che condiderarono che i due sopramenzionati avessero seguito di persona le lotte sanguinose che ebbero descritto nella pianura dello Scamandro tra gli Achei ed i Troiani.
|